27/10/2009
In occasione della manifestazione “Milano – Design in the city”, promossa da DesignPartners, ADI (Associazione Disegno Industriale) e Comune di Milano, La Rinascente ha ospitato dal 23 al 25 una mostra dedicata agli oltre 50 anni di storia del premio Compasso d'Oro, esponendo all’interno del “Supermercato del Design”, ultima novità dei famosi magazzini, una serie di pannelli fotografici e qualche oggetto di piccole dimensioni tra quelli premiati finora. Si è trattato di un ritorno alle origini per il premio che nel 1954, nato da un’idea di Giò Ponti, fu fortemente voluto e sostenuto fino al 1964 dai magazzini La Rinascente, anno in cui la gestione del premio passò all’ADI.
La mostra, pur esponendo solo rappresentazioni fotografiche degli oggetti vincitori del premio e pur durando solo tre giorni, ha avuto sicuramente il merito di stimolare l’attenzione verso un patrimonio in continuo divenire, la collezione del Compasso d’Oro, che nel 2004 è stato dichiarato “bene di interesse nazionale”, ma che tuttora non ha una sede espositiva.
La questione è stata sollevata in modo particolare da un articolo del Corriere della Sera, apparso il 26 ottobre, che ha denunciato la troppa “distrazione” di Milano, la quale, benché sia ritenuta nel mondo indiscussa capitale del design, non esita a confinare in un deposito gli oltre duemila oggetti che compongono la collezione del più prestigioso premio in materia di design.
Pronta è arrivata, il giorno successivo, la risposta dell’assessore comunale alla cultura Finazzer Flory sulle stesse pagine del Corriere dove ha parlato di una “soluzione in tre mosse” al problema che consisterebbe in primo luogo nell’individuare uno spazio dove ospitare la collezione, di una fondazione privata che lo finanzi e di un gestore (che secondo l’assessore potrebbe essere la stessa ADI).
Claudia Sportelli
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