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Paolo Sarpi: ZTL promossa con riserva - Intervista a Pierfranco Lionetto

Vivisarpi: la zona a traffico limitato è un passo importante, ma deve essere funzionale al trasferimento dell'ingrosso.

01/12/2008

Dopo due settimane di sperimentazione della zona a traffico limitato (Ztl) in via Paolo Sarpi, e a pochi giorni dalle aperture di Penati ai grossiti cinesi, Milano Mag ha incontrato Pierfranco Lionetto, presidente di Vivisarpi, la più rappresentativa associazione di quartiere.

 

 


E' già possibile tracciare un bilancio della sperimentazione? Qual è la vostra prima impressione?
E' ovviamente ancora presto, ma possiamo dire che in linea di massima la situazione è migliorata all'interno della Ztl ed è rimasta invariata, se non peggiorata, al di fuori di essa. Come del resto era prevedibile.

 

Dunque il vostro primo giudizo è negativo?
No, anzi abbiamo espresso in modo ufficiale il nostro sostegno all’Amministrazione Comunale per una scelta che segna, finalmente, un reale cambio di direzione nell’arginare il degrado del quartiere. Non possiamo dimenticare che nonostante tutto l'istituzione della Ztl è l'unico fatto concreto dopo molti anni di abbandono totale del quartiere al suo destino. Ma abbiamo anche dichiarato più volte che la ZtL è solo una risposta parziale per una riqualificazione dell’intero quartiere.

 

Qual è la soluzione secondo voi?
La delocalizzazione dell'ingrosso. Senza la delocalizzazione la Ztl è solo un palliativo. La maggior parte dei grossisti esercita al di fuori della Ztl, quindi è del tutto fuorviante pensarla come strumento per indurre i cinesi ad andarsene.

 

Eppure è proprio quello che ha detto il vicesindaco De Corato.
Noi riconosciamo a De Corato costanza e capacità di ascolto, ma riteniamo sconcertanti certe dichiarazioni. La Ztl è il primo passo per la riqualificazione del quartiere, non un modo per cacciare i grossisti. Per di più, come ho detto, è falso che possa essere utilizzata a questo scopo. Il trasferimento dell'ingrosso è un passaggio ineludibile se si vuole restituire il quartiere a chi lo abita e sottrarlo ai camion che fanno carico e scarico. Ma deve essere concertato con gli interessati e governato dal Comune.

 

Non negherà che senza una qualche forma di pressione l'ingrosso difficilmente si muoverà dal quartiere.
Siamo tutti realisti: è necessario che l'esercizio dell'ingrosso risulti abbastanza costoso - in termini economici e organizzativi - da rendere più conveniente la delocalizzazione. Ma sarebbe già così se solo venissero applicate la regole esistenti. Presentare la Ztl come uno strumento per ostacolare l'ingrosso è scorretto e rischia di far passare come razzista un provvedimento  assolutamente ragionevole. Votato, peraltro, tanto dalla maggioranza quanto dall'opposizione. Noi vogliamo semplicemente che vengano fatte rispettare le leggi vigenti: non ci pare di chiedere nulla di straordinario .

 

A cosa si riferisce esattamente?
Rispetto degli orari di carico e scarico, delle norme sulla sicurezza dei magazzini, dei divieti di sosta. Tutte cose sistematicamente violate da dieci anni a questa parte. Noi chiediamo con forza che vengano fatti i dovuti controlli, soprattutto nella zona attigua alla Ztl. Le continue irregolarità e illegalità che quotidianamente avvengono in quartiere devono essere sanzionate.

 

I controlli non sono anch'essi una forma di pressione?
Si tratta semplicemente di rispettare le regole. Se sono una forma di pressione, è una pressione legittima e anzi doverosa, perché vale per tutti. L'ingrosso ha prosperato violando le regole, è molto semplice. E' allucinante che anni di mancato governo del territorio possano giustificare, oggi, un'impunità di fondo del commercio all'ingrosso: eppure oggi il solo chiedere il rispetto della legge ti espone al sospetto di razzismo e di avere intenzioni "punitive".

 

Voi però parlate esplicitamente di "esercitare una reale forma di dissuasione per il commercio all’ingrosso".
Naturalmente. La delocalizzazione è la nostra stessa ragion d'essere, visto che l'ingrosso ha trasformato questo quartiere in una piattaforma logistica, facendo sparire quasi tutto il commercio di vicinato. E' assolutamente ovvio che un quartiere come questo, fatto di piccole vie a ridosso del centro, non è adatto a sopportare un traffico pesante di merci. E' normale chiedere che vi sia una qualche forma di dissuasione.

 

Quale?
In un regime di liberalizzazione delle licenze commerciali, lo strumento principale doveva essere il piano del commercio. Ma negli anni scorsi il Comune ha completamente abdicato al suo ruolo. Ora il nuovo Piano di Governo del Territorio dell'assessore Masseroli dovrebbe prevedere l'impossibilità del commercio all'ingrosso nel quartiere, ma avrà un peso estremamente limitato poiché varrà solo per le nuove aperture. Il sindaco Moratti,dal canto suo, si era impegnato, in campagna elettorale, a raggiungere un accordo con Regione Lombardia sulla nuova legge regionale sul commercio che avrebbe dovuto regolare il fenomeno. Ma a causa di una serie di veti incrociati è rimasta lettera morta. No so se e quali interessi ci siano dietro questa impasse.

 

Cosa ne pensa dell'uscita di Penati sulla moratoria natalizia?
E' un'assurdità che ci ha sorpreso molto, non ce l'aspettavamo. Proprio perché la Ztl non è la soluzione, ma solo un segnale in vista della soluzione, se cominciamo con le deroghe prima ancora di cominciare diamo un segnale sbagliatissimo.

 

E quali prospettive ci sono oggi per la delocalizzazione?
Questo è un punto dolente. Non se ne sente più parlare ed ogni possibile soluzione sembra tramontata. Noi ci batteremo con forza perché torni ad essere la grande priorità da affrontare. Senza la delocalizzazione la Ztl perderebbe gran parte del suo significato e rischierebbe di essere controproducente. Di certo il Comune perderebbe enormemente di credibilità se non l'affrontasse in tempi rapidi e in modo serio.

 

Manifestazione di Vivisarpi (dicembre 2007)

 

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