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Case popolari, aumentano gli affitti

Regione Lombardia, approvata la nuova legge: critiche dall'opposizione. La maggioranza: i soldi saranno investiti nelle politiche per la casa.

22/12/2008
Via libera a maggioranza alle modifiche delle norme in materia di edilizia residenziale pubblica. In sostanza la normativa approvata oggi cambia in parte quattro leggi regionali sulla casa: la l.r. 13/96 sugli enti di edilizia residenziale pubblica che ha istituito le Aler; la l.r. 1/2000 sul riordino del sistema delle autonomie in Lombardia; la l.r. 27/2007 che ha fissato i criteri generali per la rideterminazione dei canoni di edilizia residenziale pubblica e ha stabilito norme sulla valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio ERP; la l.r. 14/2007 che disciplina i servizi abitativi a canone convenzionato.
“Le modifiche - ha spiegato il relatore Giovanni Bordoni (Forza Italia-Pdl) - sono principalmente orientate a definire regole di governance conseguenti all’ingresso delle Aler nel sistema regionale sancito con la legge 30/2006. Non può essere caricato di valenze e significati che non esistono, come quello di essere una riforma dell’edilizia residenziale e in particolare delle Aler. Gli aumenti dei canoni della legge 27 e oggi modificati - ha continuato Bordoni - serviranno a garantire l’avvio di un mix sociale sugli alloggi di edilizia residenziale e ad aggiustare le previsioni della legge regionale sui canoni di locazione. Eventuali introiti superiori saranno destinati alla manutenzione e al recupero delle case popolari”.
 
Nel corso del dibattito i consiglieri del Pd hanno più volte affermato che si tratta di una legge che si preoccupa dei conti delle aziende e delle Aler ma non della vita dei cittadini. Per Franco Mirabelliquesta legge non risponde agli impegni che il Consiglio aveva preso lo scorso 25 giugno relativamente ai canoni, alla sicurezza dei quartieri e al problema della decadenza, non si preoccupa delle vere esigenze delle famiglie e aumenta il pasticcio che già esiste in materia di politiche per la casa”.
“Queste modifiche – spiega invece Enio Moretti (Lega Nord) – recepiscono l’ordine del giorno votato nello scorso giugno, che chiedeva di rivedere i canoni e i principi di decadenza dal diritto di abitare un’abitazione pubblica. Nell’affrontare questa tematica non possiamo dimenticare che quanto spendiamo per le case popolari ricade sulle spalle di tutti i lombardi. Vi sono innumerevoli persone che guadagnano 1000 euro al mese e non hanno mai chiesto di entrare in una casa popolare. Ed è anche con le tasse di queste persone che vengono pagate le spese di manutenzione degli alloggi ERP”.
“L’unica preoccupazione - ha detto Luciano Muhlbauer (PRC) - è quella di far quadrare i conti delle Aler, senza alcuna attenzione nei confronti dei cittadini e della situazione di crisi economica che il nostro Paese e anche la nostra Regione sta attraversando”.
Quella di oggi è stata un’occasione persa per il Vice Presidente del Consiglio Marco Cipriano (SD): “Non è la riforma che auspicavamo, quella di cui necessiterebbe la Lombardia. C’è una molteplicità di leggi sulla casa che non fanno che aumentare la situazione di confusione in una materia così importante. Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio non ha tenuto in alcun conto i suggerimenti dell’opposizione che chiedeva di sospendere gli aumenti in attesa di una legge chiara, di un testo unico che si occupasse davvero delle case popolari e non si limitasse ad aumentare i canoni a famiglie già in seria difficoltà”. Hanno dichiarato il voto contrario anche Stefano Zamponi (IdV), Alessando Cè (Gruppo Misto) e il Verde Carlo Monguzzi, secondi i quali le norme approvate aumentano gli affitti senza porsi il problema di una vera riforma del sistema e delle politiche regionali per la casa.
Per l’Assessore Mario Scotti (Udc) “oggi abbiamo approvato migliorie al testo, che però resta confermato nel suo impianto originario. Abbiamo accolto gli indirizzi emersi dal Consiglio e le osservazioni di Sindacati e Comuni. Da subito vedremo gli effetti di questa legge: la diminuzione dei canoni nei comuni capoluogo di provincia, la possibilità di rateizzare gli aumenti su più anni e la sospensione dell’aggiornamento Istat per circa 60 mila famiglie Aler e 40 mila che vivono in alloggi di proprietà dei Comuni. Allo stesso tempo, con le nuove norme, garantiremo il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla programmazione regionale. Il controllo di gestione, inoltre, ci permetterà di avere sempre dati aggiornati e predisporre indirizzi anche sul contenimento delle spese”.
 
 
 
La situazione attuale
La legge 27/2007 ha suddiviso gli inquilini in quattro fasce, in base al parametro di reddito netto posseduto: a) fascia di protezione (fino a 9000 euro); b) di accesso (da 9001 a 14 mila euro); c) di permanenza (da 14.001 a 28.000); d) di decadenza (oltre 28 mila, quelli cioè che hanno raggiunto un reddito tale da non consentire la permanenza nelle case popolari). Per le fasce di protezione il canone medio provinciale in Lombardia è compreso tra 47 e 67 euro al mese; per la seconda fascia tra 120 e 167 euro al mese; per l’area di permanenza tra 214 a 274 euro al mese e per la decadenza il canone medio provinciale è compreso tra 299 a 543 euro al mese.
Ad oggi circa 31 mila inquilini hanno avuto aumenti mensili di canone fino a 25 euro; 19 mila da 25 a 50; 11.782 hanno aumenti da 50 a 100 euro; 3200 hanno aumenti da 100 a 150 euro; 1700 oltre 150. Circa 19.000 inquilini hanno visto ridotto il loro canone d’affitto.
 
In sintesi, ad oggi circa 10500 inquilini pagano non oltre 20 euro al mese; 13000 una cifra compresa fra 20 e 50 euro; 18000 inquilini non superano i 100 euro; il canone d’affitto per 31000 inquilini è compreso tra 100 e 200 euro; per 13500 inquilini fra 200 e 300; per quasi 5000 il canone si attesta fra 300 e 400; solo 1800 inquilini pagano oltre 400 euro. Questo significa anche che 41500 inquilini pagano meno di tre euro al giorno per la propria casa, 44500 meno di 10 euro al giorno e 6700 più di 10 euro al giorno.
 
 
 
La nuova legge
Con le nuove norme, il canone degli alloggi Aler potrà subire modifiche fino al 20% , quelli dei Comuni fino al 30%, tenuto conto del tipo di alloggio e in particolare dello stato di manutenzione in cui si trova. Ai fini della verifica dei requisiti per la permanenza nell'alloggio non saranno conteggiati i patrimoni immobiliari o mobiliari (risparmi) fino a 25.000 euro. Questo significa che non saranno dunque considerati ai fini della decadenza né risparmi né patrimoni immobiliari che abbiano un valore compreso in una franchigia di 25.000 euro. Allo stesso modo non saranno calcolate ai fini della decadenza le case possedute fuori dalla Provincia e le pensioni di invalidità.
Le nuove norme intendono stabilire inoltre che fino al 2011 non saranno applicati gli adeguamenti ISTAT per le classi meno abbienti (redditi netti fino a 9000 euro annui, 1200 euro netti per una famiglia di tre persone) mentre per quei nuclei fino a 14.000 euro la sospensione sarà esclusivamente il 2009. Vengono infine introdotte ulteriori tutele per i “redditi zero”, con sussidi sociali riconosciuti da parte dei Comuni.
 
Emendamenti e Ordini del Giorno
Approvati alcuni emendamenti sia di maggioranza che di opposizione. Tra i primi quelli che prevedono modifiche dei canoni fino al 30% per gli alloggi comunali e la sospensione Istat per tutto il 2009 per i nuclei famigliari fino a 14 mila euro (quelli cioè che si trovano nella fascia di accesso).
Tra quelli di opposizione, quello che prevede che la Giunta presenti annualmente alla Commissione consiliare competente un rapporto sull’attività delle Aler (primo firmatario Luciano Muhlbauer, PRC), quello che stabilisce che l’indennità del Presidente, Vicepresidente e i consiglieri di amministrazione sia commisurato anche alla dimensione economica e al patrimonio di ciascuna Aler (primo firmatario Marco Cipriano, SD); quello di Stefano Zamponi (IdV) che chiede alle Aler di pubblicare sul sito internet il proprio bilancio e i dati relativi ai lavori, agli importi e ai soggetti coinvolti negli interventi di edilizia residenziale di recupero, costruzione e acquisizione di immobili da destinare a edilizia residenziale pubblica. Via libera anche agli emendamenti del Partito Democratico che chiedono che non debbano lasciare la propria casa (rientrando nell’area della decadenza) le famiglie con a carico persone con handicap grave.
Approvato infine anche l’ordine del giorno del Consigliere Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) che chiede che vengano sbloccate le procedure per la vendita degli immobili agli assegnatari di alloggi Aler. “Approvando questo ordine del giorno – ha detto Fatuzzo – la Regione si impegna a dare una risposta a tutte quelle famiglie che avendo già pagato congrui anticipi pretendono che venga tutelato il proprio diritto all’acquisto”.


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