Paolo Sarpi, la ZTL tra speranze e perplessitàCritiche al Comune per la comunicazione lacunosa e i mancati controlli nelle zone limitrofe 18/11/2008
Parte la ZTL in via Paolo Sarpi e protestano tutti. Si lamentano, ovviamente, i grossisti cinesi ma si lamentano ancor di più i pochi negozianti italiani ancora rimasti. Dal loro punto di vista la ZTL, per come è ora, ha il solo effetto di limitare l’afflusso di auto senza aumentare l’afflusso di pedoni. La maggior parte dei grossisti cinesi esercita al di fuori della ZTL e i disagi creati ai loro clienti, costretti a “circumnavigare” la zona proibita, sono piuttosto relativi. Ma anche per quelli di via Sarpi il danno è senz’altro minore rispetto a quello sofferto dai pochi negozi tradizionali italiani. “Nelle vie limitrofe il carico e scarico merci continua indisturbato al di fuori di qualsiasi orario consentito e permette, con l’uso dei carrelli, di aggirare i vincoli della ZTL” dice C.S. residente in via Giusti. “Questo non può accadere per un bar” – aggiunge – “Nessuno parcheggia a seicento metri per venirsi a prendere un caffè”. “Per i bar e gli altri esercizi tradizionali si tratta forse di stringere i denti fino alla definitiva trasformazione in isola pedonale”, dice L.P., residente in via Bramante, “ma per noi che siamo fuori dalla ZTL, ma in piena Chinatown più di Paolo Sarpi, non vedo grandi vantaggi”.
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