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Via dalla Lombardia. La piccola secessione di Magasa e Valvestino

I due comuni hanno votato per passare dalla provincia di Brescia a quella di Trento

09/10/2008

È passato quasi inosservato, nei giorni scorsi, il referendum che si è tenuto nei comuni bresciani di Magasa e Valvestino riguardo al fatto di lasciare la regione Lombardia ed entrare nella Provincia autonoma di Trento. Il 21 settembre 2008 i favorevoli al cambio di Regione hanno vinto in entrambi i comuni. Se la notizia non ha fatto troppo scalpore è perché si tratta di un referendum consultivo e forse anche perché si tratta di due paesini di minuscole dimensioni. Anche se il sì ha vinto con una schiacciante maggioranza, queste sono le cifre del referendum: a Magasa con 99 voti favorevoli su 119 votanti, in Valvestino 126 su 171. Un altro comune della provincia di Brescia, Pedemonte, aveva già deliberato qualche settimana prima la propria adesione alla Provincia autonoma di Trento.
La ragione principale che ha spinto tali amministrazioni a indire il referendum è essenzialmente di carattere economico. Sono noti i vantaggi fiscali derivanti dall'appartenere ad una regione a statuto speciale. I comuni in questione sperano tra l'altro che il cambio di regione porti in dote anche la costruzione di una galleria di collegamento con le Alpi Giudicarie.
La rivendicazione può tuttavia farsi forte anche di un dato storico, visto che effettivamente fino al 1934 i due comuni fecero parte del Trentino, e permette ai promotori del referndum di parlare di "ritorno alle proprie radici".

 

La piccola notizia locale si lega al più ampio e attualissimo tema del federalismo fiscale, e suscita comunque qualche timore in seno alla Lombardia.
Il Presidente della Commissione Bilancio di Regione Lombardia, Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) ha dichiarato a proposito di Magasa e Valvestino: “La legge nazionale a favore dei comuni di confine non basta. Bisogna fare di più e subito. Questa emorragia va fermata perché se continua così il fenomeno può estendersi e diventare ingestibile. Ecco una ragione in più per accelerare l’iter del federalismo fiscale e dare più risorse alla Lombardia”.
Per Cecchetti bisogna “abbreviare i tempi per dare risposte alle attese della comunità lombarda. Capisco le ragioni del sì di Valvestino e Magasa: abitare a 500 metri da una Provincia che si può permettere di dare ai propri cittadini e imprese aiuti e sovvenzioni di ogni tipo, mentre tu sei costretto a fare i salti mortali per far quadrare i bilanci in tempi di crisi, è un invito alla secessione. Ecco perché è importante – aggiunge Cecchetti – che il disegno di legge sul federalismo fiscale segua iter privilegiati. La Lombardia non può aspettare ancora".

 



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