Giovani e lavoro, anche a Milano precari e flessibiliSecondo un'inchiesta della Cisl di Milano, solo il 18% dei giovani lavoratori milanesi ha il posto fisso, ma pochi lavorano in nero. 13/01/2011
L’aspetto che pesa maggiormente è quello economico, hanno per lo più contratti flessibili, sono impegnati in attività che spesso c’entrano poco con gli studi che hanno fatto e con i propri desideri, una buona parte è disponibile ad andare a “cercar fortuna” all’estero. Il rapporto tra i giovani milanesi e il mondo del lavoro sembra abbastanza “disincantato”. A rivelarlo è un’indagine commissionata da Job (mensile free press promosso dalla Cisl di Milano) a S&G Kaleidos, che sarà pubblicata sul numero di gennaio del giornale, in distribuzione martedì 18.
“I risultati del sondaggio – afferma il segretario generale della Cisl di Milano, Danilo Galvagni – sono in linea con le tendenze generali di questi anni. Il lavoro è diventato sempre più flessibile e precario e, purtroppo, sempre meno un modo per realizzarsi, per mettere in gioco le proprie capacità. Non a caso molti, per quanto riguarda l’occupazione, dicono di guardare soprattutto allo stipendio e devono ripiegare su mansioni che non corrispondono alle proprie aspettative e inclinazioni. Il rapporto con il lavoro mi pare quasi utilitaristico: il lavoro è un mezzo per fare altro, la vita è altrove. E questo è un problema su cui dovremmo interrogarci tutti: parti sociali e istituzioni. Trovo positivi i giudizi sul sindacato che, nonostante le sue fatiche e i suoi detrattori, resta un punto di riferimento anche per i giovani”
Tipologia contrattuale Cosa conta di più nella scelta di un lavoro
Il 50,2% ha detto che l’aspetto di maggior peso è quello “economico/stipendio”, il 26,1% “l’inquadramento professionale”, il 10,5% la “tipologia contrattuale”, il 6,9% la “vicinanza al luogo di residenza”. Canali di reclutamento Il 36,6% ha trovato lavoro tramite un’agenzie del lavoro, il 23,3% grazie a conoscenze, il 16,6% con annunci di lavoro, il 9,9% navigando su internet (il 12% nella fascia 18-24 anni), il 4,1% attraverso la scuola. Corrispondenza con titolo di studio e aspirazioni Solo il 20,5% svolge una professione che corrisponde al proprio titolo di studio. Il 35,9% “in parte”, il 36,6% “no”. Alla domanda “In relazione alle offerte di lavoro che ha visionato…” il 37,7% ha risposto di “avere accettato anche se non era esattamente ciò che cercavo”, il 26,9% di avere “trovato ciò che mi interessava”, il 16,6% di non avere “trovato niente che facesse al mio caso” e il 10,5% ha detto che le proposte interessanti “offrivano un salario basso”. Lavorare all’estero Quasi un giovane milanese su due (48,4%) ha dichiarato di essere disponibile ad andare a lavorare all’estero. Ha detto “no” il 41,4%. Giovani e sindacato I giovani mostrano ancora fiducia nel sindacato. Alla domanda: “Lei pensa che tra le priorità delle organizzazioni sindacali ci sia la questione giovanile?” il 29,4% ha risposto “sì, anche se la situazione del mondo del lavoro non è semplice”, il 20,2% “sì, anche se potrebbero fare molto di più”, il 18,8% “sì, ma le Istituzioni sono assenti”. Quelli che hanno detto “per ora no” sono il 16,1%. Lavoro e sicurezza Gli intervistati sottolineano che la sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora un problema, non solo per colpa delle aziende. Secondo il 35,5% “le imprese ne richiedono il rispetto ma talvolta i lavoratori non hanno consapevolezza dei rischi che corrono sul luogo di lavoro”, per il 29,6% “nonostante una buona normativa ancora oggi non vi è piena applicazione”. Infine a giudizio del 18,3% “i datori di lavoro non rispettano la normativa”.
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