Regione Lombardia è polemica sulla nuova legge urbanisticaVia libera alla legge sul patrimonio edilizio e urbanistico della Regione Lombardia. L'opposizione: un regalo agli speculatori. 15/07/2009
Via libera del Consiglio regionale alle “azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Regione Lombardia”. L’approvazione è avvenuta a maggioranza, con il voto contrario dell’opposizione.
Le nuove norme si applicheranno a partire dal 16 ottobre 2009 e hanno l’obiettivo di rilanciare l’economia del settore edilizio e dare una risposta adeguata alle esigenze abitative delle famiglie “attraverso la valorizzazione del patrimonio edilizio e urbanistico presente sul territorio lombardo”.
In particolare i sette articoli della legge (relatore Giovanni Bordoni, PDL-FI) prevedono l’ampliamento di edifici fuori dai centri storici, la sostituzione di quelli “non compatibili” nei centri storici, nuove possibilità di edificazione nei quartieri di edilizia residenziale pubblica. La legge consente inoltre il recupero edilizio e funzionale di edifici o porzioni di edifici ultimati entro il 31 marzo 2005 (data di entrata in vigore della legge per il governo del territorio 12/2005),se non situati in zone destinate dagli strumenti urbanistici vigenti all’agricoltura o ad attività produttive, ed entro il 13 giugno 1980 (entrata in vigore della legge 93/80) se si tratta di aree agricole.
Per gli edifici ultimati prima del 31 marzo 2005 su zone non agricole e non produttive gli interventi individuati sono l’uso delle volumetrie e delle superfici edilizie per destinazioni residenziali o altre funzioni ammesse dagli strumenti urbanistici; l’uso delle volumetrie edilizie in seminterrato per destinazioni accessorie alla residenza, per attività economiche ammesse dagli strumenti urbanistici e per attività professionali. Nelle aree agricole verrà consentito invece il recupero edilizio e funzionale, sino a un massimo di 600 metri cubi, di edifici ultimati entro il 13 giugno 1980 per destinazioni residenziali utilizzabili esclusivamente dal proprietario, dal nucleo familiare dell’imprenditore agricolo e dai dipendenti dell’azienda; oppure per destinazioni ricettive non alberghiere, e per uffici e attività di servizio compatibili.Per gli edifici destinati ad attività economiche al momento dell’entrata in vigore di tali norme, gli interventi non potranno comportare modificazione della destinazione d’uso.
Per tutti gli interventi sarà necessario presentare la Dichiarazione di inizio lavori (DIA) o richiedere il permesso di costruire e osservare le norme antisismiche vigenti. Il permesso di costruire e la DIA dovranno essere richiesti entro 18 mesi a partire dal 16 ottobre 2009. Mentre gli interventi di edilizia residenziale saranno realizzabili previa acquisizione del permesso di costruire da richiedersi entro 24 mesi dal 16 ottobre 2009.
Soddisfatto dell’approvazione l’assessore Davide Boni che ha sottolineato come “la legge sia importante per il rilancio dell’economia regionale. Questo provvedimento – ha detto – è eccezionale perché eccezionale è la congiuntura, tanto è vero che ha una durata di 18 mesi. E non è vero che dà il via libera alle colate di cemento perché le norme consentono di intervenire solo sulle aree già edificate”. Per Mario Agostinelli, capogruppo di Sinistra-Unaltralombardia – il “Piano casa è un regalo alle rendita e ai costruttori a danno del territorio”, mentre secondo Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi “la legge cementificherà anche centro storici e parchi”. Marco Cipriano, di Sinistra Democratica, ha sottolineato invece che “si poteva fare una migliore legge, ma la maggioranza divisa al suo interno e assente nel dibattito non è riuscita a confrontarsi con l’opposizione per un rilancio dell’edilizia rispettoso dell’ambiente e delle caratteristiche storiche e architettoniche delle nostre città”.
Per Luciano Muhlbauer la legge “risponde ai forti interessi delle immobiliari che a Milano e in Lombardia spadroneggiano. L’edilizia residenziale in Lombardia c’è, quella che manca è quella per i più bisognosi, che in questo provvedimento manca”. Gianmarco Quadrini, capogruppo Udc, ha evidenziato che la legge è “importante e rappresenta una risposta alla crisi. Il provvedimento inoltre attua misure importanti per il risparmio energetico”. Anche Enio Moretti, della Lega Nord, ha sottolineato l’impronta di rilancio economico attraverso il settore edile. “Questa legge – ha detto – permetterà una riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico lombardo anche del punto di vista energetico”. Sveva Dalmasso, capogruppo di Per la Lombardia, ha sottolineato il valore economico del provvedimento che dovrebbe riuscire a “mettere in circolo circa 7 miliardi di euro”. Secondo Paolo Valentini, capogruppo del PdL, questo piano casa “rappresenta un ulteriore passo in avanti e i lombardi possono ora guardare con maggiore fiducia al prossimo autunno, rinnovando il patrimonio edilizio e urbanistico del nostro territorio e prestando grande attenzione al risparmio energetico e ambientale”. Di parere opposto Franco Mirabelli (PD): “Sono stati bocciati emendamenti dell’opposizione dichiarati migliorativi dalla stessa maggioranza, e questo è molto grave. Questo piano non è in linea con quello concordato tra Stato e Regioni, e il nostro voto non può quindi che essere contrario”.
Per il relatore Giovanni Bordoni: "è un provvedimento che darà risposte certe a un settore produttivo in difficoltà, migliorando la qualità della vita delle nostre città alle prese con esigenze sempre più complesse”.
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