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Masseroli: "La Milano del futuro? Più verde, attrattiva e vivibile"

Intervista sul Piano di Governo del Territorio. Masseroli: bisogna portare infrastrutture dove c'è urbanizzazione e viceversa.

06/02/2009

Carlo Masseroli: gretto cementificatore o novello Pier della Francesca? L'amico dei palazzinari o il disegnatore di una nuova Città ideale? Milano Mag lo ha intervistato perché in quanto assessore allo Sviluppo del territorio del Comune di Milano è il regista, attraverso il Piano di governo del territorio (PGT), di una trasformazione che promette di essere epocale. Quale direzione prenderà questa trasformazione è oggetto di un acceso dibattito: a fronte di chi si entusiasma per il nuovo skyline della città, c'è chi teme che tutto si trasformi nell'ennesima occasione mancata e chi addirittura paventa il sacco di Milano. Il provvedimento che ha raddoppiato gli indici di edificabilità ha sollevato un vespaio e l'idea di una Milano da due milioni di abitanti gli ha attirato critiche feroci persino da alcui settori della maggioranza ("Non se ne parla. Siamo assolutamente contrari", ha tagliato corto Matteo Salvini della Lega). "Ma attrarre nuovi abitanti non è l'obiettivo del Pgt, - chiarisce Masseroli - semmai può essere una conseguenza. L'obiettivo è quello di densificare e infrastrutturare meglio la città per renderla più attrattiva e fruibile".

 

In cosa consiste la novità del PGT?
E' uno strumento radicalmente nuovo rispetto al tradizionale Piano regolatore e che, nel caso specifico di Milano, rappresenta una rivoluzione rispetto alla politica urbanistica degli ultimi trent'anni. La principale novità consiste nel fatto che per la prima volta ci si occupa della città non costruita.
Questa città è cresciuta in modo disordinato. La filosofia complessiva alla base del PGT è che per renderla più razionale e vivibile va densificata.

 

Cosa significa esattamente densificare la città?
Non vuol dire che l'obiettivo è aumentare la densità di popolazione. Su questo equivoco si è costruita una polemica pretestuosa. Una città cresciuta in modo disordinato presenta aree di attrazione prive delle adeguate infrastrutture, come la Bicocca, che è stata costruita senza collegamenti con il resto, e altre in cui i collegamenti servono zone poco urbanizzate, come per esempio l'area a sud di Corvetto. Faccio di proposito l'esempio di Bicocca perché ho ricevuto critiche anche da Gregotti, che pure ha contribuito a cementificare quell'area benché fosse priva di servizi. L'obiettivo del PGT è trovare l'equilibrio tra infrastrutture e urbanizzazione, portando l'una dove non c'è l'altra: questo significa densificare.

 

E l'ormai famosa Milano da due milioni di abitanti?
Partiamo da una costatazione. Milano manca di quasi tutto: mancano gli alberghi low cost, le residenze per gli studenti, quelle per i parenti dei pazienti lungodegenti che giungono da altre regioni, le case popolari e gli appartamenti in ediliza convenzionata per le giovani coppie, l'edilizia temporanea e via discorrendo. Orbene, la densificazione della città è un modo per colmare questo deficit urbanistico senza consumare suolo. Anzi, liberando spazi pubblici.
Se ciò, come mi auguro, permetterà di rendere più attrattiva Milano richiamando nuovi abitanti, benissimo, ma non è l'obiettivo primario.

 

Non si corre il rischio di farne una città ancora più congestionata e inquinata?
No, se conseguiremo il giusto equilibrio tra servizi e urbanizzazione. Anzi, al contrario: sarà una città più ordinata e armonica che abbrevierà e renderà più razionali gli spostamenti e che disincentiverà l'uso dell'auto.

 

Nei progetti, però, di verde se ne vede ben poco. E di verde Milano ha bisogno come il pane.
Non è esatto. Il PGT prevede molte aree a verde per un totale di 8 milioni di metri quadri: molti dati da piccole zone verdi ma molti da grandi parchi, come a Quarto Oggiaro o in via Adriano. Anche la riqualificazione degli scali ferroviari prevede la destinazione a verde di una parte delle aree. Sarà piantato mezzo milione di alberi, ma il punto qualificante è che il PGT affronta il principale fattore di debolezza del sistema del verde a Milano, cioè la sua frammentazione e discontinuità. A Milano il verde è poco fruibile per questo motivo, anche se già oggi i metri quadri di verde pro-capite non sarebbero pochissimi.

 

Milano è  un enorme cantiere. Ma l'impressione è che da Santa Giulia a CityLife i grandi progetti urbanistici siano ad uso e consumo dei ricchi.
In un disegno complessivo di sviluppo del territorio urbano il fatto che dei privati investano in edilizia di qualità è un fattore positivo, non negativo. Anche perché l'edilizia di lusso può fornire risorse per operazioni di housing sociale. Ma è ovvio che è proprio lo sviluppo dell'edilizia convenzionata l'asse portante del PGT. Sono state di recente messe a gara otto aree comunali che garantiscono il mix abitativo. Saranno costruiti alloggi in edlizia convenzionata e sociale, parte destinati alla vendita e parte all'affitto.

 

A proposito di CityLife (nell'area della ex-Fiera), cosa ne pensa del recente ricorso dell'Ordine degli Architetti contro il Museo del design?
E' una grande delusione. Mi aspettavo davvero un altro atteggiamento, più collaborativo e, diciamo così, più liberale. Invece di pensare alle energie che, anche per i professionisti milanesi, questi progetti possono liberare, hanno scelto di appiattirsi su questioni meramente giuridico-amministrative. Ma in Comune siamo sereni, siamo convinti della correttezza del nostro operato e andiamo avanti.

 

Contro il progetto CityLife ci sono però molti altri ricorsi. Non è indizio di una gestione che ha scontentato un po' tutti?
La verità è che su CityLife, così come su tutti gli altri progetti, abbiamo sentito tutte le possibili campane. Abbiamo parlato con tutti e abbiamo ascoltato le ragioni di tutti. Abbiamo cambiato il progetto, il che dimostra la nostra disponibilità. Detto questo, non possiamo cedere a quella che io ho chiamato la dittatura dei comitati. La democrazia è un'altra cosa. Tra l'altro, questo va detto, alcune persone sono trasversali ai più diversi comitati che agiscono in città, per cui a volte il sospetto è che si tratti di un'opposizione di principio e non sostanziale. Comunque il Comune ascolta tutti e cerca di accogliere tutte le istanze ragionevoli, ma la poi politica ha il diritto-dovere di fare sintesi e, alla fine, di decidere e di agire.

 

Ritiene quindi che questa grande trasformazione di Milano sia un processo sufficientemente condiviso con la società civile?
Penso di sì. Io ho visitato tutti i quartieri, parlato con i comitati, consultato le associazioni di categoria e i portatori di interessi prima di affrontare, assieme ai tecnici e agli esperti, la stesura del PGT. Ora che questo è pronto, è di nuovo al vaglio dell'opinione pubblica e del Consiglio comunale. C'è inoltre il protocollo di intesa coi Consigli di Zona, che formalizza un processo di reciproca collaborazione e che porterà i Consigli di Zona, cioè il territorio, ad essere coinvolto dall'inizio dei progetti e non solo nella loro fase conclusiva.



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Vista aerea di Milano (foto: Urbancenter)
Uno dei grandi cantieri milanesi: la torre delle arti.
La nuova Milano inizia qui?

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Leone - 26/05/2009 11:07:17
che tristezza questi policanti che amministrano una città che non amano, che stuprano con violenza, sfruttano senza pudore, sordi alle richieste della gente che la vive. Gli abitanti di Milano sentono il bisogno di verde, di spazi, di osai, di parchi prima di tutto. Ma loro niente, grattacieli, cemento, edifici e qualche aiuola. Quanta mediocrità.
 
annarita dimola - 26/02/2009 17:53:01
come ha detto Daverio , Milano si atteggia a capitale europea senza averne le caratteristiche. un pò di umiltà e bavaglio agli incompetenti
 
roberto porrini - 18/02/2009 16:37:12
masseroli, insieme a quello di mino scagliusi prendi anche il mio, di verde pro-capite...
 
Maria78 - 13/02/2009 16:16:23
Giusto. Io credo che per ogni grattacielo costruito dovrebbero liberare del suolo da destinare a verde! Costruire in altezza già vuol dire densificare, ma bisogna liberare del suolo sennò non ha senso.
 
martino - 13/02/2009 15:36:55
La ridensificazione va bene se però non si sacrifichi ogni piccolo spazio a parcheggi, strade larghe il doppio del normale riducendo i parchettini ( perchè ormai è scontato che saranno "ini" ) dove nessuno ci starà se non per far fare al cane i suoi bisogni.
 
aldo asnaghi - 11/02/2009 10:59:14
Anch'io ho una domanda per masseroli. Lei dice, portare le infrastrutture dove c'è urbanizzazione e viceversa, tutto molto bello, ma non è che poi ci fermeremo solo a metà dell'opera? Cioè costruiamo dove è possibile e dove invece è già costruito le infrastrutture e i servizi non arriveranno mai? A pensar male si fa peccato però...
 
Ulrich - 11/02/2009 10:42:51
Vivo a Milano ma sono tedesco e una cosa che differenzia dalle città tedesche è la mancanza del verde e le piste ciclabili che a Milano sono finte.
 
mino scagliusi - 11/02/2009 10:29:10
caro masseroli, sai dove te lo devi mettere il tuo verde pro-capite?
 
anna giancola - 11/02/2009 10:26:21
caro masseroli, dove hai studiato per essere così bastardo?
 
rosa coletti - 10/02/2009 11:04:23
caro masseroli, gli alberghi "low coast" mancano perchè a milano non ci sono coste, tantomeno basse.
 

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