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Milano, 15 anni per l'omicido di Abba

15 anni e 4 mesi di reclusione a Fausto e Daniele Cristofoli per l'omicidio del giovane di colore, ucciso a sprangate per il furto di alcuni biscotti.

16/07/2009

15 anni e 4 mesi di reclusione a Fausto e Daniele Cristofoli.  E' questa la sentenza del giudice contro due baristi, padre e figlio, gestori di un chiosco-bar, accusati dell'omicidio di Abdoul Guiebre, detto Abba, il 19enne originario del Burkina Faso, ucciso a sprangate il 14 settembre 2008 per punirlo del furto di alcuni biscotti. Il Pm Roberto Brera aveva chiesto 16 anni e 8 mesi. La sentenza è stata commentata favorevolmante dal legale della famiglia di Abba, che però si è detto certo che la richiesta del Pm sarebbe stata più alta a situazione invertita, nel caso cioè che un bianco fosse stato ucciso da persone di colore. Meno soddisfatta la famiglia, che parla di pena troppo leggera. La sentenza ha considerato l'aggravante per futili motivi, ma non ha fatto menzione del movente razzista. L'aggravante del movente razzista, risultata evidente dalla comprovata dinamica dei fatti, è in realtà stata presa in considerazione nel dibattimento ma non ripresa in modo ufficiale nella sentenza, per motivi di ordine tecnico e formale. I legali dei Cristofoli annunciano invece ricorso in appello affinché l'omicidio volontario venga derubricato a omicidio preterintenzionale.

 

Nello stesso pomeriggio di giovedì 16 luglio un'altra sentenza per omicidio volontario ha comminato ben 18 anni di reclusione a Alessandro Braidic, rom, riconosciuto colpevole della morte di un pensionato, Giovanni Conti Papuzza, falciato dalla sua auto che conduceva in stato di ebrezza in via Padova a Milano. Una sentenza estremamente severa, probabilmente destinata a far discutere, anche per la concomitanza con quella, certamente più mite, per l'omicidio di Abba.

 

Graffiti degli amici di Abba



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effebì - 09/05/2010 20:43:27
Concordo in parte. Da quelli che sembrano essere i fatti il caso di Papuzza non fu certo meno "disumano" in quanto la vittima fu trascinata per vari metri attaccata al cofano con l'intento di farla cadere (non mi risulta però che vi passo deliberatamente sopra ma "solo" che vi fini sopra quanto il povero Papuzza perse la presa). Tuttavia bisogna considerare che (per alcuni "purtroppo") il nostro sistema giudiziario agisce all'interno di parametri che limitano l'applicazione discrezionale della pena. Nel caso Abba l'intento di uccidere era certamente più evidente di quello Papuzza e forse per questo la pena, più grave, potrebbe apparire "severa". Sul fatto che la parola "severa" nll'articolo andrebbe evitata concordo però in pieno.
 
Massimo Cancelli - 08/05/2010 18:58:50
Evidentemente non sapete che Braidic ha dapprima investito il povero Papuzza, poi gli è ripassato di nuovo addosso per finirlo, quindi la sentenza non è affatto severa, essendosi trattato di omicidio volontario a tutti gli effetti.
 

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