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Tettamanzi: sì alla preghiera islamica, ma non contro l'avversario

Comunicato della Diocesi di Milano sulla preghiera islamica in piazza Duomo.

05/01/2009

In seguito alle accese discussioni scatenate dalla manifestazione pro-Palestina di sabato scorso, al termine della quale un gruppo di fedeli musulmani ha pregato Allah in piazza Duomo a Milano,la Diocesi di Milano ha rilasciato un comunicato ufficiale che riportiamo per intero. Nel comunicato si stigmatizza l'uso della preghiera come mezzo politico (durante la manifestazione sono state bruciate alcune bandiere israeliane), ma si dimostra sensibilità verso la preghiera come "bisogno fondamentale e diritto inalienabile" dell'uomo, in evidente anche se non esplicita contraddizione con le prese di posizione molto dure di alcuni politici (tra cui il vicesindaco De Corato, che aveva invocato il codice penale, e il Minstro della Difesa Ignazio La Russa, che aveva parlato di "messa riparatice").

 


Tante polemiche sta suscitando la preghiera che sabato 3 gennaio un gruppo di islamici ha svolto in piazza Duomo a Milano, al termine di una manifestazione sulla guerra a Gaza. Le cronache parlano di un corteo che doveva interrompersi in piazza san Babila, ma che – violando le indicazioni delle forze dell’ordine – ha invece raggiunto piazza Duomo, dove insieme ad altre manifestazioni (deplorevole il gesto di bruciare le bandiere) – essendo giunto l’orario prescritto - si è tenuta la preghiera.La preghiera è un bisogno e diritto fondamentale, inalienabile per l’uomo: ogni uomo, appartenente a qualsiasi religione, dovunque, anche a Milano. La preghiera aiuta l’uomo a considerare gli altri uomini come fratelli. Per questo la preghiera – per essere autentica – non può mai essere usata “contro” qualcuno e deve essere praticata – se pubblica - nei luoghi, nei tempi e nelle modalità opportune. Nella manifestazione di sabato scorso alla preghiera si sono uniti elementi estranei alla religione e alla spiritualità. Molti hanno interpretato questa preghiera come un affronto alla fede cattolica nel suo luogo più simbolico ed alto in città: la piazza del Duomo.Per questo l’arch. Asfa Mahmoud, Presidente della Casa della cultura islamica di viale Padova – disponibile anche a coinvolgere il dott. Abdel Hamid Shaari del Centro Islamico di viale Jenner - ha chiesto all’Arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi un incontro per chiarire quanto è successo sabato scorso e portare le scuse. Afferma con chiarezza il Concilio Vaticano II nella dichiarazione sulla libertà religiosa Dignitatis Humanae: “Si fa ingiuria alla persona umana e allo stesso ordine stabilito da Dio per gli uomini, se si nega all’uomo il libero esercizio della religione nella società, una volta rispettato il giusto ordine pubblico” (n° 3).



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