Nucleare - Agostinelli: Formigoni dica dove verranno costruite le centrali in Lombardia"La maggioranza appoggia un programma nucleare si presenta scientificamente inconsistente e irrazionale e in contrasto con lo sviluppo di energie pulite e rinnovabili". 12/05/2009
Mario Agostinelli (Prc), primo firmatario della mozione che voleva impegnare la Lombardia a non ospitare centrali nucleari sul proprio territorio, ha commentato duramente la bocciatura della mozione da parte del Consiglio: “Il 24 febbraio, dopo il varo di un piano del governo per la costruzione di centrali nucleari, Berlusconi e Sarkozy hanno presentato un accordo per costruire 5 impianti atomici in Italia. La decisione assunta dal Governo Berlusconi di procedere alla realizzazione di un programma nucleare si presenta scientificamente inconsistente e irrazionale e in contrasto con lo sviluppo di energie pulite e rinnovabili. L’energia nucleare non è abbondante, non è pulita, non è a basso costo e il funzionamento di una centrale è soggetto a incidente catastrofico e comunque espone gli abitanti a gravi rischi per la salute. Eppure -attacca Agostinelli- la Giunta Lombarda, respingendo con i voti di PDL e Lega in Consiglio la mozione da noi presentata, non ha ritenuto necessario dichiarare, come hanno già fatto recentemente l’Emilia e la Toscana, l’indisponibilità del territorio regionale per individuare siti idonei all’attivazione di centrali nucleari".
"Quali sono i siti che Formigoni offrirà alla voracità delle lobbies nucleari e alla sua supina dipendenza dal cavaliere? - continua Agostinelli - Forse Viadana, o San Benedetto Po o Sermide o Tavazzano? Ce lo dica e lo dica alle popolazioni locali! Forse si potrà oggi lucrare, con questa e con le altre iniziative di grandi opere pubbliche, un’immagine di crescita e di capacità di decidere, anche se in barba agli elettori. Si potranno estorcere allo Stato rilevanti risorse finanziarie per distribuirle a gruppi di imprese, indipendentemente dalle realizzazioni che si faranno o non si faranno. Ma in questo modo si sottrarranno risorse finanziarie rilevanti in termini di ricerca e soprattutto di realizzazioni in materia di tecnologie per l’uso efficiente dell’energia e per l’impiego delle fonti rinnovabili: si toglieranno cioè risorse vitali per una strategia sulla quale siamo impegnati nel quadro degli obiettivi che l’Unione Europea si è data per il 2020: riduzione dei consumi del 20% e contributo del 20% delle fonti rinnovabili".
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