Ma De Corato insiste: "Omicidi e violenze, comunità cinese fuori controllo"Nella notte una banda di giovani cinesi ha ucciso a coltellate un connazionale e ferito altri cinque in una discoteca di Milano. 25/02/2009
Nella notte di ieri una decina di giovani cinesi ha fatto irruzione nella discoteca Parenthesis di via Gargano, nella zona sud Milano e ha ucciso a coltellate un connazionale. Il locale stava ospitando una festa privata di compleanno di una cinquantina di giovani cinesi. Secondo i carabinieri si trattava di esponenti della cosiddetta "seconda generazione", nati in Cina ma regolarmente residenti in Italia, in gran parte studenti benestanti e ben inseriti. Intorno all'una e mezza un gruppo di connazionali sarebbe entrato nel locale alla spicciolata, per poi copririsi il capo con cappucci ed aggredire un ragazzo di 22 anni, Hu Libin.
Il ragazzo, aggredito con coltelli e mannaie, è stato colpito alla testa, all'addome e alle gambe ed è morto dissanguato durante la corsa in ospedale. Nonostante il proprietario del locale abbai dato tempestivamente l'allarme, non c'è stato nulla da fare.
Immediata la reazione del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato: "L'efferata spedizione punitiva in stile Chicago anni Trenta dimostra che la comunità cinese, come da tempo denunciamo, è fuori controllo. E che certi comportamenti criminali rischiano di estendersi a tutta la città". Il caso vuole che l'omicidio e le conseguenti dichiarazioni di De Corato giungano poche ore dopo le dichiarazioni rilasciate a Milano Mag da Stefano Di Martino, suo compagno di partito e di coalizione, che aveva difeso a spada tratta la comunità cinese, sostenendo che essa è oggetto di una demagogica campagna di criminalizzazione da parte di De Corato. Il quale dal canto suo ha insistito: "Dallo scorso 12 aprile 2007 -spiega il vicesindaco-, quando per una multa inflitta dai vigili nel quartiere Sarpi si è scatenata una vera e propria rivolta, si era capito che qualcosa era cambiato a Milano con l'arrivo di una nuova generazione di cinesi. Oggi siamo di fronte a una guerra tra bande, bande che scatenano risse e spesso vivono di estorsioni. E che, come ha rilevato la Procura, sono 'inserite in strutture piramidali' il cui vertice è costituito da adulti che li utilizzano per compiere svariati reati tutti all'interno della comunità cinese. E la cosa preoccupante -conclude De Corato- è che la criminalità allarga i tentacoli fuori dall'enclave di Sarpi".
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