milano mag

Di Martino: "I cinesi resteranno in Paolo Sarpi"

Il vicepresidente del consiglio comunale attacca De Corato: "La Ztl? Una vergogna. Ma non ci sarà nessun esodo dei cinesi da Paolo Sarpi".

24/02/2009

"Abbiamo inaugurato due padiglioni al centro commerciale Girasole in due momenti successivi. Il padiglione 12, inaugurato sabato scorso, misura circa 20.000 metri quadri. Vi si sono trasferiti un centinaio di grossisti cinesi, il 60% circa dei quali provengono da Paolo Sarpi. Ma le dico subito che non hanno alcuna intenzione di traslocare dal quartiere."

 

Non si può certo dire che Stefano Di Martino, consigliere di An e storico riferimento della comunità cinese, utilizzi molti giri di parole. Secondo il  vicepresidente del Consiglio comunale, la ZTL è "una vergogna", e vergognoso è il trattamento che il Comune di Milano ha riservato alla comunità dei commercianti cinesi. Di Martino sostiene che i grossisti cinesi che si sono trasferiti al Girasole stanno facendo un notevole sforzo economico sobbarcandosi due affitti, ma che nessuno se ne andrà da Paolo Sarpi prima di aver verificato che l'apertura di uno stand a Lacchiarella si sia rivelata una scelta giusta. E anzi, probabilmente non se ne andranno affatto: "forse decideranno per il commercio al dettaglio il giorno in cui venga istituita l'isola pedonale".

 

Di Martino è un fiume in piena, e difende a spada tratta i cinesi attaccando il vicesindaco De Corato, suo compagno di partito, senza la minima preoccupazione diplomatica. "De Corato è in campagna elettorale - dice - e ormai emette un comunicato stampa al giorno, ma io mi domando: è mai possibile che il vicesindaco di una città come Milano, con ambizioni internazionali, gemellata con metropoli come San Paolo, Shanghai, Chicago, debba fare demagogia spicciola sulla sicurezza attaccando un giorno sì e un giorno no i cinesi, i rom, i marocchini?".

 

Non si scompone più di tanto quando gli facciamo osservare che certi discorsi non stonerebbero in bocca a un esponente di Rifondazione e ammette candidamente che la classe politica, oggi, tende a fomentare l'allarme sociale e a diffondere un clima di xenofobia. L'impressione, a dire il vero, è che nelle sue critiche al vicesindaco parli molto di più l'avvocato difensore della comunità cinese che l'attivista per i diritti civili. De Corato, afferma Di Martino, "tratta i grossisti cinesi come se fossero i fornitori di un commercio di quart'ordine, fatto sulle stuoie per terra", quando invece fanno parte di una filiera industriale di primissimo livello, con controlli di qualità e prodotti che vengono acquistati da una clientela quasi esclusivamente italiana. "Dalla rete di vendita cinese di Milano passa quasi tutto il catalogo di abbigliamento di notissimi marchi di distribuzione nazionale" chiarisce con un entusiasmo quasi da agente commerciale.

 

Un punto su cui Di Martino insiste moltissimo è la sproporzione che secondo lui esiste tra la realtà dei fatti e la loro rappresentazione. "La comunità cinese significa centinaia e centinaia di famiglie laboriose, che vivono onestamente, che fanno affari perfettamente legali, pagano le tasse, hanno negozi autorizzati, sono perfettamente identificabili. Significa cinquemila serrande che si alzano tutte le mattine e settemila bambini mandati a scuola tutte le mattine. Invece fa gioco mettere in risalto la notizia del centro massaggi in cui si prostituiscono un paio di ragazze o le ispezioni nei ristoranti. Ma i criminali vanno perseguiti in quanto tali, non criminalizzando un'intera comunità".

 

Secondo Di Martino, è proprio ciò che fa De Corato, strumentalizzando sistematicamente le notizie di cronaca. "Questo martellamento continuo prepara il terreno ad un vero e proprio accanimento verso gli imprenditori cinesi, verso i quali c'è una disparità di trattamento eclatante". Ma - gli facciamo notare - se c'è una cosa che non si può rimproverare alle associazioni dei residenti, in particolare a Vivisarpi, è quella di aver criminalizzato la comunità cinese: la contrapposizione dei residenti è sempre stata verso l'ingrosso, non verso i cinesi. "E' vero - conviene De Martino - ed è per questo che è doppiamente grave fomentare l'allarme sicurezza".

 

Ciò non toglie che il problema ingrosso esista. "E' evidente. Io, sia chiaro, non ho mai detto che l'ingrosso va bene in un quartiere come Paolo Sarpi. E'ovvio che si tratta di una forma invasiva di commercio. Ma dopo dieci anni in cui la Camera di Commercio ha continuato a rilasciare l'autorizzazione per l'ingrosso a chiunque, sulla base di cosa vogliamo cacciare di punto in bianco i grossisti?" Da questo punto di vista, secondo Di Martino, il Comune ha fatto un uso del tutto distorto dei vigili, e l'istituzione della Ztl "è stata una vergogna". Bolla la Ztl come un provvedimento discriminatorio ("cosa deve pensare il console cinese quando poi in Galleria Vittorio Emanuele vede non i carrellini, ma i pallet carichi di merci?") che De Corato giustifica rappresentando il problema dell'ingrosso come una questione di ordine pubblico e di criminalità.

 

E falsa è, sempre secondo Di Martino, l'immagine dei cinesi refrattari alle regole: "Quando, ancora sotto la giunta Albertini, uscì il regolamento che vietava di trasportare più di due scatoloni per carrello di modo che non ostruissero la vista di chi li conduceva, sui giornali cinesi apparve la foto del comandante dei vigili e il disegno di due carrelli, uno con due scatoloni e uno con quattro, barrato da una X. E' una comunità responsabile e seria, non si può trattarla da indesiderata perché cerca di fare il suo mestiere o perché ci sembra - cosa peraltro non vera - che sia una comunità chiusa". Tra l'altro, annuncia, tutti i ricorsi contro il sequestro dei carrellini sono stati vinti: 50 carrelli sono già stati dissequestrati, il Comune non si è nemmeno presentato in giudizio.

 

"L'assessore Maiolo, ricorda, se ne uscì con la proposta di disperderli in piccoli gruppi: ma ci rendiamo conto?". "Oggi, continua, De Corato dice che resteranno in zona solo i negozi con carattere di milanesità. Questa è propaganda. Cosa significa esattamente? Chi decide cos'è la milanesità, lui che viene da Andria?". Se da un lato parla della Ztl come una forma di "accanimento terapeutico" imposta ai cinesi con intenti vessatori, dall'altro dichiara esplicitamente che ai grossisti la Ztl "fa il solletico". E' "allucinante" sostiene, che sia stata chiusa persino ai bus a ai taxi, col risultato di svantaggiare chiunque viva nella zona. Su Vivisarpi azzarda un "non sono rappresentativi di tutti gli abitanti del quartiere", e quando gli ricordiamo che si tratta di un'associazione che ha raccolto migliaia di firme si rifugia in un laconico "non mi risulta".

 

Sulla delocalizzazione dell'ingrosso, l'opinione di Di Martino è chiara: i cinesi fanno bene a non fidarsi dei tavoli di concertazione, perché finora hanno prodotto solo "sangue lacrime e miseria". Il trasloco a Lacchiarella ha funzionato, dice, perché è stato l'unico in cui non è intervenuta la politica a mettere i bastoni tra le ruote, "come nel caso di Arese, dove De Corato e Formigoni hanno fatto fallire l'ipotesi di trasferimento". Gli incentivi alla delocalizzazione di cui aveva parlato De Corato non si sono mai visti, quindi, è la conclusione di Di Martino, i grossisti fanno bene a non fidarsi. Dello spostamento dell'ingrosso a Lacchiarella, dice, nessuno se ne può prendere il merito "perché è stata una cosa autonoma, iniziata due anni prima della Ztl con Paolo Berlusconi, proprietario del Girasole, che per rilanciarlo si mise in contatto con alcuni esponenti della comunità cinese di Milano".

 

La morale della storia Di Martino la riassume così: "L'ingrosso a Lacchiarella è un'iniziativa autonoma che non comporta affatto il trasloco definitivo, Paolo Sarpi è anche il loro quartiere e i cinesi ci vogliono restare".

 

Foto: www.stefanodimartino.it



Bookmark and Share


Vuoi collaborare con MILANOMAG.IT? mandaci un tuo articolo a redazione@milanomag.it e se ritenuto interessante verra' pubblicato

La collaborazione con il portale www.milanomag.it salvo espressa pattuizione contraria e' una collaborazione gratuita.
La collaborazione puo' consistere nell'invio di testi e/o di documentazione di qualsiasi tipo (cronaca, reportage ecc), note, recensioni o di articoli, saggi economici o finanziari. Gli scritti e quant'altro inviato, anche se non pubblicati, non verranno restituiti.


Commenta l'Articolo

Bianca Paolucci - 28/12/2009 23:14:19
Penso che e importante considerare tutte due lepart si sei abitanti Italiani che subiscono il mutamento del quartiere che la parte dei commercianti Cinesi. Sono sorpresa di questo articolo positivo! qualcuno mi sa dire dove trovare la legge relevate alla vendita al dettagio? grazie
 
Davide - 27/03/2009 17:09:34
Caro Di Martino pensa ad Aprile 2007 e.....stai zitto che ci guadagni solamente.
 
Luca Colombo - 26/02/2009 20:56:32
Su una cosa di martino sbaglia di sicuro... i vigili in sarpi ci stanno solo per bellezza!!
 
Cinico - 26/02/2009 20:44:26
Chi lo protegge? I cittadini che lo votano! Cerchiamo di non fare i moralisti e ricordiamoci che la politica è rappresentanza di interessi. Lui rappresenta quelli (legittimi) dei commercianti cinesi.
 
MARI - 26/02/2009 18:15:23
A dir poco indecente che una persona che del commercio all'ingrosso ha fatto un proprio business, indagato per la sommossa cinese del 12.04.2007, possa continuare a rappresentare il comune, stravolgendo la realtà solo a proprio comodo. E che ne è stato del progetto Alkeos? Questo paese è proprio una vergogna e questi sono i suoi degni rappresentanti! Cosa ci vuole a sbatterlo fuori? Tutti sanno ma nessuno prende provvedimenti. PERCHE'? CHI LO PROTEGGE?
 
mimma - 25/02/2009 15:06:06
Sono esterefatta. Mi chiedo come il Comune di Milano possa delegare questo signore a rappresentarlo presso la comunita' cinese e a fargli mantenere la carica di vice presidente del consiglio comunale, quando e' indagato per la sommossa cinese dell'aprile 2007. Non c'e' piu' limite alla decenza.
 
Carlotta - 25/02/2009 11:09:55
Di Martino fa affari da anni con i commercianti cinesi. Forse De Corato fa troppa demagogia, ma Di Martino non è titolato a parlare!
 
pier franco - 25/02/2009 10:54:36
Che dire dell'ineffabile Di Martino? Solo che ha la memoria corta o che ... "il conflitto di interessi" non gli permette quantomeno di guardare le cose con imparzialità. Così la responsabilità dell'invasione dell'ingrosso è responsabilità della camera di commercio? Ma gli amministratori della città non hanno responsabilità alcuna?. Dove era Di Martino durante le giunte Albertini quando il fenomeno dell'ingrosso si è sviluppato in tutta la sua estensione? Cosa dice del fatto che nessun regolamento comunale per il commercio è stato stilato, unico strumento assieme ai piani urbanistici in grado di governare il territorio e guindi gestire il fenomeno del commercio all'ingrosso sin da subito? E dove è finito il Di martino che aveva spergiurato nel lontano 2005 che nel giro di due mesi avrebbe fatto vedere il plastico di un mega centro commerciale ove si sarebbero trasferiti "sua sponte" i grossisti di vai sarpi? Anche quella era una iniziativa privata, ma al dunque non è decollata? come mai? Ce lo spiega una volta per tutte? e poi - senza voler "criminalizzare" nessuno, ma lo sa o non lo sa che l'attività all'ingrosso è svolta in totale spregio di qualunque ordinanza di orario di carico e scarico e che a quel disegno dei due carrelli barrato dalla X i grossiti così tanto"eresponsabili" non hanno mai ottemperato? Certo che lo sa, certo ... ma nonostante tutti i rapporti con la comunità cinese che da anni tiene non è mai riuscito (ma lo voleva veramente?) a fare si che le regole venissero realmente rispettate. e lo sa, infine, che la richiesta del divieto di transito dei taxi è una richiesta scaturita dai commercianti, in primi dall'ALES? E che cosa è in grado di proporre in alterantiva per risolvere i problemi del quartiere? solo vuote parole che sentiamo da anni ma nessun fatto concreto. e per finire: ma se gli impenditori cinesi di botto intuiscono il "businness" e si convertono in negozianti al dettaglio - magari con prodotti di qualità - beh quale è il problema?
 

Inserisci il tuo Commento
      Nome :
      Email  :
Sito Web  :
      Testo  :

Inserisci i numeri che vedi nell' immagine:      




   Ultime News Inserite

Ecopass Milano parte il 16 gennaio il nuovo ecopass area c
Nuove regole e nuove tariffe da rispettare con l'ecopass area c
Saldi invernali 2012 Milano
Al via il 5 Gennaio i saldi di fine stagione a Milano.
Capodanno in piazza a Milano eventi notte 31 dicembre 2011
Paolo Rossi, Vinicio Capossela animeranno Piazza del Duomo.
Inquinamento Milano ancora provvedimenti per migliorare la qualità dell'aria
Previsto il blocco delle auto euro 3 fino a martedì 6 dicembre.
Sciopero dei mezzi giovedì 17 Novembre 2011
Fasce orarie garantite a Milano