Primavera di musica a Milano: concerti per tutti i gustiNumerosi gli appuntamenti musicali di qui all'estate: tra i concerti più attesi quelli di Baglioni, Depeche Mode e Laura Pausini. Ma anche Paolo Conte e Ry Cooder. 12/05/2009
Un primo appuntamento è costituito dal concerto del 15 maggio di Marco Carta, star di "Amici" e vincitore del Festival di Sanremo. Senz'altro, almeno finora, un fenomeno commerciale e "costruito" dalla tv. Ma il tour dal vivo nei Palasport in giro per l'Italia è un'occasione per dimostrare ai critici che oltre al fumo c'è anche l'arrosto. Vedremo come se la caverà. Di altra statura artistica invece i Simply Red, che si esibiranno agli Arcimboldi il 16 e il 17 maggio. Due concerti che non dovrebbero deludere. Unico neo, il prezzo: minimo 46 euro, che con la prevendita salgono a 50. Sempre gli Arcimboldi, la settimana successiva (il 26 e 26 maggio), ospiteranno i due attesi concerti di Mario Biondi con un omaggio al maestro Carlo Alberto Rossi. Prezzi alti anche in questo caso, ma con la differenza che i concerti sono a favore dell'Onlus Associazione Malattie di Sangue. Nel frattempo, il Blue Note di via Borsieri avrà proposto due momenti di notevole interesse: dal 19 al 21 maggio ospiterà infatti tre date degli Yellowjackets, conosciutissima ed eclettica formazione jazz-fusion. Un concerto da non perdere per gli amanti del genere. Tre date anche per "l'onnivoro chitarrista inglese" Ronny Jordan, sulla scena del BlueNote dal 28 al 30 maggio.
Il 3 giugno sarà la volta dei campioni del southern rock, i mitici (e ormai piuttosto attempati) Lynyrd Skynyrd. La banda della intramontabile "Sweet home Alabama", riproporrà il meglio del suo repertorio al Palasharp di Milano. Rivisiterà il suo repertorio anche Claudio Baglioni, che sarà a Milano venerdi 5 giugno con il suo tour Q.P.G.A, acronimo del suo intramontabile successo, Questo Piccolo Grande Amore. Per il grande concerto del cantautore romano, uno scenario d'eccezione: l'Arena civica di Milano, nel Parco Sempione (inizialmente era previsto al velodromo Vigorelli, poi è stato spostato all'Arena). Previsto il tutto esaurito, alla faccia di chi lo considera troppo commerciale e sdolcinato. Prezzi accessibili, anche considerando il carisma di Baglioni: da 34 a 58 euro. E siccome non c'è due senza tre, ecco un altro gruppo che dà prova di grande longevità: the Eagles, che passeranno dal Forum di Assago (oggi Mediolanum Forum) sabato 13 giugno con il loro Road Out of Eden tour.
Ma il periodo dei mega concerti è appena incomiciato: a metà giugno si apriranno i cancelli dello stadio di San Siro per il ritorno dei Depeche Mode (giovedì 18). Titolo un po' pretenzioso per la tournee 2009, Tour of the Universe, ma a parte questo c'è molta curiosità dei fan per questa band risorta negli ultimi anni dopo un periodo abbastanza lungo di eclissi. Ma l'aggetivo "mega" è speso bene soprattutto per il grande concerto "Amiche per l'Abruzzo" in cui Laura Pausini salirà sul palco di San Siro assieme ad Elisa, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia e ad altre cantanti italiane. L'evento è in programma per il 21 giugno, primo giorno d'estate. Grande musica al femmnile e sorpese assortite per un spettacolo i cui incassi saranno interamente devoluti per la ricostruzione della scuola Edmondo De Amicis all'Aquila e all'acquisto di abitazioni in legno in Abruzzo. Prezzi dei biglietti molto variabili: si va dai 25 euro del prato ai 150 della tribuna rossa.
Chissà se tra il pubblico di domenica 21 ci sarà qualcuno che il giorno successivo passerà a un genere del tutto diverso: il rock duro dei Metallica, al Forum di Assago per la tappa milanese del loro tour mondiale in occasione del nuovo album, Daeth Magnetic. Ma forse i veri gioielli del mese di giugno vanno cercati in ambienti un po' più intimi: il 19 la bellissima Villa Reale di Monza ospiterà Paolo Conte. Il grande cantautore astigiano, raffinato e colto rivisitatore delle più diverse tradizioni musicali del Novecento (dallo swing al jazz, dal tango alla rumba, dalla chanson francese alla canzone popolare italiana, fino alle ultime suggestioni elettroniche) proporrà molti classici del suo straordinario repertorio.
Imperdibile per gli intenditori l'appuntamento con Ry Cooder, al ritorno in Italia dopo ben quindici anni. L'eccezionale chitarrista californiano si esibirà il 26 giugno in coppia con il musicista inglese Nick Lowe. Noto al grande pubblico soprattutto per aver dato vita lla celebre esperienza musicale di Buena Vista Social Club, Cooder ha speso gran parte della sua lunga carriera (una trentina ormai gli album all'attivo) nell'esplorazione e delle radici del folk americano, ma al tempo stesso ha saputo dar prova di enorme eclettismo, passando con grande disinvoltura da un genere musicale all'altro: musica hawaiana, la musica dei nativi americani, il jazz, il blues, il calypso, ma anche la musica caraibica e quella afriacana (straordinaria la sua collaborazione conl musicista mailiano Alì Farka Tourè). Insomma, una chicca da non perdere. Prezzi, purtroppo, proibitivi: da 60 a 95 euro senza contare la prevendita. Chi vuole può consolarsi con i prezzi popolari dei Subsonica (17,5 euro) che suoneranno il 24 giugno all'Idroscalo. Chi non si consola sono i fan di Bruce Springsteen, che a Milano non verrà più: gli hanno detto che fa troppo rumore.
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Le luci da bordello sono anche le luci dei bar notturni che lui richiama, specie a Genova non c'è molta differenza tra bar malfamati e case d'appuntamenti. E infine, se anche fosse "caduto" non vogliamo almeno essergli grati di quello che ci ha regalato in passato ed essere più benevoli concedendogli il beneficio del dubbio? «Ad albero caduto accetta accetta»? Ena/// Ena Ena, mi pigli per uno pivello? Quella era una sguaiata performance e lui - colpevole, complice: non vittima! - era scocciato di lavorare in provincia e non vedeva l'ora di andarsene. Non è il suo genere, mettila così. Ma quale atmosfera da bar malfamati? E «luci da bordello sono anche le luci dei bar notturni che lui richiama...» Magari!... Eravamo spettatori di una cafonata tipo serata al Mondello Plaza Palacio. Quella sera Paolo Conte — tanto di cappello! — sembrava proprio un «albero caduto». Quel teatro è un posto per ricchi mastini d’antan e nuovi ricchi famelici. E tutte queste vedettes 'si fanno la stagione' alla sguaiata: perché è meglio avere 8.000 spettatori ad ingresso costoso al Teatro della Verdura che 1500 a biglietto meno grasso al Velodromo od allo stadio. Dolce Ena, la piaga sono gli organizzatori, lo so. Mille anni fa Frank Zappa dichiarò che lui a Palermo non ci sarebbe venuto mai più. E con i Talking Heads dopo tre ore di attesa finì a lacrimogeni. Gli organizzatori - si disse - erano di Caltanissetta. Love r. Silvia - 22/05/2009 14:56:03 Ma chi erano i componenti dell'orchestra? Io Paolo COnte l'ho sentito più di una volta dal vivo e la band ha sempre fatto il suo dovere in modo egregio... tecnicamente bravissimi e mai invadenti come dice Rodolfo. Era una orchestra diversa dal solito? O Rodolfo è stato particolarmente sfigato? Rodolfo - 22/05/2009 14:15:26 Massimo! non pretendevamo che Paolo Conte fraternizzasse e facesse le moine al pubblico né che ci dicesse «siete un magnifico pubblico». Sarebbe stato tradirlo.Volevamo Paolo Conte come l’avevamo sempre conosciuto, e basta. E capire cosa diceva. Non quei sette paraponzi ponzi pé tarabum tarabum tarabum. Per sentire‘ Paolo Conte avevano pagato il biglietto, non per vedere effetti di luce e sentire bande squinternate. Te salûdi. rodolfo Massimo - 21/05/2009 23:01:52 Mah, che Paolo Conte non fraternizzi col pubblico è cosa nota e a me pare meglio così, e preferisco vecchi, banali e ordinari giochi di luce sul palco piuttosto che qualche genialata fatta per stupire. Per il resto, ognuno ha i suoi gusti, e può darsi che quella di Palermo sia stata una serata no, ma questa mi sembra una recensione un po' troppo astiosa. E anche un po' contraddittoria: il pubblico si lamentava o andava in visibilio? Che poi il pubblico di Conte sia effettivamente una borghesia perbene è del tutto irrilevante sul giudizio che si dà della sua musica. Rodolfo Loffredo - 21/05/2009 09:34:20 Avevamo incondizionatamente mitizzato Paolo Conte. Poi, il 28 lug 07 Concerto di Paolo Conte al «Teatro della Verdura» di Palermo. Crolla il mito. Lui —Paolo Conte — ci ha fatto la figura dello sciocco; o di quello ormai ‘andato’. Sembrava non gli interessasse un fico. Recitava i suoi deliziosi bla bla — e ta tta ra tta — senza partecipare. E poi il resto. Regolazione dell'amplificazione al peggio. Non si capivano che poche parole. Volume oversize. Ed una orchestra invadente che forniva performances tremende a tutto volume: se Conte faceva una pausa l'orchestra si infilava: rinforzava, ci dava dentro, non mollava più l'osso. Ci ha fatto sentire di tutto. A volte sembrava ci suonasse il Deguejo (= ricondate il film? La tromba del generale Santana prima di Alamo? Burdett! Nathan Burdett!). Sennò sfondi da rotaia di treni in velocità, o musiche con chiari ammiccamenti medioorientali. Ti aspettavi la bajadera. L'organizzazione sapeva di incontrare un pubblico da Arabia Saudita? Avevano adeguato il prodotto? Dal pubblico qualcuno ha gridato «Manda via la band!», e poi più chiaro «Manda via l'orchestra!». Paolo Conte ha fatto miracolosamente due pezzi in chiaro ed in silenzio di orchestra; poi ha ripreso il pastrocchio. I sette orchestrali da Crociere Costa hanno dominato. Ad ogni motivetto più riconoscibilmente orientale il pubblico andava in visibilio. Tutto pubblico ricco. Intenditori di un Paolo Conte per imprenditori e borghesia «perbene» del deep south italiano. Ah!: la regia: giochi di luce violetto ‘casa d'appuntamento’ fino all'amarena color d'amarena al frutto. Il batterista diventava giallo ad un colpo, verde al successivo, bianco al terzo. Se suona ha il cono di luce, se smette il faro si spegne: creativo, geniale e soprattutto nuovo! Pubblico in goduria. Che volevamo di più? Furbo Paolo Conte, furbi gli organizzatori. rodolfo loffredo — Via Libertà 75 90143 Pa — rodolfo.loffredo@alice.it |
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