27/10/2008La Lombardia sarà nel 2009 la capitale della riflessione europea sul futuro dei suoi assetti di governo. Si svolgeranno infatti a Milano le prossime "Assise della Sussidiarietà", momento in cui Unione europea e Comitato europeo delle Regioni riflettono e mettono in cantiere possibili riforme sui rapporti tra Comunità, Stati e livelli di governo territoriali.
Ne ha dato l'annuncio il presidente della Regione, Roberto Formigoni, da Parigi, dove oggi, nella sede del Senato di Francia, al Palais du Luxembourg, è stato chiamato a presentare la cultura politica e l'esperienza del modello lombardo come estremamente significativo per l'Europa.
LE REGIONI SOGGETTI POLITICI
"Le Regioni possono e devono essere - ha spiegato Formigoni - veri e propri soggetti politici, che si affermano al crocevia dei processi in corso di crisi dello Stato nazionale (a causa della globalizzazione e della crescita della società civile) e di costituzionalizzazione dell'Europa. A condizione che le Regioni non indulgano alla semplice rivendicazione di spazi, ma sappiano assumere un ruolo trainante".
La necessità di spazi precisi per il protagonismo dei soggetti sociali e dei singoli territori è per Formigoni messa in luce anche dalla attuale crisi finanziaria: "Sono i sistemi territoriali i luoghi privilegiati per la ricostituzione di network di reti funzionali", ha segnalato il presidente, insieme alla "indispensabile funzione delle autorità centrali e degli Stati".
GOVERNANCE MULTILEVEL
L'impresa che non si può lasciare a metà, per Formigoni, è dunque l'edificazione di una "governance multilevel", cioè l'architettura di livelli diversi e coordinati di governo in Europa, "fondata sulla sussidiarietà, cioè sia sullo spazio riconosciuto ai livelli di governo più vicini ai cittadini, sia sul primato della persona e della società civile".
Nulla va dato per scontato perché l'Unione europea sembra oscillare tra la comprensione di questa necessità e la sua negazione: positivo è, per esempio "l'incoraggiamento e il sostegno alle molte reti regionali aggregate attorno alle politiche di sviluppo". Non altrettanto "la pretesa uniformità di certe direttive, penso ad esempio a quelle sulla qualità dell'aria, che proprio per la peculiarità di molte aree europee, richiedono soluzioni condivise ma differenziate a seconda dei territori".
LOMBARDIA MODELLO DI SUSSIDIARIETA'
"La sfida insomma - ha detto ancora Formigoni - è di pensare a una governance adeguata alla domanda nuova e moderna di democrazia, in cui tutti i livelli di governo concorrono a decidere le politiche e a verificarne i risultati. Adeguatezza è proprio un criterio decisivo: si tratta non di un meccanico decentramento, ma di una corrispondenza effettiva ai bisogni e al protagonismo dei cittadini e dei corpi sociali".
Formigoni ha infine segnalato che l'applicazione in Lombardia, nei 13 anni del suo governo, di questa cultura e di queste linee di impostazione della politica, "hanno stimolato e sostenuto un dibattto su scala nazionale e favorito più democrazia e partecipazione", fino a confluire nel nuovo Statuto regionale, che è uno "Statuto della sussidiarietà".
E proprio in Lombardia, dunque, la riflessione e il lavoro delle "Assise della Sussidiarietà" troverà l'anno prossimo una nuova decisiva tappa, alla vigilia delle elezioni europee.
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