Innse, vincono gli operai: la fabbrica è salvaL'accordo nella notte dopo un'interminabile e complessa trattativa. La Innse acquistata del gruppo bresciano Camozzi. 13/08/2009
Vincono gli operai della Innse. La tenacia è stata premiata, l'accordo per la vendita della Innse di Milano alla cordata guidata dalla Camozzi di Brescia è stato raggiunto nella notte. Lo stabilimento non verrà smantellato e l'azienda metalmeccanica continuerà a produrre. I quattro operai che con un delegato della Fiom si trovavano da oltre una settimana su un carro ponte all'interno della fabbrica sono scesi e hanno riabbracciato parenti e colleghi in festa.
La svolta è avvenuta poco dopo la mezzanotte in prefettura a Milano, sede della trattativa. Gli attori in gioco erano tanti e con interessi divergenti: i lavoratori Innse e al loro fianco la Fiom-Cgil; il padrone della Innse, Silvano Genta; l'Aedes, immobiliare proprietaria del terreno sui cui sorge la fabbrica; l'acquirente Attilio Camozzi, l'imprenditore bresciano spuntato in extremis; le diverse istituzioni, variamente coinvolte nella soluzione della vertenza. Un ruolo particolare è stato svolto da Maurizio Zipponi (ex segretario della Fiom di Milano ed ex parlamentare del Prc passato poi all'Idv), l'uomo che ha convinto i bresciani della Camozzi a comprare l'Innse.
L'acquisto della Innse costerà a Camozzi 4 milioni di euro (contro i 700mila sborsati da Genta per rilevarla dall'amministrazione controllata). Più di tre milioni resteranno in tasca a Genta, che dovrà però risarcire le due società a cui erano stati promessi i macchinari una volta smantellati. Lo smantellamento è invece scongiurato, salvo clamorose sorprese dell'ultima ora: l'unico punto critico continua a riguardare le assicurazioni che Aedes ha chiesto in merito all'edificabilità del resto dell'area. Aedes, che vantava crediti verso Genta e che per questo aveva fatto causa a Innse, ha già esplicitamente dichiarato che riterrà valido il protocollo d'intesa solo se Comune di Milano e Regione Lombardia "adegueranno lo strumento urbanistico esistente". In sostanza: in cambio dei metri quadri ceduti alla Innse (20mila metri quadri dello stabilimento più 15mila per la movimentazione dei camion), Aedes si aspetta di poter finalmente costruire in quel che resta della ex area Innocenti.
Gli accordi con Camozzi, sottoscritti dalla Fiom, prevedono la riassunzione di tutti i 49 dipendenti della Innse, che dovrebbero passare in cassa integrazione fino alla ripresa della produzione prevista tra settembre e ottobre. Attilio Camozzi, cavaliere del lavoro di 72 anni, tipico self-made-man lombardo (da una officina casalinga a un gruppo da 305 milioni di fatturato e più di 1.800 dipendenti in tutto il mondo), ha dichiarato di aver segutio ed apprezzato la lotta dei lavoratori Innse per la difesa della azienda e dalla sua produzione. Alla notizia dell'accordo, i cinque uomini appostati sulla gru all'interno del capannone sono finalmente potuti scendere e hanno festeggiato assieme ai colleghi. "Permettere che un'azienda così venisse distrutta sarebbe stato un delitto", ha detto Camozzi.
Vuoi collaborare con MILANOMAG.IT? mandaci un tuo articolo a redazione@milanomag.it e se ritenuto interessante verra' pubblicato Commenta l'ArticoloPietro - 14/08/2009 00:51:32Grande, grandissima notizia! Viva gli operai della Innse, onore al coraggio e e alla tenacia dei compagni operai!!! |
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