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L'Alta Velocità rallenta il resto dei treni: protestano i pendolari

Regione Lombardia: "Diamo 48 ore di tempo a Trenitalia per andare regime, altrimenti blocchiamo il Frecciarossa".

16/12/2008

Dopo la prima giornata di gloria mediatica, Trenitalia ripiomba nel prosaico mondo reale, fatto di ritardi, treni soppressi e proteste dei viaggiatori.
Se l'inaugurazione della tratta veloce Milano-Bologna fila liscia, il nuovo orario delle Ferrovie dello Stato debutta in modo disastroso. Se i 600 ospiti d'onore del treno Frecciarossa sono arrivati a destinazione con sette minuti d'anticipo, i due milioni di pendolari che viaggiano sulle tratte locali non non hanno registrato alcun miglioramento nel servizio. Anzi: il nuovo orario ha soppresso alcuni treni senza peraltro che questo abbia giovato alla puntualità degli altri. I pendolari, soprattutto nelle regioni del Nord, sono da tempo sul piede di guerra nei confronti di Trenitalia. Ma le proteste vengno anche dai piani alti. Contundente il commento di Formigoni: «Regione Lombardia non è soddisfatta del servizio erogato da Trenitalia. Le cose non hanno funzionato come Rfi e Trenitalia avevano garantito» e ancor più quello del  suo assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo: «Diamo 24-48 ore di tempo per andare a regime. Chiediamo tassativamente il rispetto degli accordi pattuiti con l'ingegner Moretti. Altrimenti, siamo pronti a bloccare il Frecciarossa». Disagi e proteste anche in Emilia-Romagna, altra regione chiave per il trasporto ferroviario nazionale e per l'integrazione della rete locale con quella dell'Alta Velocità (AV). Gran parte dei treni regionali subirà dei rallentamenti nell'orario proprio a causa dell'AV: oltre all'allungamento dei tempi di viaggio, ciò comporta in alcuni casi la perdita delle coincidenze. E dire che su questo punto proprio Cattaneo si era dimostrato ottimista: «Le condizioni che abbiamo posto sono state accettate da Trenitalia - aveva dichiarato - a tutto vantaggio dei circa 200mila nostri pendolari. La più importante è l'integrazione tra gli abbonamenti dei treni Eurostarcity e quelli regionali. Insieme al blocco dei tagli alle linee S in direzione di Treviglio, Lodi, Lecco e Brianza». La realtà si è rivelata molto meno rosea: il primo Eurostarcity della mattina per Milano ha dovuto cedere il passo accumulando diversi minuti di ritardo. L'Eurostar delle 7,40 da Brescia, uno dei più utili per i pendolari, è stato soprresso. Soppressi anche due treni da Bergamo, via Carnate, e uno da Como. Soppresso il 7,19 da Piacenza per Milano concordato da Lombardia ed Emilia. Dura la reazione di Cattaneo, che minaccia: «Se Trenitalia ha deciso che Frecciarossa deve correre passando davanti a tutti gli altri treni, può darsi che saremo costretti a dimostrare a Trenitalia che il Frecciarossa può anche rimanere in stazione». A dire il vero a fermarsi il Frecciarossa ci ha già pensato da solo. Al secondo giorno di vita ha già accusato il primo significativo ritardo: fremo un'ora e mezzo alle porte di Napoli per un guasto al pantografo.



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