Terzo settore, la Regione presenta la sua riformaBoscagli: una ancora più stretta collaborazione tra privati e organizzazioni non profit per superare l'esiguità delle risorse economiche prodotte dai tagli della Finanziaria. 02/12/2010
Una ancora più stretta collaborazione tra privati e organizzazioni non profit per superare l'esiguità delle risorse economiche prodotte dai tagli della Finanziaria, semplificazione e informatizzazione delle procedure con progressiva eliminazione dei supporti cartacei, istituzione di un osservatorio che monitori i rapporti di collaborazione tra Enti non profit e Pubblica Amministrazione con individuazione delle esperienze più innovative e replicabili come best practice. Queste le linee guida della "riforma" del Terzo Settore inserite nella delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli e del vice presidente Andrea Gibelli, assessore all'Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione. Il provvedimento, prima di diventare esecutivo, dovrà acquisire il parere favorevole della terza Commissione regionale. ALLENZA TRA PROFIT E NON PROFIT - "Obiettivo di questo provvedimento - commenta Boscagli - è quello di introdurre il concetto di 'sussidiarietà circolare': il mondo del profit e del non profit alleati con la Pubblica Amministrazione rispondono ai bisogni delle persone e delle famiglie in un momento in cui le risorse sono state ridotte". Fino ad oggi con la legge regionale 3/2008 esisteva il principio della sussidiarietà orizzontale: gli enti non profit partecipano alla erogazione di servizi e alla programmazione e realizzazione del sistema del welfare. "Con questa 'riforma' - prosegue Boscagli - vogliamo acquisire e valorizzare risorse e capacità progettuali del non profit e metterle in sinergia con le disponibilità di società profit in modo da operare con ancor maggiore efficacia superando le criticità determinate dalla ristrettezza delle risorse". Esiste già una società che ogni anno partecipa alla realizzazione del progetto 'Custode socio sanitario', sviluppato con il Comune di Milano, attraverso una donazione di denaro che consente di offrire servizi agli anziani nei momenti di particolare emergenza come, ad esempio, nelle giornate afose d'estate: persone spesso sole, avanti con gli anni, possono contare sulla presenza pressoché quotidiana di operatori che prestano loro assistenza. L'apporto dei privati non solo in termini di risorse economiche ma anche e soprattutto per i contributi di idee e di organizzazione di fatto anticipa la riforma legislativa del welfare lombardo, attualmente in fase di elaborazione, e che sarà pronta nel 2011. SEMPLIFICAZIONE - Altro elemento che qualifica il provvedimento è la semplificazione, sia in termini procedurale che informatici a favore del Terzo Settore, riducendo il cartaceo. Si vogliono informatizzare i registri in modo che gli enti possano compilare schede on line e contemporaneamente uniformare i procedimenti e le scadenze dei diversi registri. PROSPETTIVE - Gli enti del Terzo settore oggi devono fornire documenti a una serie di enti tra i quali Agenzia Entrate, Agenzia per le Onlus, Comuni, Province, Istat. Regione Lombardia intende creare un'unica banca dati in modo che un'associazione, quando vi inserirà i dati, possa farlo in un'unica soluzione evitando ripetizioni e il rispetto di scadenze differite nel tempo. TRASPARENZA - Il provvedimento mette ordine nei rapporti di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Terzo settore per rispettare i principi di parità di trattamento, pubblicità, imparzialità e trasparenza: quando la P.A. ha necessità che un ente del Terzo settore svolga un servizio, a volte si riscontra una mancanza di uniformità nei criteri di affidamento e questo comportamento potrebbe generare discriminazioni. Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale dà le linee guida a Comuni, Asl, Province e aziende di servizi alla persona, affinché sul territorio tutti i soggetti del Terzo settore abbiano le stesse opportunità di collaborare con la P.A. I Comuni, spesso, tendono ad agire singolarmente; a livello di Piano di Zona, invece, sarebbe opportuno definire i rapporti con la P.A. per rendere omogenee modalità e procedure. OSSERVATORIO SU BEST PRACTICE - "Un altro dei punti qualificanti del nostro provvedimento - sottolinea ancora Boscagli - è l'istituzione dell'Osservatorio di monitoraggio: in molti casi la Pubblica Amministrazione finanzia progetti altamente innovativi ma, per mancanza di finanziamenti, rimangono sulla carta. Con questo osservatorio vogliamo si valutino i rapporti di collaborazione attivati dalla P.A. e che quelli più significativi si trasformino in buone prassi o in pubblicazioni che le divulghino o in nuovi tipi di servizi". "Questa delibera di riforma del Terzo Settore - prosegue Boscagli - troverà attuazione in decreti successivi e in un'azione formativa diffusa a livello territoriale". Con i decreti dei direttori generali dell'Assessorato regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale e all'Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione si andranno ad approvare schemi di convenzioni o di accordi che le P.A. interessate dovranno stipulare con Enti del Terzo Settore. Il provvedimento di riforma prevede anche uno sviluppo dell'utilizzo degli strumenti informatici, per far sapere a chi opera nel Terzo Settore chi e su cosa sta lavorando. Per questo, sarà potenziata la piazza virtuale del Volontariato: il sistema delle imprese potrà conoscere il mondo del non profit e così anche i cittadini che avranno l'opportunità di acquisire informazioni sulle organizzazioni iscritte nei registri regionali (con profili simili a quelli del social network Facebook). Contemporaneamente le stesse organizzazioni potranno conoscersi, scambiare esperienze e ideare, elaborare e realizzare progetti in rete. (Lombardia Notizie)
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