Paolo Sarpi: pedonalizzazione o nuovo pasticcio?Il comitato dei residenti scrive all'assessore Cadeo per richiedere un incontro urgente sui lavori in corso. 29/09/2008
I lavori per la zona a traffico limitato (ZTL) in via Paolo Sarpi sono finalmente cominiciati, pur con qualche ritardo. La soddisfazione degli abitanti del quartiere peril tanto sospirato provvedimento si è presto tramutata prima in sorpresa, poi in manifesta perplessità.
L'allargamento dei marciapiedi, infatti, assomiglia di più a un'installazione militare che a un intervento di arredo urbano teso a riqualificare il quartiere. La ZTL era stata approvata in consiglio comunale grazie a unavotazione congiunta di PD e Lega che aveva messo la giunta Moratti di fronte al fatto compiuto. Il vicesindaco De Corato aveva comunque parlato testualmente di residenti che avrebbero potuto prendere un caffè all'aperto, seduti ai tavolini dei bar. Quel che si vede ora, invece è un'operazione che colpisce per la sua pesantezza eper la totale mancanza di funzionalità. Di fatto, l'intervento si è limitato,finora, all'installazione di alcune telecamere e, soprattutto, alla sopressione di alcuni parcheggi: non mediante l'allargamento dei marciapiedi, ma con la costruzione di grandi rialzi in cemento impraticabili dai pedoni. E che per di più lasciano molto a desiderare dal punto di vista estetico.
Tra i residenti è diffusa la preoccupazione che questo tipo di intervento possa risultare definitivo. L'associazione di quartiere Vivisarpi ha scritto una lettera all'assessore all'arredo urbano Cadeo per chiedere un incontro urgente in merito ai lavori. Nella lettera all'assessore si parla di opere che, "anche se temporanee, sono percepite dai residenti e dai commercianti in contrasto con la prospettiva di una futura pedonalizzazione della via".
In effetti, benché‚ quella della ZTL sia ufficialmente un esperimento,pare contrario alla logica un esborso di denaro pubblico per un'opera che in ogni caso dovrebbe essere rapidamente sostituita: o perché la pedonalizzazione dovrà essere completata in modo serio e definitivo, o perché il Comune deciderà di tornare sui suoi passi. Il rischio è di combinare l'ennesimo pasticcio a Chinatown, scontentando automobilsti e pedoni, commercianti cinesi e residenti italiani. Ma i dietrologi cominciano a pensare che il risultato atteso sia proprio questo.
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