Expo, incertezza totale sui finanziamentiIl presidente della Lombardia Formigoni e il sindaco di Milano Moratti volano a Roma per sbloccare 2,3 miliardi di euro. 18/12/2008
Croce e delizia. Il sogno dell'Expo 2015 rischia di diventare un incubo per Letizia Moratti. E' vero che le grandi scommesse comportano grandi rischi, ma la storia dell'Expo comincia ad assomigliare un po' troppo ad un tormentone dai toni farseschi. Ci sono o non ci sono i soldi? Tutto in fondo si rassume in questa domanda. La risposta è circondata di misteri, voci di corridoio, dichiarazioni e smentite, ma nessuna certezza. Oggi la Moratti sarà a Roma, assieme al governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, per un appuntamento cruciale: l'incontro con il Cipe, dal quale dovrebbe uscire l'impegno del Governo per la copertura delle risorse ancora mancanti: 2,3 miliardi di euro. Due deputati del Pd, Peluffo e Fiano, sostengono che in verità gli euro mancanti sono più di 2,7 miliardi, ed hanno addirittura fatto un'interrogazione parlamentare in proposito. Ma di fronte alla voragine nella quale rischia di naufragare la scommessa dell'Expo sembra quasi un dettaglio. «Dal Cipe — precisa la Moratti — attendo un segnale di volontà politica positiva. Non c'è l'esigenza di avere i fondi adesso, c'è l'esigenza politica di sapere che quando le opere arriveranno in Cipe i fondi ci saranno. Ora ci vuole volontà politica. Non è questione di campanile, Expo è una risorsa per l'Italia». Il fatto è che i segnali in cui spera la Moratti non ci sono o sono piuttosto deboli. Esponenti di spicco della maggiornaza di governo, come Fabrizio Cicchitto (FI) e soprattutto Maurizio Gasparri (An) sono stati piuttosto espliciti nel subordinare l'Expo ad altre priorità, ad esempio le risorse per le forze dell'ordine. C'è il sottosegretario Castelli (Lega) che parla di 5 miliardi di euro reperibili tra il rifinanziamento della legge obbiettivo per le grandi opere e i fondi Fas, ma poi si scopre che si tratta di soldi da spalmare sull'inter Nord Italia per la costruzione delle grandi infrastrutture, comprese quelle che con l'Expo non hanno nulla a che vedere. E in ogni caso è una decisione che deve anch'essa passare dal Cipe. Siamo dunque punto e a capo, poiché le poche voci trapelate dicono che il Governo non intende assumere alcun impegno formale sulle risorse mancanti. C'è da giurare che la decisione sull'utilizzo di questi 5 miliardi sara il frutto di una lunga e complicata mediazione politca. Nel frattempo a Milano si registra la freddezza di Filippo Penati (Pd) il quale da un lato suggerisce che Castelli non conti nulla nella partita dell'Expo, dall'altro accusa i due soci del centrodestra di tenerlo in disparte nelle trattative con il Governo. Un ginepraio da cui sarà difficile uscire.
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