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Case popolari, la gestione passa all'Aler

Scade il contratto di global service, la gestione torna all'Aler. Il Comune: risparmi per il demanio e per gli inquilini. Ma c'è chi smentisce.

04/10/2009

Dopo i sei anni di amministrazione delle società private Gefi, Romeo e Pirelli Re, il Comune di Milano riaffida ad Aler la gestione degli immobili di sua proprietà, secondo la delibera di giunta dell’11 settembre.  Dall’1 ottobre 2003 la maggior parte degli alloggi di proprietà comunale esistenti (26.534 unità abitative, con annessi usi diversi quali negozi, box ecc.) erano affidati in gestione esterna con contratti di “global service”, cioè di manutenzione integrata e globale dei beni presi in gestione,  alle società Pirelli Re, Gefi Servizi Immobiliari, Romeo Gestioni. Quest’ultima è balzata agli onori della cronaca  in seguito all’arresto del titolare, Alfredo Romeo, nell’ambito dello scandalo per corruzione e turbativa degli appalti scoppiato a Napoli alla fine del 2008, in cui vennero coinvolti anche i parlamentari Italo Bocchino (An) e Renzo Lusetti (Pd). Ciascuna società ha un lotto di appartamenti. La parte restante (1.723 unità abitative) è gestita direttamente dall’amministrazione comunale.

 

Il contratto della durata di sei anni del global service è scaduto il 30 settembre.  Le difficoltà venute a galla con la gestione delle società di global service hanno portato l’amministrazione comunale a scegliere una nuova modalità di gestione del patrimonio abitativo pubblico. Il sito del Comune di Milano segnala alcuni dei punti critici di questi anni di gestione esterna: ogni società ha un diverso sistema informativo con cui gestisce i dati degli inquilini, perciò non c’è omogeneità; il costo dei servizi erogati agli inquilini cambia da gestore a gestore; non è stato possibile controllare gli interventi manutentivi né gestire la morosità poiché le società sono incentivate all’azione di recupero di morosità consolidate piuttosto che alla prevenzione; numerosi reclami degli inquilini pervenuti al Comune di Milano per disservizi, lentezze, disattenzione dei gestori rispetto alle occupazioni abusive.

 

Il compenso ad Aler è determinato da un importo massimo di 23 euro al mese per unità immobiliare locata (ad esclusione di box e posti auto) e 14 euro per uno sfitto; le case occupate si calcolano come sfitte. Secondo le stime proposte dal Comune di Milano, nella fase sperimentale del contratto ci sarà una diminuzione del costo dei servizi a carico della proprietà e degli inquilini pari al 10%. Nella fase a regime sarà ridotto gradualmente sino al 15%. Si tratta, quindi, di un riverbero positivo immediato sull’utenza. Rispetto ai costi dei tre gestori, l’Amministrazione Comunale prevede un risparmio del 30% (59milioni e 829mila euro contro 85milioni e 982mila euro).

 

Ma non mancano le voci critiche. Carmela Rozza, consigliera comunale del Pd parla di «Maggiori spese per tutti e due» (comune ed inquilini). Presenterà le tabelle con i calcoli all'assessore e al sindaco: «Chiedo che il Comune di Milano ribatta punto per punto su questi conteggi. Mi auguro di essere smentita». Rozza è partita dalla delibera di Giunta che fissa parametri e compensi che spettano al nuovo gestore: 23 euro per ogni alloggio affitato, 14 per uno sfitto. La consigliera del Pd fa una premessa: «I gestori avevano un listino prezzi fermo al 1989, su cui era stata applicata la percentuale di ribasso del bando di gara. Con Aler i prezzi sono aggiornati ogni anno secondo l'Istat ». Tabelle alla mano, Rozza ha calcolato il corrispettivo che ogni anno di qui al 2015 il Comune dovrà versare ad Aler, mettendolo a confronto con quanto avrebbero incassato i gestori se fosse stato prorogato loro il vecchio contratto. «Nel 2010 il compenso Aler ammonterà a 13.577.732 euro, quello dei gestori a 13.603.069. Una differenza di appena 25.336 euro», dice la Rozza.

 

Analizzando le cifre dal 2010 al 2015 la situazione cambia. «Il contratto con Aler diventa meno conveniente - fa notare la consigliera del Pd -. Il compenso che spetta al nuovo gestore è di 95.772.479 euro, contro gli 85.982.127 che sarebbero spettati a Romeo, Gefi ed Edilnord. Una differenza dell' 11,4%,». Non solo. «Vanno considerati ulteriori costi - spiega la Rozza - che sono a carico del Comune e non lo erano con i gestori: lo sviluppo del sistema informativo e le polizze di assicurazione. Sono quantificabili in 500mila euro annui». In questo caso dal 2010 al 2015 il compenso di Aler cresce fino a 98.772.479 euro. I gestori avrebbero incassato 85.982.127 euro. «Costi in più per il Comune del 14,9%», dice la Rozza che sottolinea come aumenteranno le spese di manutenzione ordinaria per gli inquilini.

 

Ma da Palazzo Marino Gianni Verga, assessore al Demanio, smentisce: «Non c'è alcun riscontro con le stime, di cui si è occupato il Politecnico di Milano, degli uffici dell’assessorato alla Casa. l risparmio per gli inquilini sulle spese è stimato sull'ordine del 10% e poi del 15% a regime. Non ci saranno costi aggiuntivi».

 

 

C. Osta



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