25/03/2010Stefano Galli è il presidente del gruppo consiliare regionale della Lega Lombarda - Lega Nord Padania. Milano Mag lo ha intervistato in occasione delle imminenti elezioni regionali.
Che giudizio dà la Lega del pasticcio sulle liste elettorali?
Noi della Lega siamo rimasti sorpresi da una certa superficalità nella presentazione delle liste, ma in realtà la sentenza del TAR ha fatto piazza pulita di ogni considerazione in merito. Il TAR ha sconfessato la decisione della Corte d'Appello sentenziando che non era competente a decidere in merito alla legittimità delle firme. Cosa penso di Penati che vuole proseguire sulla strada del ricorso? Che probabilmente è l'ultima risorsa che gli rimane, ma purtroppo per lui le elezioni ci saranno e lui le perderà. Sarà tanto se arriva al 30%.
Il bilancio dell'ultima legislatura per lei sarà senz'altro positivo. Ma c'è qualche risultato in particolare che le preme ricordare? O qualcosa che non hafunzionato a dovere?
Il giudizio complessivo non può che essere positivo. Certo, quando si governa in coalizione non tutto può andare come si spera, ma siamo soddisfatti di come abbiamo governato. Nello specifico, mi piace ricordare, tra i risultati ottenuti grazie all'iniziativa leghista in consiglio, il marchio colletivo provinciale. Sono poi particolarmente orgoglioso di aver portato la cardiochirurgia a Lecco, all'ospdale Alessandro Manzoni. Molto importante è stato infine lo stanziamento di 1,3 miliardi di euro di fondi a favore delle imprese lombarde, specie delle piccole e medie imprese. La Regione ha cercato così di aiutare il sistema produttivo in un frangente difficile in cui le banche hanno fatto invece solo i loro interessi.
Mi pare di notare un acceno polemico verso le banche.
Assolutamente sì. Fosse per me obbligherei le banche ad un atteggiamento più attento ai bisogni delle imprese e al bene collettivo.
Come procede il federalismo fiscale? C'è chi sostiene che se ne parla molto ma si conclude poco.
Non è vero. C'è un progetto di legge in Parlamento che prevede che l'80% dell'Iva e il 15% dell'Irpef restino nella regione, per la Lombardia parliamo di circa 15 miliardi di euro. Ma non è un giochetto approvare una riforma così importante e complessa. Sì, abbiamo la maggioranza anche a Roma, ma non è affatto automatico che ciò apra un'autostrada al federalismo. D'altronde la Lombardia mantiene da anni l'intero paese ed è normale che ci siano resistenze al cambiamento.
Cosa può dirci dei rapporti tra la Lega e il Pdl, in particolare della sua componente ciellina?
In termini politici saranno le elezioni a dire il peso di ciascuno nella coalizone. Comunione e Liberazione è una realtà importante con cui è normale e giusto confrontarsi. I rapporti sono buoni come devono essere dentro una alleanza di governo. L'unica cosa che potrei rimproverare a Formigoni è stata, talvolta, una scarsa propensione alla consultazione. C'è stato, come è normale, qualche momento di frizione, come quando la Lega ha presentato una mozione di sfiducia all'assessore ai trasporti Cattaneo.
La Lega ha fatto della sicurezza una sua battaglia, ma incassa anche accuse di razzismo.
La Lega rivendica la politica del polso fermo contro i clandestini. Chi si trova illegalmente sul suolo italiano deve esserne espulso. Quanto ai rom, gli sgomberi sono una necessità nel momento in cui viene occupata una proprietà privata senza autorizzazione. Ma le accuse di razzismo non reggono, quella della xenofobia è una leggenda metropolitana. Noi, semplicemente, vogliamo essere padroni a casa nostra e pretendiamo che chi è ospite si adegui ai nostri valori e alle nostre tradizioni.
C'è chi accusa la giunta Formigoni di non avere una vera cultura industriale e di avere perso un'occasione epocale con l'Alfa di Arese.
Sull'Alfa di Arese la Regione ha fatto quello che ha potuto, le scelte sono state della Fiat. Bisognerebbe andare a chiedere al signor Montezemolo, che dice di non aver mai preso una lira dallo Stato, le ragioni della chiusura. Regione Lombardia non ha le comptenze sufficienti per condizionare una vicenda del genere, purtroppo può solo organizzare dei tavoli di concertazione.
La posizione della Lega sull'acqua continua ad essere quella della gestione pubblica?
Sì. Su questo abbiamo fatto, a livello locale, una battaglia assieme alla sinistra. L'acqua è un bene pubblico e tale deve restare: meglio la gestione dell'ente locale di quella di una multinazionale straniera. Siamo storicamente contrari alla privatizzazione e anche in Parlamento, attraverso il nostro Giancarlo Giorgetti, abbiamo disinnescato il decreto Ronchi rimandando tutto al 2011.
Vuoi collaborare con MILANOMAG.IT? mandaci un tuo articolo a redazione@milanomag.it e se ritenuto interessante verra' pubblicato
La collaborazione con il portale www.milanomag.it salvo espressa pattuizione contraria e' una collaborazione gratuita.
La collaborazione puo' consistere nell'invio di testi e/o di documentazione di qualsiasi tipo (cronaca, reportage ecc), note, recensioni o di articoli, saggi economici o finanziari. Gli scritti e quant'altro inviato, anche se non pubblicati, non verranno restituiti.