Milano, via alla società di gestione di Expo 2015Berlusconi firma il decreto. Moratti: "Sono felice". 24/10/2008
Il tormentone è finito? Forse sì. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato ieri sera il decreto che istituisce gli organismi per la gestione delle attività dell'Expo Milano 2015. Ne dà notizia un comunicato di Palazzo Chigi. Il decreto, definito dopo aver sentito il Presidente della Regione Lombardia, il Presidente della Provincia di Milano e il Sindaco di Milano, e' in corso di registrazione presso l'ufficio di Bilancio della Presidenza del Consiglio e verra' poi trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione prevista dalla Legge. La firma di ieri sera - si sottolinea - attua pienamente l'impegno preso dal Presidente Berlusconi con il Bureau International des Expositions (Bie) di dare completezza all'organizzazione dell'Expo Milano 2015 entro la fine del corrente mese di ottobre.
La disposizione arriva dopo un iter tormentato e lunghissimo. Il decreto è stato preparato da Roberto Calderoli, approvato da Giulio Tremonti, corretto da Gianni Letta e finalmente firmato da Silvio Berlusconi. Ma per la firma ci son voluti più di sette mesi. "Sono felice" è stato il commento a caldo del sindaco Letizia Moratti. "Sono soddisfatto che il decreto sia stato firmato dal presidente del Consiglio dei ministri, come era stato previsto nei giorni scorsi", ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ricordando che "noi, d'altra parte, in Lombardia da tempo stiamo lavorando con grande concretezza e piena sintonia". "Ora - ha aggiunto - il decreto ci permetterà di far funzionare la macchina operativa a pieno regime".
La soluzione è un compromesso, che per ora pare accontentare tutti. Non è previsto un amministratore unico come chiedeva all'inizio la Moratti ma un Cconsigli di Amministrazione di cinque membri. Tre posti, rispettivamente per il Comune, la Regione Lombardia e la Provincia di Milano, gli altri due destinati al ministero dell'Economia. Che determinerà le quote societarie. Al Tesoro va la maggioranza relativa con il 40-50 per cento. Segue il Comune con il 20. Regione, Provincia e Camera di commercio con il 10.
Complicata la giostra dei nomi. Per la Regione circolano quelli di Paolo Alli, direttore e di Alberto Sciumè, ciellino di vecchia data. L'uomo della Moratti è fin dall'inizio Paolo Glisenti, su cui però c'è stato, anche in questo caso fin dall'inizio, un fuoco di sbarramento da parte del Governo e i particolare di Tremonti. Proprio per il Tesoro si fanno i nomi di Diana Bracco, numero uno di Assolombarda alla presidenza e Angelo Provasoli, rettore uscente della Bocconi. I rumors dicono che Glisenti e la Bracco si giocheranno la poltrona di Amministratore delegato. resterebbero fuori, così, An e Lega, ma il ministro Calderoli giura che ha concepito il decreto proprio per metterlo al riparo da ogni tentazione di lottizzazione partitica, Lega compresa. Per ora, evitata in extremis una figuraccia internazionale, tutti esprimono soddisfazione e rimandano i litigi sulla spartizione delle risorse a data da definire. Per la società di gestione, che gestirà un volume di investimenti superiore ai 14 milioni di euro, il lavoro da qui al 2015 si prospetta difficile e intenso.
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