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Tosi nei guai con i vigili di Milano

L'auto del sindaco di Verona, parcheggiata in divieto di sosta, esponeva sul cruscutto una paletta "sospetta".

11/11/2008

Trasferta milanese movimentata per il sindaco Flavio Tosi, la cui auto parcheggiata in divieto di sosta in una delle zone più esclusive del capoluogo lombardo ha mandato in fibrillazione le forze dell'ordine.
L'episodio è avvenuto sabato alle 18,30.
In mattinata Tosi aveva accolto il ministro Umberto Bossi a Fieracavalli. Nel pomeriggio, fa sapere senza dare maggiori dettagli, si era recato a Milano, dove aveva un paio di appuntamenti. Alcuni agenti della polizia municipale avevano notato la sua Audi A6 parcheggiata in sosta vietata, tra via Verri e via Montenapoleone, con una paletta del ministero dell'Interno sul cruscotto. Trattandosi di una «zona sensibile», la presenza dell'automobile «sospetta» ha creato un certo allarmismo. La notizia è rimbalzata immediatamente e ieri è stata rilanciata dal sito web del Corriere della Sera che racconta: «Arrivano le «moto della polizia che pattugliano la zona, agenti in divisa e in borghese. Scattano tutte le verifiche, finché, una ventina di minuti dopo, spunta il proprietario dell'auto: il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi».
L'interessato conferma. A scatenare il putiferio, afferma «è stata la presenza della paletta in dotazione alla mia scorta, che è leggermente diversa da quella della polizia di Stato. Essendo una zona delicata abitata da personaggi di spicco, è nata una certa apprensione per cui sono state compiute le necessarie verifiche». Il centro di Milano è costantemente sotto controllo da parte delle forze dell'ordine e l'autenticità di un contrassegno del Viminale, in questo caso rilasciato dalla prefettura di Verona, deve essere verificata per escludere che sia stato contraffatto da malintenzionati.
Secondo il sito del Corriere, Tosi si sarebbe scusato dicendo: «Mi dispiace, è stata solo una leggerezza». Parole che, però, il sindaco nega di aver detto. «Non mi sono scusato», replica seccamente, «perché non c'era nulla di cui scusarsi e non ho mai detto di aver commesso una leggerezza». Tosi fa sapere che a Milano c'era andato con l'autista, ma senza l'abituale «angelo custode» che veglia sulla sua incolumità.
Alla scena, scrive il quotidiano di via Solferino, «assistono decine di persone che passeggiano in centro». E aggiunge: «Il sindaco continua a scusarsi, poi al telefonino fa qualche chiamata sull'asse Milano-Verona-Roma». E conclude: «Il sindaco si allontanerà da solo, al volante della sua auto. Un vigile aveva già scritto la multa, ma dopo gli accertamenti Tosi è stato "perdonato"».
Il primo cittadino fornisce un'altra versione: «Ma quale perdono... Un vigile aveva scritto il verbale, è vero, ma poi tutto è stato annullato perché era tutto in regola. Con me infatti c'era l'autista che in quel momento si era assentato per qualche minuto. Per questo ho portato via di persona l'auto».
E ribadisce ancora una volta: «L'equivoco è sorto per il fatto che la paletta era difforme da quella della polizia di Stato. Tutto qui, e non vedo motivo di tanto clamore per un fatto così banale».

Fonte: l'Arena di Verona



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