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Piano casa, le critiche dell'Ordine degli architetti di MIlano

Presa di posizione degli architetti di Milano: il piano casa minaccia i centri storici e aumenterà i contenziosi.

09/04/2009

l'Ordine di Milano prende posizione

Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano – in attesa dell’uscita ufficiale del decreto - pone l’accento su alcuni punti che preoccupano per l’ambiguità di un provvedimento che crea consenso individuale ma rischia di essere a discapito del funzionamento delle città in generale, e in particolare:

- la minaccia sulla tutela dei centri storici
- il pericolo di legittimare e ampliare volumi abusivi
- l’aggravamento degli squilibri fra insediamenti e infrastrutture sia in termini di reti primarie, che di scuole e servizi
- la grande probabilità di un aumento dei contenziosi legali a livello civile
- il sovraccarico rovesciato sulle Soprintendenze che, senza aumento dell’organico attuale, non avranno le risorse per rispondere nei termini di legge alla domanda straordinaria cui si troveranno di fronte



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Vincenzo - 29/04/2009 18:35:59
D'accordo nella sostanza con elio. Aggiungo che sarebbe veramente il colmo della meschineria e della irresposabilità che un Ordine Professionale spingesse per una legge o un altra a seconda della dimensione del possibile ritorno economico per i suoi iscritti. Per fortuna un minimo senso della decenza e del bene comune ancora da qualche parte esiste in Italia. Sarebbe come dire che l'ordine dei medici si pronunci a favore del fumo o dell'innalzamento dei limiti del tasso alcolico per chi guida....
 
elio rossa - 28/04/2009 11:31:47
è vero, si i politici sono talmente impegnati in un teatrino di dichiarazioni ostili che nessuno spazio di lavoro comune è possibile. io ho la mia teoria su chi sia il responsabile di questa degenerazione, ma ormai il circolo vizioso è difficile da rompere ed è un dato di fatto. quell che non capisco del ragionamento di effebì (ma forse sono io che non ho colto il senso) è l'idea che (molto italiana, mi pare) che l'interesse personale (nel caso, quello dell'Ordine) debba essere il criterio fondamentale di giudizio. cioè: visto che costruire protuberanze a ville e villette porta lavoro agli architetti, e naturale essere d'accordo. se non siamo d'accordo, c'è qualcosa sotto, è una sparata ideologica. fosse così, viva l'ideologia! questo è un paese che muore a causa del "particulare" e della "famigghia"... per quanto pubblicitaria sia la sparata, se contribuisce a prendere in cosiderazione un tema dal punto di vista dell'interesse pubblico (già, esiste anche quello!), ben venga!
 
effebì - 27/04/2009 12:56:20
Commento e preciso il mio commento. Non è che un Ordine debba appoggiare un'iniziativa come questa perché è del Governo, ma "dovrebbe" appoggiare un'iniziativa a favore degli architetti. Se così non è qualcosa non funziona. Allora o una deroga ai Piani regolatori non favorisce gli architetti (cosa strana) oppure non si è letto bene il contenuto e si tende alla “sparata” pubblicitaria (mia personale opinione). Diverso è il commento di Elio, che secondo me centra il problema. Ma per proseguire sul suo ragionamento direi che qui in Italia le riforme non si fanno e non si possono fare, né da una parte né dall’altra, perché i due fronti sono troppo impegnati per darsi addosso per poter riconoscere qualche credito all’antagonista. Se per ogni legge si porta la gente in piazza; se non si concedono emendamenti agli avversari; se si punta alla “sparata” ancor prima di poter entrare nei dettagli attuativi di una la Legge, lo scontro e l’incomprensione resteranno alla base di un non-dialogo, e a favore di chi sguazza in quello scontro, guadagna consenso, e vuole la disinformazione. Gli errori beninteso sono da entrambe le parti. S’invoca spesso un processo di riforma “dal basso” ma bisogna riconoscere che soprattutto nel pubblico esiste una forte resistenza a difesa del cosiddetto status quo, anche a fronte di una evidente inefficienza. E’ chiaro che la situazione ideale per scuola, magistratura, sanità, pubblica amministrazione sarebbe una riforma che partisse dall’interno. Chi meglio di un insegnante conosce i problemi della Scuola? Ma siamo convinti che complessivamente questo senso di progresso ed efficienza riesca a superare il senso di appagamento dato da alcuni ingiusti privilegi. In definitiva: questa non è una riforma e le riforme non si possono fare. Ecco, adesso sono pessimista anch’io!
 
ugo - 24/04/2009 17:31:44
mah, secondo me è vero che è una sparata per avere un po' di visibilità. però da qui a chiedere addirittura che un ordine professionale debba appoggiare un'iniziativa solo perché è del governo ce ne corre
 
Vincenzo - 24/04/2009 16:05:22
Perfettamente d'accordo: il "piano casa" non è affatto una riforma ediliza, è una legge che permette ad alcuni di derogare su alcune normative edilize e urbanistiche acquisite, permettendo di costruire più di quanto prevedono i Piani Regolatori comunali, che servono in primo luogo a garantire un uso equilibrato del territorio e delle sue risorse. Discorsi analoghi si posso fare per le "riforme" della scuola, della giustizia, della sanità, ecc. ecc.
 
elio rossa - 22/04/2009 00:59:40
No che in Italia non va tutto bene! Una delle cose che va peggio sono proprio le... riforme!! E se medici si oppongono alla riforma sanitaria, i magistrati a quella giudiziaria, gli architetti alle riforme edilizie forse vuol qualcosa vuol dire. scherzi a parte, il problema è che si usa a sproposito il termine riforma, che richiama un progresso, per dei cambiamenti che di progresso non ne portano alcuno.
 
Vincenzo - 21/04/2009 23:43:03
Caro effebi, a me pare invece che in italia vada tutto male, a partire dal clima di tolleranza e legittimazione verso abusi edilizi e evasioni fiscali (vedi i vari condoni edilizi e fiscali), reati finanziari, amministrativi, di concussione/corruzione (vd. depenalizzazioni degli stessi e leggi salva ladri e ad personam). Io mi chiedo questo "piano casa" a cosa serve? A chi serve? Di tavernette o sottotetti recuperati le villette sono già sature. A me puzza di ennesimo condono edilizio mascherato da legge anti-crisi. Sostengo appieno le perplessità sollevate dall'ordine degli archietti di Milano. Era ora.
 
effebì - 16/04/2009 22:27:13
Sarà la franchezza che mi ispira lo spazio lasciatomi in questo sito; sarà l'ignoranza che mi fa commentare cose sulle quali ho una limitatissima conoscenza, ma l'uscita dell'Ordine degli Architetti mi sembra la solita "sparata" per farsi vedere, per mettere la propria voce fuori dal coro nella speranza di avere qualche visibilità. Le obiezioni poste al “Piano Casa” sembrano infatti totalmente fuori luogo: per prima cosa poiché il testo pubblicato sul sito del Governo http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/casa_piano/ parla esplicitamente dei punti contestati, compreso la possibilità di ridurre la complessità delle autorizzazioni per evitare ricorsi e contenziosi. In secondo luogo perché i decreti attuativi non sono ancora stati varati e pertanto non si può entrare nello specifico, come dovrebbe fare un "Ordine" su questioni tecniche. Esiste infine un'ultima mia personale perplessità su questa uscita, in merito alla opportunità di un Ordine di architetti di manifestare timore per il piano caso piuttosto che appoggiare l'iniziativa cercando di contribuire al suo miglioramento. I medici si oppongono alla riforma sanitaria, i magistrati a quella giudiziaria, gli architetti alle riforme edilizie … sembra quasi che in Italia vada tutto bene!
 

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