Milano, il Pd all'attacco sul Bilancio di previsioneMajorino: "Tagli odiosi, la Giunta non fa i conti con la crisi. Riduciamo gli stipendi da oltre 200 mila euro". 17/12/2008
Il Comune presenta il Bilancio di previsione per il 2009 e la minoranza va subito all'attacco. Chiede modifiche radicali altrimenti promette un'opposizione durissima. Pierfranco Majorino, capogruppo del Pd milanese, ha affrontato molti aspetti del bilancio comunale in una lunga requisitoria in cui ha accusato la Giunta Moratti di non saper fare i conti con la realtà. Il bilancio 2009, accusa Majorino, è stato redatto senza alcuna modifica sostanziale rispetto all'impostazione consolidata negli scorsi anni. Oltre alla crisi globale il Comune non avrebbe tenuto in debita considerazione gli "errori" del Governo Berlusconi, che, "col taglio generalizzato dell'ICI sulla prima casa interviene radicalmente sui Comuni privandoli delle risorse necessarie". Risultato: ancano i soldi per le infrastrutture. Per questa ragione, dice Majorino, "abbiamo chiesto la immediata convocazione del Tavolo per Milano".
Non poteva mancare un affondo sulla questione dei derivati, a proposito della quale il Pd aveva già nei giorni scorsi chiesto maggiore chiarezza al sindaco. Sui derivati, al Comune viene rimproverato inoltre il mancato monitoraggio pluriennale che pure era stato raccomandato dal Collegio dei Revisori.
Dalla protesta alla proposta. Il Pd suggerisce alcune soluzioni "macro" sia per spostare risorse, sia per trovarle ex novo, a favore dei ceti meno abbienti e quindi più colpiti dalla crisi, in concertazione con Governo, Regione e Provincia. Oltra a rivedere i tagli, il Pd propone per esempio di costruire un fondo ad hoc per le famiglie e le imprese indebitate in cui affluiscano i circa quaranta milioni di Euro che il Comune deve recuperare dalla restituzione dell'ICI dallo Stato. Ma il Pd propone anche alcune soluzioni organizzative per risparmiare fino a dieci milioni di euro: la creazione di un super assessorato alla Cultura che, fonda Cultura, Tempo Libero e Turismo ("utile di per sé" e in grado di accorpare servizi); la riduzione delle spese di rappresentanza del Comune ora che l'obiettivo dell'Expo è stato conseguito; la riduzione delle consulenze esterne; la rinegoziazione degli stipendi dei dirigenti strapagati (fino a 243 mila euro annui) assunti senza concorso. Provvedimenti, soprattutto quest'ultimo, che avrebbero anche uno speciale valore simbolico in un momento di crisi come questo. Sarebbero azioni, dice Maiorino, "che dimostrerebbero una volontà politica inequivocabile di un'istituzione che sa mettersi in gioco dando un esempio di efficienza e sobrietà come quei comportamenti virtuosi per sconfiggere le difficoltà".
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