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Ultima notizia: presidio al consolato tedesco contro la BMW

I lavoratori della Maflow di Trezzano sul Naviglio protestano contro la decisione della BMW di mettere in cassa integrazione 350 persone.

20/11/2009

Il dipendenti della Maflow di Trezzano sul Naviglio si sono dati appuntamento stamattina sotto la sede del consolato tedesco di via Solferino a Milano per manifestare contro la decisione della multinazionale tedesca Bmw di mettere in cassa integrazione 350 lavoratori. Striscioni, bandiere, fischietti e musica a tutto volume: è stato il modo di protestare e di reclamare l'attenzione del console tedesco, al quale i dipendenti Maflow chiedono vdi intervenire per ristabilire gli ordini Bmw "che da oltre dieci anni -dicono- regolarmente serviamo con ottimi standard qualitativi, come Bmw stessa ha sempre preteso". La cassa integrazione, preludio di una cessazione definitiva dell'attività, non è decisione della propria Bmw, ma è una conseguenza diretta della decisione di sospendere gli ordini alla Maflow.

A Trezzano lavorano 350 persone, su commesse che per l’80% arrivano proprio da Bmw. Il gruppo Maflow - leader europeo nella produzione di componenti per gli impianti di condizionamento delle automobili - è fornitore delle principali case automobilistiche, a partire da Bmw. Già di proprietà  del fondo Ilp Italian lifestyle (Hirsch & co.), ha tre siti principali: a Trezzano sul Naviglio, Ascoli Piceno e in Polonia.Nonostante la crisi del settore dell’auto, per il 2009 ci sono ancora ordini per 300 milioni, ma i debiti accumulati presso le banche (in particolare Intesa Sanpaolo e Banca Popolare) portano il fondo proprietario a decidere di mettere in liquidazione l’azienda che, il 30 luglio, entra in amministrazione straordinaria.

Secondo la Fiom si tratta dell'ennesimo caso in cui "scelte finanziarie dissennate" e dinamiche estranee alle logiche industriali (l’area su cui sorge è già stata alienata e l’immobile è stato venduto ad una società immobiliare del gruppo Unicredit) rischiano di distruggere un'azienda e di cancellare centinaia di posti di lavoro. A detta dei commissari - secondo un comunicato della Fiom - esitono almeno quattro soggetti interessati all’acquisizione dell’intero gruppo. Ma la situazione descritta non induce ad eccessivi ottimismi. La Bmw non ha soppresso la produzione, ma ha spostato gli ordini in Germania nonostante queste siano sempre state evase puntualmente.

 

I lavoratori della Maflow sotto il consolato tedesco



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