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Darsena, il Comune ricorre al Tar

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che aveva ritenuto illegittima la risoluzione del contratto con la ditta incaricata dei lavori.

05/01/2011

“Dopo la sentenza di merito della 1ˆ sezione del Tar Lombardia che ha respinto il ricorso proposto dal Progetto Darsena S.p.A., dichiarando il grave inadempimento della società concessionaria e la legittimità degli atti assunti dal Comune, oggi torniamo a ribadire la ferma volontà dell’Amministrazione comunale di riqualificare l’area per riconsegnare la Darsena, patrimonio storico della città, ai milanesi. Una Darsena con nuovi spazi verdi da vivere e nuovi servizi per i residenti del quartiere, per lo svago di anziani e bambini”.

 

Così il Sindaco Letizia Moratti ha commentato la decisione di ricorrere nuovamente al Tar per la Lombardia, come deliberato oggi in Giunta, per ottenere, da una parte, l’annullamento della convenzione stipulata il 23 settembre 2004, avente per oggetto la realizzazione di un parcheggio pubblico nel sottosuolo dell’area demaniale tra viale Gorizia e viale Gabriele D’Annunzio e, dall’altra, la condanna al risarcimento del danno.

 

Una decisione presa a seguito della sentenza riformata dal Consiglio di Stato, sezione 5ˆ (n° 8554/2010 del 6 dicembre 2010), che, senza entrare nel merito del rapporto, ha accolto l’appello presentato da Progetto Darsena S.p.A. ritenendo l’illegittimità formale del procedimento seguito dal Comune. “Abbiamo iniziato a lavorare subito per bonificare gli spazi verdi e riqualificare l’area – ha proseguito il Sindaco –.  Un’area di grande valore alla quale intendiamo dare, in tempi brevi, il decoro che merita. Dopo aver ottenuto la riconsegna dell’area, ridotta in stato di abbandono dalla concessionaria che avrebbe dovuto realizzare il parcheggio, abbiamo verificato lo stato delle sponde ed eseguito gli interventi più urgenti di pulizia e messa in sicurezza. Un lavoro necessario per restituire alla Darsena il suo antico splendore, essendo un luogo di grande interesse storico, archeologico e ambientale, e tutelare i reperti archeologici della zona”.

 

“Abbiamo atteso invano, per mesi, di arrivare a una soluzione condivisa – ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici e Infrastrutture Bruno Simini -. Per il bene della città abbiamo optato per una soluzione radicale, attendendo rispettosamente il pronunciamento del Tribunale prima di intervenire. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente e con impegno per predisporre un progetto di riqualificazione che possa finalmente restituire decoro a un’area storica della città che, nonostante i ripetuti appelli, è stata abbandonata all’incuria e al degrado”.



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