Ferretto (An): sciopero della fame contro La Russa"Detesto il metodo, ma non vedo alternative. Espulsa dal partito senza spiegazioni, pretendo giustizia". 12/12/2008
La lotta feroce tra Silvia Ferretto Clementi e i La Russa è giunta alle estreme conseguenze. Silvia Ferretto, consigliere regionale di An, chiedeva da tempo che Romano La Russa, fratello del Ministro della Difesa, assessore regionale all'Industria e parlamentare europeo, si dimettesse da una delle due cariche politiche che ricopre. La Ferretto era arrivata a chiedere a Formigoni che revocasse a La Russa la nomina di assessore in quanto incompatibile col seggio europeo.
La vicenda, tutta interna ad An, è degenerata fino all'espulsione della Ferretto dal partito. Ma la Ferretto non ci sta: parafrasando Mozart, dice, “così non fan tutte”. La risposta non si è fatta attendere ed è stata studiata per ottenere la massima visibilità possibile: lo sciopero della fame. "Non avrei mai immaginato di dover arrivare a tanto" - dichiara la Ferretto - "Ma non mi è rimasta altra soluzione". Espulsa dal partito senza conoscerne, a suo dire, i motivi, e senza alcuna possibilità di difesa, La Ferretto ha presentato ricorso. Ma, nonostante i suoi 28 anni di militanza, "non si sono nemmeno degnati di rispondere".
"Ho cercato, in ogni modo di ottenere almeno delle risposte, ma, evidentemente, non ho né i “mezzi” né le “amicizie” di cui dispone il Ministro della Difesa e, di fronte a violazioni così palesi e totali della Costituzione italiana e dello Statuto del Partito - il quale, tra l’altro, impedisce espressamente di rivolgersi alla giustizia ordinaria - lo sciopero della fame mi è sembrato l’unica alternativa". La Ferretto si dice cosciente della gravità della decisione sia per il metodo ("che non appartiene certo alla storia politica mia e del mio Partito”) sia per la salute. Per questa ragione, su consiglio medico, ha deciso di posticipare a lunedì mattina l’inizio dello sciopero della fame al fine di non correre il rischio di saltare le importanti sedute del Consiglio sul bilancio che inizieranno martedì.
Tutta la vicenda ha il sapore di una querelle personale in cui Ignazio La Russa ha fatto valere il suo potere de facto all'interno del partito. "Ci tengo ancora una volta a ribadire – conferma indirettamente Silvia Ferretto - che non ho assolutamente alcun problema con il partito, al quale mi onoro di appartenere e che ringrazio per avermi sempre dato la possibilità ma soprattutto l’orgoglio di poterlo rappresentare nelle istituzioni. Il mio problema è con chi il partito lo regge, senza, tra l’altro, neppure aver ottenuto il consenso dalla base degli iscritti. Ignazio La Russa a differenza dell’On. Gianfranco Fini, non è stato voluto e votato dal Congresso. Per questo è solo il Presidente della Camera che può dire di avere il consenso del partito e per questo è lui, e non il Ministro della Difesa, a poter dire di rappresentare il partito".
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