Expo 2015, nessun impegno da parte del GovernoInfruttuosa la visita al Cipe della Moratti. Formigoni: "Bisogna fare pressing su Roma". Penati: "Inutile, i soldi non ci sono". 20/12/2008
Una volta avremmo detto: nemmeno una lira. Oggi diciamo: nemmeno un euro. Ma la sostanzia non cambia. Durante tutto il 2008 la società di gestione sembrava non partire mai. La sua costituzione è stata poi approvata sul filo di lana, giusto in tempo per evitare una figuraccia internazionale. Milanomag titolava "Expo a rischio fallimento?" e poteva sembrare un'esagerazione. Ora però si ripropone il drammatico interrogativo, visto che dei 2,3 miliardi di euro previsti il Governo ne ha stanziati zero. Letizia Moratti, e con lei l'amico-nemico Formigoni, torna da Roma senza alcuna certezza ufficiale sui soldi necessari alle grandi infrastrutture. La riunione al Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) tenutasi giovedì 18 dicembre ha partorino un topolino, particolarmente piccolo per giunta: l'unico risultato concreto «recepimento» da parte del Cipe dell’informativa in cui sindaco di Milano chiede una condivisione politica dell’impegno a stanziare i 2,3 miliardi di euro ancora mancanti. La nota di Palzzo Chigi ricorda soltanto che «il commissario governativo per l’Expo di Milano, Letizia Moratti, ha illustrato lo stato di avanzamento delle opere da realizzare entro la fine del 2014, indicando i progetti da approvare nel 2009, con il relativo fabbisogno finanziario». All'atto pratico, un nulla di fatto.
Un anno intero è stato perso per la costituzione di una società di gestione che contemperasse tutti gli interessi in gioco. Ora il tormentone per il conseguimento dei soldi per farla funzionare si prospetta ancor più lungo e complicato. Ci sono, da adesso, sei anni di tempo: un periodo di tempo molto breve per costruire le infrastutture necessarie; brevissimo se verrà perso altro tempo per reperire il denaro necessario. Tutto rimandato al 2009, si dice: ma all'epifania o al prossimo Natale? Formigoni, che parlava di 3 milioni di euro entro Natale (di quest'anno, crediamo) non ha commentato la riunione. Anche Letizia Moratti non ha rilasciato dichiarazioni. Chi invece non si è fatto pregare è Penati: «Non c’è neppure un euro per Expo - ha attaccato. - Così si rischia davvero di mettere in discussione la manifestazione. Il governo è latitante: chiedo che venga subito a Milano e dica con chiarezza quanti soldi mette per l’ Esposizione». In sostanza, per ora l'esecutivo non si prende alcun impegno formale nei confronti dell'Expo. Il "nemico" principale risponde al nome di Giulio Tremonti, che già aveva messo i bastoni tra le ruote alla costituzione della società di gestione di Expo. Il Ministro dell'Economia ha le sue gatte da pelare con la crisi finanziaria e fa, comprensibilmente dal suo punto di vista, prevalere le ragioni del rigore. Intanto, le cifre sui soldi potenzialmente disponibili continuano a ballare. Castelli parla di 5 miliardi di euro per le grandi opere del Nord, e "il Giornale" titola: "Dal Governo 5 miliardi per l'Expo". In realtà il comunicato ufficiale del Governo annuncia che la riunione del Cipe ha dato il via libera a un pacchetto di infrastrutture da 16,6 miliardi. 7,3 miliardi arrivano dai fondi Fas (per le aree sottoutilizzate), ma senza alcuna indicazione di quali opere saranno finanziate.
Il risultato finale è un giallo: il Governo dice che i soldi ci sono, ma vanno distribuiti a tutti, il Comune di Milano sostiene che i fondi ci sono ma bisogna lavorare per farseli assegnare, la Provincia dice che i soldi non ci sono e che il Governo non è interessato all'Expo. E' un giallo da risolvere al più presto, se Milano e l'Italia non vogliono fare la fine di Polonia e Ucraina, che rischiano di perdere gli Europei di calcio 2010 per mancanza di fondi e di organizzazione. Considerando che si tratta di paesi in via di sviluppo e che l'Italia si vanta di sedere nel G8, e che Milano per aggiudicarsi quest'edizione dell'Expo ha battuto Smirne, non New York, la figuraccia sarebbe veramente epocale.
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