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Fiano: "Ho visto le svastiche al collo dei manifestanti"

L'on. Emanuele Fiano (Pd) sul convegno di Forza Nuova: da parte della Moratti un colpevole silenzio, la libertà d'espressione non esime da un giudizio di merito.

07/04/2009

Il giorno dopo la tanto discussa manifestazione di Forza Nuova, la città ha tirato un sospiro di sollievo: nessuna notizia di violenze. Il convegno sulla crisi economica (cui hanno partecipato esponenti di partiti dell'estrema destra europea dal curriculum piuttosto imbarazzante) si è svolto in modo tutto sommato tranquillo. Del resto, se i partecipanti al convegno erano circa trecento, gli agenti incaricati di vigilare sull'ordine pubblico erano circa settecento. Quasi tremila erano invece i milanesi raccoltisi in piazza della Scala per una contro-manifestazione antifascista. La settimana precedente il convegno era stata carica di tensione: moltissime associazioni avevano fatto sentire la loro voce contro la presenza dell'ultradestra a Milano, e si temevano incidenti soprattutto da parte dei centri sociali.

 

Incidenti che per fortuna non hanno avuto luogo. Ciononostante, la polemica sul convegno organizzato dai neofascisti di Forza Nuova sembra destinata a non spegnersi troppo facilmente. E la sensazione è che al sindaco Moratti verrà rimproverato a lungo un atteggiamento pilatesco nei confronti di una vicenda che molti hanno percepito come un'offesa verso i valori della Repubblica nata proprio dalla resistenza al nazifascismo. E' quanto fa anche l'onorevole del Pd Emanuele Fiano (figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Birkenau) il quale si dice particolarmente allarmato dal fatto che alla libertà di espressione garantita con tanta sollecitudine a Forza Nuova (il cui leader Stefano Fiore è stato accolto dai militanti con saluto romano) non abbia fatto da contraltare nessuna dichiarazione ufficiale delle istituzioni. "Non so se la legge potesse impedirlo - ha detto - penso però che il governo italiano e il sindaco di Milano avrebbero dovuto prendere la parola ed esprimere un giudizio sul convegno". Milano Mag lo ha intervistato.

 Emnuele Fiano (Pd)

Onorevole Fiano, le conache dicono che le è stato impedito di entrare al convegno di Forza Nuova.
In realtà non volevo entrare, ma capire che aria tirava. Volevo vedere di che tipo di manifestazione si trattasse, se ci fossero simboli o no.

 

E ne ha visti?
Qualche svastica al collo, soprattutto.

 

Lei ritiene che il convegno di Forza Nuova andasse comunque impedito?
Io ho utilizzato quelli che tecnicamente si chiamano i poteri di sindacato ispettivo, che spettano ad ogni deputato, e ho chiesto al Governo di pronunicarsi in merito. Mi chiedevo cioè se, stanti i termini della nostra Costituzione, fosse amissibile un covegno in cui partecipavano esponenti di partiti che hanno espresso posizioni antisemite, con invitati condannati ni loro paesi per violenza xenofoba. La risposta del ministro Vito è stata quella che tutti conoscono, ovverosia che la manifestazione si sarebe tenuta in un luogo privato e che erano contemporaneamente previste manifestazioni di segno diverso.

 

Lei ha giudicato la risposta evasiva.
Sì, perché non entra minimamente nel merito della natura intrinsecamente antidemocratica e razzista dei partecipanti.

 

Come si fa a decidere che una manifestazione è antidemocratica? Il convegno di Forza Nuova trattava della crisi economica...
Il problema, dal punto di vista giuridico, è proprio questo. Lo si può stabilire solo a posteriori. E' già successo del resto qualche anno fa a Milano, con una manifestazione della Fiamma Tricolore, dove vennero tenuti comportamenti giudicati fuorilegge e unidici persone furono rinviate a giudizio. La Digos fece un ottimo lavoro che rese conto dei cori, degli slogan, dei saluti romani. Perché, non dimentichiamolo, non tutto è lecito in Italia: oltre all'apologia di fascismo, esiste anche la legge Mancino che punisce l'istigazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi.

 

Resta il fatto che c'è sempre il rischio di perseguire semplici opinioni.
Non dico che non sia un problema aperto. Ma, data una norma, la cui infrazione andrà giudicata eventualmente dalla magistratura, esiste un problema politico. Come faccio a spiegare a un giovane che la svastica è il simbolo del male assoluto, se non solo non è perseguito chi la espone, ma non c'è alcuna reazione da parte delle istituzioni?

 

Si riferisce al sindaco Moratti?
Senza dubbio Letizia Moratti ha sbagliato. Dobbiamo ricordare che la nostra nazione è risorta da una dittatura razzista e illiberale. Si è poi data una Costituzione progressita e liberale, e io comprendo che essa, salvo commissione di reati, lasci spazio all'espressione di culture politiche che una Costituzione del genere non l'avrebbero mai prodotta. Ma è inconcepibile che il sindaco di una città medaglia d'oro della Resistenza non abbia da dire nient'altro che qualche frase fatta sulla libertà di espressione, come se si potesse essere neutrali ed equidistanti di fronte a certe posizioni razziste e xenofobe.
Quello della Moratti è stato un colpevole silenzio.

 

Pensa che il sindaco di Milano sarà presente alla celebrazione del 25 Aprile?
Non lo so, ma se verrà spero che venga bene accolta. Poi magari le chiederemo conto del perché non abbia speso una sola parola per prendere le distanze dal convegno dell'estrema destra. Per il resto posso solo dire che tutti coloro che non partecipano alla Festa della Liberazione, sbagliano.

 

 

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alessandra r. - 07/04/2009 11:21:50
sacrosante parole
 

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