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Sanità in Lombardia, nove indagati per tangenti

L'obiettivo era ottenere l'appalto per l'installazione di un sistema televisivo interno agli ospedali. La denuncia partita dal leghista Galli.

02/12/2010

Il capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale della Lombardia, Stefano Galli, ha denunciato di aver rifiutato una tangente di 15 mila euro per l'appalto di TeleOspedale, cioè l'installazione negli ospedali della regione di un servizio di tv interno. Il fatto risale alla fine dello scorso anno, ma la notizia sale ora agli onori delle cronache per i primi risultati dell'indagine che ne è scaturita.

 

I principali protagonisti dell'inchiesta, condotta dal Pm Fabio De Pasquale, sono Alberto Uva (ex consulente dell'ex ministro della Giustizia leghista Roberto Castelli), titolare della "Global Brain", e Bruno Della Negra, proprietario della concessionaria pubblicitaria "Multimedia Hospital". Entrambi avrebbero bussato a diverse porte per ottenere un appalto per il loro "Sistema televisivo" capace di trasmettere informazioni per gli utenti, ma anche notizie e, soprattutto, pubblicità. Un progetto a costo zero per la Regione, ma che avrebbe garantito ai titolari guadagni consistenti.

 

Gli altri indagati sono Simone Rasetti e Maurizio Amigoni. Rasetti, dimessosi in seguito all'avviso di garanzia, è da due anni capo dell'ufficio stampa dell'assessore alla Sanità, il legista Luciano Bresciani. Secondo le intercettazioni dei pm, sarebbe stato la "sponda" con il Pirellone. L'accusa è corruzione: avrebbe ricevuto denaro per avere accettato di "oliare" il meccanismo. Il secondo è uno degli uomini di fiducia del governatore Formigoni ed esponente di Comunione e Liberazione. Con Cristina Clemente è accusato di aver pilotato un appalto "arrivando a stendere un capitolato d'appalto preconfezionato in modo da avvantaggiare la Multimedia Hospital". Tra gli indagati anche due commercialisti di Lecco, Pierangelo Bonfanti, e Franco Spreafico.

 

"Ho fatto una cosa normale che farebbe qualsiasi cittadino onesto di questo Paese e di cittadini onesti questo Paese ne ha tanti" - commenta ora Galli. "Credevano che io potessi dire ad alcune persone - ha aggiunto - di evitare la gara o cose del genere. Secondo me la strada maestra è quella della gara e vinca il migliore". Gli aspiranti corruttori, ha continuato, "forse credevano di trovare terreno fertile, uno disponibile. Io però con i soldi ho sempre avuto un rapporto forte, me li sudo e me li guadagno. In più lo stipendio me lo danno i lombardi con le tasse che pagano ed è a loro che devo rispondere".

 

 

 

 

 

 

 

 



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