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Penati (Pd): ci candidiamo a governare

"Disastrosa la gestione di Expo, Malpensa, dei trasporti locali e della crisi. E del federalismo fiscale nemmeno l'ombra".

22/03/2010

Filippo Penati è il candidato presidente della coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali lombarde. L'ex presidente della Provincia di Milano ha l'arduo compito di affrontare il super-favorito Roberto Formigoni, presidente uscente. Ma Penati non si considera affatto perdente in partenza e, soprattutto, tiene a sottolineare che con la sua candidatura e quella di tutta la coalizione che lo sostiene si propone come alternativa di governo, non come semplice forza di opposizione. Milano Mag lo ha intervistato.

 

E' inevitabile un accenno alla vicenda delle irregolarità delle liste elettorali.
Formigoni, Berlusconi e Bossi sono riusciti a   fare il capolavoro di mettere a rischio l'esito delle elezioni in Lombardia. Ci hanno messo in una condizione di incertezza e questa è una grandissima responsabilità.

In una regione in cui la vittoria del Centrodestra sembra scontata, secondo molti (anche all'interno della stessa coalizione che la sostiene) le chance della sinistra  dovrebbero passare per il coinvolgimento e non per l'esclusione  della sinistra radicale. Da dove deriva la convinzione contraria?
Abbiamo voluto che la nostra coalizione fosse coerente con il nostro progetto di governo, un progetto che vuole essere alternativo a quello di Formigoni.  A non essere state coinvolte sono state quelle forze della sinistra radicale che non  hanno  voluto condividere con noi il nostro progetto e l'obiettivo  di essere una forza di governo. Altre forze della Sinistra radicale, Sinistra ecologia e libertà e i Verdi hanno voluto condividere con noi questo progetto. 

Ma non è rischiosa la corsa al centro quando questo è già così ben presidiato? In Lombardia in particolare non si sente l'esigenza, da parte dell'elettorato di sinistra, di un opposizione ancora più unita e più decisa al modello Formigoni?
Il problema non è la rincorsa al centro. La vittoria in regione deve passare  per il bisogno di rinnovamento  che, sono convinto, tutti  avvertono .   Formigoni governa  da 15 anni  ed  è al suo crepuscolo politico, vive ammanettato dalla Lega e segna il passo anche dal punto di vista amministrativo. Il federalismo fiscale  da quanto  il Centro destra governa il Paese è rimasto lettera morta,  l'aeroporto di Malpensa è stato abbandonato, il dramma  quotidiano dei pendolari   evidenzia lo sfascio del sistema ferroviario regionale. E questo per non  parlare del fatto che non ci sono stati interventi efficaci di contrasto a una crisi che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. Io sono convinto che i lombardi siano stanchi di tutto questo  e  sappiano che quello che serve è un'alternativa di governo concreta.  Io mi rivolgo a loro proponendo   questo.  Propongo  di essere l'alternativa  a Formigoni non di fare  opposizione a Formigoni.

Quali sono i punti  salienti del suo programma elettorale? E quali le differenze fondamentali con quello di Rifondazione?
Il mio progetto di  governo  ha l'ambizione di  affrontare la crisi nel suo complesso , di far tornare la Lombardia   regione leader in Italia e in Europa. E questo sostenendo le imprese,i lavoratori, le famiglie nella crescita dei figli e nella cura dei propri anziani. Garantendo  a tutti i cittadini lombardi un sistema della mobilitàefficiente e un ambiente  sano. Il nostro programma di governo si differenzia da quello del Prc in diversi punti. Credo ci sia una condivisione della netta critica all'operato di Formigoni ma ci siano differenze  nelle risposte da dare alle criticitàdella regione La differenza fondamentale credo però stia nella premessa. Il Prc vuole un'opposizione  "vera, coerente ed efficace a Formigoni", noi vogliamo essere forza di governo, vogliamo essere l'alternativa a Formigoni.

Che giudizio dà sulla legislatua appena conclusa?
Guardiamo ai fatti concreti. Il sistema dei trasporti è allo sfascio e la creazione della nuova società che unifica Trenitalia e Ferrovie nord è la risposta più sbagliata al problema. Si crea un nuovo monopolio in cui la Regione diventa affidatario del servizio gestore e controllore. E questo non può avere alcuna efficacia. Per quanto riguarda il lavoro dipendente, se si eccettuano gli ammortizzatori sociali peraltro finanziati a livello nazionale ed europeo, l'amministrazione Formigoni non ha in alcun modo alleggerito il carico fiscale di lavoratori e pensionati. La politica ambientale e di tutela del territorio è stata devastante tanto che la Lombardia è una delle regioni più inquinate d'Europa. Nella sanità che pure conserva un buon livello dei servizi  è diffusa una pratica  di finanziamenti gonfiati alle strutture sanitarie private per interventi eseguiti non per il bene del paziente, ma per far guadagnare il proprietario della clinica. E questo è strettamente connesso con il metodo di nomina  dei direttori generali e di molti primari, effettuate all'insegna di una brutale forma di lottizzazione tra i partiti di centrodestra. 

Cosa pensa del modello di sussidiarietà di Formigoni?
In generale Formigoni ha usato il principio di sussidiarietà come un paravento per praticare logiche di prossimità e collateralismo politico.  La sussidiarietà si è tradotta in un meccanismo protettivo ed escludente, non è stata un fattore di protagonismo di tutta la società. Da una parte perché‚ le stesse, poche persone hanno governato per lunghi anni e questo  ha prodotto meccanismi distorti. Dall'altra perché il formigonismo  ha  utilizzato il principio del diritto alla libertà di scelta per sostenere un sistema chiuso, strettamente legato a sé. Questo ha consolidato logiche che sono ormai regressive, non convengono al bene comune  rispetto alle quali la nostra critica è netta e alle quali vogliamo porre fine.

Circola talvolta questa interpretazione: il modello Formigoni è un modello consociativo non dissimile e speculare a quello emiliano. Qui gli appalti vanno in gran parte alla Cdo e qualcosa è garantito alla Lega Coop, là avviene lo stesso a percentuali invertiti. Bersani e Formigoni sono  i garanti di questo modello. Per questa ragione l'opposizione del Pd a Formigoni è stata in questi anni poco convinta. Quanto c'è di vero in questa ricostruzione?

Niente. Bersani è il segretario del Partito Democratico e non  è garante di nessun modello. La sua storia lo testimonia. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. L'opposizione  a Formigoni in Regione non è stata affatto poco convinta.  Basta andare a controllare tutte le iniziative realizzate dai gruppi consiliari di opposizione contro Formigoni. Certo  non hanno avuto una vasta eco  sulla  stampa ma questo non dipende  dall'opposizione ma dallo strapotere mediatico di Formigoni stesso  che tutti sappiamo quanto è difficile contrastare.

Come giudica la gestione dell'Expo 2015? Come lo vorrebbe, e come finirà secondo lei?
L'Expo rischia di diventare un'occasione perduta. L'impressione è che Formigoni e Moratti non se  ne vogliano realmente occupare. Si tratta invece di un'opportuntà, la più grande degli ultimi 30 anni, che potrebbe diventare, come lo sono state le Olimpiadi invernali di Torino, un grande motore di sviluppo per tutta la regione, in particolare, se sostenute per le piccole e medie imprese che sono state messe in ginocchio dalla crisi. Se  si continuerà a gestirlo con il ritmo attuale per Milano  e la Lombardia può diventare una maledizione.

Lei è stato accusato di inseguire la Lega sul tema della sicurezza. Come risponde a questa critica? E come giudica invece l'operato della Lega in Regione?
Io non ho mai inseguito la Lega su nessuna questione. Ho affrontato il problema della sicurezza dal mio punto di vista che è quello di un uomo di sinistra, come la mia storia testimonia. La Lega ha fatto della sicurezza il proprio mantra. Ha alimentato paure e fobie, divulgato un'immagine dell'immigrazione falsa  e tutto questo senza fare nulla per gestire il problema. La Lega governa Milano da più di 15 anni,  amministra tantissime città della Lombardia e non ha fatto nulla di concreto per risolvere il problema sicurezza.  Solo parole. La responsabilità del degrado delle periferie  e della mancata integrazione è sua e dei suoi alleati di Centrodestra. Sulla questione immigrazione credo si debba avere il coraggio di essere chiari. Quella irregolare va contrastata prima di tutto  combattendo il lavoro nero in tutte le sue forme.  La tolleranza verso chi dà lavoro nero e la durezza verso chi lo svolge rischia di non portare alcun beneficio, sia in termini di legalità che di integrazione. Altrettanto netto deve essere l'impegno per i diritti e l'integrazione di chi lavora regolarmente. Per questo sostengo l'istituzione di un fondo per l'integrazione degli immigrati per finanziare azioni positive per il loro inserimento nella società: corsi di italiano, formazione, sostegno nelle scuole agli alunni stranieri e  interventi per la casa.



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effebì - 25/03/2010 22:03:30
Cara Luciana, lei mi sopravvaluta ... e l'amicizia è un altra cosa. Mi domando solo come mai invece sono tutti pronti a difendere pubblicamente i politici "di sinistra" e poi li trombano alle elezioni. Da qui … l’amico del giaguaro. A me non piacciono i processi così come le difese sommarie. Se si giudica, politicamente naturalmente, un politico, lo si faccia a tutto campo, senza tralasciare le critiche maggiori alle quali è esposto e, nel caso di Penati, fors’anche le stesse critiche che gli sono costate il posto di lavoro. Non è una questione di sinistra o destra e le mie certezze derivano dall’informazione, non certo da una conoscenza superiore a quella che chiunque potrebbe avere attraverso internet e un po’ di pazienza. La ringrazio anche per aver letto i miei precedenti interventi, io non l’ho fatto per i suoi, ma non lo ritengo necessario.
 
luciana - 25/03/2010 20:00:10
mi par di capire che il signor effebì è amico di tutti i politici di destra che si aggirano per la lombardia! sui bic ammetto di non sapere, certo è che se le certezze che ostenti fanno il paio con quelle sul pirellone (ho letto i tuoi interventi sul tema!) siamo messi bene :-)
 
alfiogatti - 25/03/2010 07:41:38
Penati è un simpatico cialtrone già bocciato dagli elettori di cosa stiamo discutendo ancora
 
effebì - 24/03/2010 21:51:20
Sempre per fare l'amico del giaguaro, ruolo che ormai mi tocca fra tutto questo conformismo moderatosinistrorso :-) ... la percezione de cittadini è che i trasporti extraurbani in genere "fanno cagare" con buona pace dell'amico Matteucci che in Provincia a mettere ordine nel caos metropolitano di aziende e concessioni un po' ci ha provato. Francamente non ho visto i pendolari sbracciarsi di elogi nei confronti delle diverse partecipate provinciali nei Trasporti. Quanto a competenze e risorse sulle imprese non si preoccupi, la Provincia ne aveva e ne ha in abbondanza. Bisognerebbe domandare a Casati quante ne hanno assorbite, ad esempio, i BIC come quello di Sesto San Giovanni, e quali risultati concreti si sono ottenuti. Ma il problema, come suggerisce giustamente, non è una valutazione del risultato della precedente giunta provinciale, che per la verità come in tutte le democrazie hanno già fatto gli elettori, quanto piuttosto la necessità di domandare a Penati (candidato a governare un’istituzione maggio) se le ragioni di una gestione che, scusi l’impertinenza, non mi risulta sia stata “brillante”. Tranne l’ultima domanda, delicata comunque, perché riguarda una questione che aveva quasi sfasciato la giunta, l’intervista mi sembra aver ignorato un po’ di critiche piovute sulla gestione Penati … Mi creda non sono l’unico che la pensa così. Se invece mi sbaglio, mi adeguo e … viva Penati!
 
luciana - 24/03/2010 19:21:28
della sicurezza si parla ampiamente, la frammentazione si imputa ad una coalizione, non a un singolo, e in quella di penati c'era rifondazione che per l'appunto ora non c'è più e anche di quello si parla diffusamente. sul pendolarismo la percezione dei cittadini è che i trasporti regionali fanno cacare, per il resto non so. sugli interventi a sostegno delle imprese non mi risulta che la provincia abbia molte risorse né competenze. di certo l'assessore al lavoro di rifondazione (casati) è stato mille volte più presente a fianco delle imprese in crisi (vedi caso innse) che chiunque altro. comunque è giusto muovere tutti gli appunti possibili (sono anche curiosa di vedere come si integreranno comune-provincia-regione ora che sono tutti amici fraterni e delo stesso colore politico :)
 
effebì - 24/03/2010 19:03:26
Ah bruno, questa è bella! Non si può parlare dell'unica esperienza di livello che ha svolto Penati sul territorio negli ultimi cinque anni? Perché? Rischieremmo di parlarne male? Cos'è si è diffusa anche a sinistra la moda dell'informazione "a zerbino"? (senza rancora naturalmente)
 
bruno - 24/03/2010 18:16:51
beh penati ha già corso e perso nelle ultime provinciali, mentre le prossime elezioni sono regionali non si può mica parlare della provincia all'infinito
 
effebì - 24/03/2010 18:11:00
Credo che si possa concordare anche da differenti punti di vista che l'analisi politica di Penati sia appunto un analisi, e questo basti a riconoscere il valore di questo articolo (e dell’intervistato) in un periodo di scontri che hanno come oggetto il “nulla”. Quello che però credo che manchi nell'intervista sono i diversi appunti che si potrebbero muovere alla gestione Penati della Provincia di Milano: dalla frammentazione politica sul tema della sicurezza, innegabile, con conseguente fuga degli assessori, alla poca incisività degli interventi a sostegno dell’imprenditoria sul territorio provinciale e del pendolarismo, almeno rispetto alla percezione da parte dei cittadini. Se è vero infatti che parliamo di elezioni regionali non possiamo ignorare il ruolo importante di questo candidato del centro-sinistra ha avuto proprio in quelle “periferie non integrate”.
 
luigi - 24/03/2010 00:27:12
tanto non c'è speranza, ci spettano ancora cinque anni di formigoni
 

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