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I due marocchini arrestati: non siamo terroristi

L'avvocato difensore: erano solo parole in libertà, non c'è nulla di penalmente rilevante.

06/12/2008

Rachid Ilhami e Gafir Abdelkader, i due cittadini marocchini arrestati l'altro ieri dalla Digos di Milano con l'accusa di terrorismo internazionale, sostengono di non essere terroristi, né tanto meno affiliati ad Al Qaeda. I due, nel carcere milanese di San Vittore, hanno svolto l'interrogatorio di garanzia di fronte al magistrato Silvana Petromer e, secondo quanto riferito dal loro legale Ettore Traini, in questa prima fase si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma è stato fissato un appuntamento per i prossimi giorni con lo stesso magistrato nel quale «risponderanno a tutte le domande». «Non abbiamo la completezza di tutti gli elementi probatori e indiziari, ma c'è la volontà di chiarire le loro posizione», ha dichiarato l'avvocato Traini alla fine dall'interrogatorio, preannunciando ricorso al Tribunale della Libertà.

 

L'avvocato Traini ha dichiarato a MilanoMag di ritenere che quelle dei suoi assistiti non fossero altro che chiacchiere senza fondamento, «parole in libertà senza alcun atto che possa avere la minima rilevanza penale»  e che la sua linea di difesa sarà conseguente. Secondo l'avvocato Carlo Corbucci, da anni impegnato nella difesa di presunti terroristi islamici, c'è una notevole analogia con molti casi che negli anni scorsi hanno suscitato molto clamore mediatico e che si sono sgonfiati in tribunale. Intervistato da MilanoMag, Corbucci sostiene che la sua personale impressione è che l'accusa di terrorismo non stia in piedi. «Non c'è niente di serio, cioè niente che faccia pensare a qualcosa di rilevante sotto il profilo penale». Il fatto che si parli di attentati suicidi e al contempo di una pluralità di obiettivi è del resto una contraddizione notevole, a meno che si volgia attribuire agli accusati «il dono dell'ubiquità». Rispetto a molti casi da lui seguiti in passato, sostiene Corbucci, la stampa, «a parte qualche rara eccezione» è stata sostanzialmente corretta, dato che la maggior parte dei giornali ha ricordato che le accuse si basano su dialoghi telefonici e che non pare che siano supportati da altre prova materiali. Corbucci parla invece di strumentalizzazione politica, utile a creare un clima di allarme che invece non esiste. Quanto al processo, pur essendo a suo parere l'accusa molto fragile Corbucci non si esprime sui possibili esiti: «Persino nei casi più seri, anche in quelli che si sono conclusi con una condanna (Corbucci ha al suo attivo numerose assoluzioni di presunti terroristi, rivelatisi del tutto innocenti ndr), non è mai stata prodotta una prova materiale.»  Sarà in ogni caso necessario aspettare le deposizioni dei due accusati, rispettivamente martedì e mercoledì, prima di avere un quadro più chiaro della situazione.

 

 

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