14/12/2008Trenitalia non ha nascosto la soddisfazione. "La promessa scandita dal conto alla rovescia avviato un anno fa è mantenuta" recita il comunicato dell'azienda. Ieri è stata inaugurata in pompa magna l'Alta Velocità ferroviaria fra Milano e Bologna, la cosiddetta “metropolitana veloce d’Italia”, che dovrebbe accorciare le distanze tra le principali città del Paese. Il treno veloce è stato tenuto a battesimo (col nome di "Frecciarossa") dall'ad di Trenitalia Mauro Moretti e dal presidente del gruppo FS, Innocenzo Cipolletta, accompagnati da una folta schiera di politici: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli e il il vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, oltre al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il Sindaco di Milano Letizia Moratti e, a Bologna, il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti e il Sindaco Sergio Cofferati.
Trenitalia parla di "nuova era" per il trasporto ferroviario in Italia. Con l’apertura ufficiale del servizio, da domenica – giorno di inizio del nuovo orario 2009 - Torino, Milano, Bologna Firenza, Roma, Napoli saranno molto più vicine: corse no-stop assicureranno lo spostamento Milano-Roma in 3 ore e 30 minuti, che diventeranno solo 3 da dicembre 2009, quando da Firenze a Bologna ci si muoverà in appena mezzora.
Con 600 ospiti d'onore a bordo, Frecciarossa è partito da Milano in perfetto orario. Al ritorno, ha superato più volte i 300 km/h ed è giunto a Milano con 7 minuti di anticipo.
Le premesse sono molto promettenti. Funzionerà? E' la domanda che, legittimamanete, si pongono in molti. I disservizi di Trenitalia sono diventati ormai quasi proverbiali. Gli scenari possibili sono molti e molto diversi. Oggi l'azienda punta esplicitamente a contendere il mercato, almeno sulle tratte medio-lunghe, ad auto e aereo (in quest'ultimo caso il target è più della metà dell'attuale bacino di utenza delle compagnie aeree). Bisognerà vedere se l'AV riuscirà a rilanciare il trasporto ferroviario nel suo complesso, se resterà il solitario fiore all'occhiello di un sistema inefficiente, se sarà risucchiata dal contesto di disservizi in cui si trova. Anche il Pendolino era partito con enormi ambizioni, ma ritardi cronici e disagi di ogni genere hanno impedito che diventasse concorrenziale all'aereo, tant'è che tuttora la rotta Milano-Roma resta la più redditizia per le compagnie aeree. L'AV potrebbe essere la svolta definitiva. A lungo termine potrebbe rivelarsi un'infrastrutturazione fondamentale per un paese dove il traffico su gomma non ha più margini di crescita a meno di costi ambientali insostenibili. E' vero che l'AV stessa ha avuto forti costi ambientali e finanziari (pur scontando i costi delle opere collaterali e la maggior complessità del territorio italiano rispetto ad altri paesi europei). Si spera però che nel complesso contribuisca a portare benefici all’ambiente, ad alzare i livelli di sicurezza e a ridurre i costi esterni della mobilità.
L'ad Moretti sembra essere cosciente del rischio che l'AV risponda alle esigenze di una parte molto limitata della clientela. In occasione del lancio di Frecciarossa ha dichiarato "Non dimentichiamo i pendolari. Infatti abbiamo già attivato un unico investimento, l'acquisto di 150 locomotori per il trasporto locale". Ma ha anche tenuto a precisare: "D'altra parte il trasporto pubblico locale è un servizio universale, il che vuol dire che tariffe e frequenze sono pianificate e decise dalle Regioni. In altre parole sono le Regioni che devono mettere le risorse finanziarie per comprare anche i nuovi treni". Una esplicita chiamata in causa dei politici che gestiscono il denaro pubblico (che al momento, come è noto, non abbonda). Chissà se i pendolari troveranno conforto o ulteriori motivi di perplessità nelle parole di Moretti. Di sicuro non ci crede molto il centinaio di manifestanti che ha accompagnato con slogan di protesta il lancio della tratta Milano-Bologna dell'alta velocità. Esponenti della Cub Trasporti e di gruppi che si definiscono «anarchici appiedati» hanno intonato slogan come: «No ai treni per i pendolari privilegiati, no ai pendolari di lusso». Secondo i manifestanti l'alta velocità rappresenta una «perdita di tempo» che crea una nuova classe di viaggiatori privilegiati.
Nel frattempo è già partito un nuovo conto alla rovescia, in contemporanea con Bologna e Firenze, per il completamento, a dicembre 2009, dell’intera rete nazionale ad alta velocità da Torino a Salerno, passando per Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. "Un ulteriore impegno- dichiara l'azienda - che le Ferrovie dello Stato si assumono di fronte al Paese per completare l’opera pubblica più significativa dal Dopoguerra ad oggi. Un’opera che, grazie al progressivo trasferimento sulla nuova rete dei treni veloci e di parte dei treni merci, estenderà i suoi benefici anche ai pendolari e al trasporto merci."
L'Italia ci spera.

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