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Casati: moschea e rom, Milano egoista e provinciale

"Il tema della sicurezza strumentalizzato in modo provinciale. De Corato governa questa città da sedici anni, se c'è insicurezza la colpa è sua".

20/11/2009

"Un imbarazzante scarica barile, quello al quale ci fa assistere la maggioranza di centrodestra a Milano sul caso della moschea. Il Ministro Maroni e il sindaco Letizia Moratti giocano sulla pelle dei milanesi, che alla fine devono tenersi i loro problemi”. Così ieri si è espresso in un comunicato il segretario metropolitano del PD di Milano, Ezio Casati. Milano Mag lo ha intervistato.

 

Lei accusa il sindaco Moratti di non saper decidere.
Mi pare del tutto evidente. Dall'Expo alla moschea, la Moratti ha sempre bisogno di chiedere il nulla osta a qualcuno. E' una imbarazzante mancanza di autorevolezza che danneggia tutta la città.

 

Qual è, nel merito, la sua opinione sulla moschea?
I luoghi di culto devono essere liberi e accessibili per tutti i fedeli di qualsiasi fede. Un luogo di culto non è un centro culturale, ma è giusto che una città si spenda affinché una comunità di fedeli possa avere dei luoghi dove pregare. E' giusto che i costi non gravino su tutti i contribuenti, ma dall'altro lato è giusto che il Comune agevoli e non ostacoli l'individuazione di questi luoghi.

 

Meglio un'unica grande moschea o tante piccole moschee di quartiere?
Non c'è una pregiudiziale a questo proposito, non esiste una linea di partito su questo problema. Ma mi pare più logica una soluzione che preveda diversi piccoli luoghi di culto, credo che aiutrebbe una migliore integrazione anche sociale.

 

A dire il vero in giunta c'è chi risolve il dilemma dicendo: nessuna moschea, né piccola né grande.
La Lega prima ce l'aveva coi meridionali. Oggi, visto che politicamente è più redditizio e che certi obiettivi sono improponibili, se la prende con i musulmani. Ma ricordiamoci delle cerimonie sul Po, dei proclami sulla secessione, del razzismo verso i meridionali. Adesso tocca all'islam. Il risultato è che al giorno d'oggi parlare di Islam in modo pacato e razionale è diventato quasi impossibile.

 

In effetti il tema della libertà di culto si confonde spesso con quello sulla sicurezza. Lei che ne pensa?
Che sono due questioni da tenere distinte. Rispetto alla sicurezza contano le effettive infrazioni del codice, che vanno perseguite a norma di legge, a prescindere che il reato sia stato commesso da un cattolico, un buddista o un musulmano. Chi pone l'equazione Islam uguale questione di pubblica sicurezza esagera ad arte il problema. A chi invece pone il problema della reciprocità dico che non è ragione sufficiente per negare ai fedeli di altre religioni (che non sono responsabili di ciò che fa il loro governo) le condizioni di esercitare il loro credo, e che quanto più riusciamo a dare il migliore esempio qui da noi tanto più possiamo reclamare reciprocità per il culto cristiano nei paesi islamici.

 

Non c'è modo di dialogare con la Lega su questi temi?
La Lega esprime una cultura deteriore. Io sono un cattolico osservante e praticante, ma trovo scandalose certe difese del crocefisso fatte con tanta malafede da persone che stravolgono il messaggio d'amore e di accoglienza di Cristo in una forma di ostilità. Nelle mani di certi personaggi il crocifisso da simbolo di pace è diventato un'arma, questo è intollerabile. Ma la Lega tradisce anche lo spirito di accoglienza di Milano.

 

In che senso?
Questa è una città sempre più egoista e sempre più piccola. Ciò è triste dal punto di vista morale, ma è anche un brutto segno dal punto di vista sociale e culturale. E' una città sempre più piccola perché al contrario delle grandi capitali europee con cui vorrebbe confrontarsi, non sa accettare e gestire la sfida dell'immigrazione e della multiculturalità. Non che nelle altre città non ci siano situazioni difficili e conflittuali, ma la multiculturalità è ormai l'orizzonte dentro il quale i problemi vengono affrontati. Qui invece l'orizzonte si restringe ogni giorno di più e prevale la logica dell'esclusione. Per questo dico che la città è sempre più piccola: più il criterio di esclusione si impone, più i confini si restringono. Vogliamo espellere ciò che non ci piace prima dalla nazione, poi della regione, della città, del quartiere. Fra un po' esprimeremo intolleranze a livello di condominio.

 

Una disamina poco incoraggiante.
Ma purtroppo è così. E' una deriva di intolleranza e provincialismo che ci fa chiudere su noi stessi e ci farà perdere tutte le sfide del futuro, altro che Expo.

 

Cosa ne pensa dello sgombero del campo rom di via Rubattino?
Che Milano ha scelto proprio il giorno giusto per calpestare la carta dei diritti dell'infanzia. Non voglio fare demagogia al contrario, dove ci sono situazioni di illegalità è giusto intervenire, ma mi sembra un dato di fatto che Milano è forte con i deboli e debole con i forti. Si parla tanto di sicurezza e di droga, per esempio, ma non vedo nessuna lotta seria alla mafie che controllano il mercato della droga. Senza dimenticare che coloro che si ergono a paladini della sicurezza sono al governi di questa città da sedici anni, quindi sono i principali responsabili della situazione.

 

Difficile non leggere in queste affermazioni una critica a De Corato
Non solo a lui. E' vero, De Corato rappresenta il principale elemento di continuità nele ultime giunte di centrodestra. Sulla sicurezza la sua è una battaglia di visibilità con la Lega. A prescindere da questo, ormai De Corato ricopre tredici incarichi diversi e difficilmente riuscirà a svolgerli bene. Non solo in tema di sicurezza: voglio vedere cosa combinerà con le deleghe sul traffico.

 

 

 



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D.M. - 28/11/2009 10:54:36
Chi confonde o associa criminalità a immigrazione? Chi la butta sulla politica senza un minimo di esame di coscienza? De Corato e la Lega!
 
effebì - 28/11/2009 00:48:13
Due righe solo per precisare non me la prendo certo con Casati (che ha pure una faccia simpatica), ma rispondo a una parte della sua intervista che per certi aspetti assomiglia molto a quella di Moni Ovadia di qualche tempo fa (che credo aver commentato allo stesso modo). Quel tipo di dichiarazioni, ribadisco, secondo me offendono chi prova ad essere un cittadino onesto e allo stesso tempo portare avanti come molti milanesi dei valori di solidarietà e accoglienza. Chi ha parlato di capitali europee a modello (di che cosa poi)? Chi confonde o associa criminalità a immigrazione? Chi la butta sulla politica senza un minimo di esame di coscienza? E' vero che tendo allo sproloquio ma il mio era un commento, l’articolo non l’ho scritto io.
 
alfio77 - 27/11/2009 12:35:08
Ma stiamo parlando di rom o di moschea? non è la stessa cosa nel primo caso c'è da decidere se sti benedetti zingari sono ladri patentati che preferiscono le baracche alle case o se con un minimo di aiuto potrebbero farsi una vita più civile. sui musulmani il fondamentalismo islamico fa paura ma che c'entrano le moschee che son normalissimo luoghi di culto? davvero crediamo alla favoletta che il terrorismo islamico si combatte chiudendo le moschee? è come credere che le brigate rosse si combattevano chudendo le università.
 
gennarino - 27/11/2009 10:12:25
Caro effebì, capisco le sue obiezioni ma le sue critiche mi sembrano cavillose e molto sproporzionate rispetto a quelo che rimprovera a Casati. Non voglio entrare in certi tipi di polemiche, ma se c'è qualcuno che si è specializzato ad offendere gli altri, nel tono e nella sostanza delle dichiarazioni, e in modo ben peggiore di quel che avrebbe fatto Casati, quelli sono i politici del centrodestra, a cominiciare dai leghisti stile white christmas per arrivare a un de corato i cui giudizi sulle comunità straniere rasentano spesso l'insulto. Sono d'accordo con lei che i politici parlano spesso a sproposito senza conoscere la realtà di base, e ciò vale probabilmente anche per casati, ma allora non capisco perché prendersela solo con lui. Non credo proprio che le famiglie che hanno fatto la fiaccolata a favore dei rom si sentano offese dalle dichiarazioni di casati, anzi prenso che le condividano abbstanza! Non voglio difendere casati, visto che non voto nemmeno Pd, ma secondo il suo non e' un giudizio sulle persone bensì sulla politica milanese. Capisco anche che la nuova immigrazione sia più difficile da gestire di quella meridionale di cinquanta anni fa, quella che ci ha portato i terronissimi La Russa e i De Corato, ma suppongo che la puzza di orecchiette con le cime di rapa, il rumore delle famiglie numerose, il riprodursi di certe solidarietà "etniche" anche criminose fossero problemi anche allora. Ma per fortuna non c'era nessun De Corato, allora, a criminalizzare tutti i meridionali parlando di legalità, integrazione obbligatoria e di "adesione ai nostri valori". C'erano i cartelli "non si affitta ai meridionali", ma non c'erano di De Corato a dire pubblicamente che i meridionali (oggi romeni, dieci anni fa albanesi) rappresentavano un problema di legalità e sicurezza. Infine gli esempi di Londra e Madrid non c'entrano nulla, gli attentati non hanno niente a che vedere con l'integrazione cittadina. Parigi è diverso ma le rivolte nescono proprio dal modo con cui gli immigrati sono stati trattati. Non c'entra cosa fa il singolo milanese, quando la regola per una moschea è di essere lontana dai centri abitati è ovvio che qualcosa non va.
 
D.M. - 27/11/2009 10:11:48
ma dai i rom sono pochissimi, non facciamo propaganda retorica!!! la nuova sede di formigoni costa 400 milioni di euro, con l'1% di questi soldi era risolto il problema rom a milano per 10 anni
 
effebì - 26/11/2009 22:14:50
Caro Casati. Mi creda, non dovrebbe tracciare giudizi così radicali su Milano, almeno per un paio di ragioni. La prima è che lei negli ultimi cinque anni ha fatto parte di una giunta che ha Governato la Provincia e, in sostanza, ha fatto parte di quella casta che ha avuto la responsabilità politica di governare il cambiamento anche all’interno della città. In secondo luogo perché le sue parole offendono chi ogni giorno opera per promuovere e favorire quella integrazione culturale che secondo lei manca a Milano. Forse i milanesi non ci riescono, ma almeno ci provano, senza interviste o dichiarazioni, facendo per gli altri ben più di Casati, De Corato e di tutta la “casta” di politici a destra e a sinistra. Ma partiamo dalle “grandi” capitali europee delle quali lei ci parla e che non assomigliano Milano. Madrid, colpita da una serie di attentati che nel 2004 provocarono 190 persone e più di 200 feriti. Londra, funestata da attentati di matrice islamica nel 2005; Parigi, devastate dalle rivolte delle “banlieu”. Non mi sembra che le grandi capitali possano fornirci esempi di integrazione fra minoranze di diversa estrazione. Forse proprio non “accettando e gestendo la sfida dell'immigrazione e della multiculturalità” Milano dimostra di avere un cultura da voler difendere basata su lavoro, la legalità e non ultimo la solidarietà. Una cultura che anche gli immigrati, regolari e non, accettano e condividono. Se dimentichiamo questo non solo non peseremmo quanto in termini di impegno i milanesi facciano per la solidarietà, senza distinzioni culturali o religiose, ma offenderemo anche quanti ogni giorno si operino per aiutare gli altri,. Forse la logica dell’esclusione sociale , l’orizzonte stretto del quale parla, può valere nelle politiche dei palazzi, da Palazzo Isimbardi a Palazzo Marino, al Pirelli, nelle beghe partitiche fra Pd, Lega e PdL, ma i cittadini non dovrebbero permettere che un ex Assessore offenda la (sua?) città senza reagire, senza difendere quanto ogni giorno all’interno delle scuole, delle classi e fra i banchi viene fatto riconoscendo, accettando e superando il problema della multiculturalità. Così come i milanesi non dorrebbero oggi permettere a nessun politico di tracciare giudizi e previsioni su come i cittadini si comportano nel proprio condominio quanto piuttosto prendere esempio proprio dai condomini per capire come gestire una situazione che la politica non riesce neppure a delineare. Un conto sono le politiche, le dichiarazioni di circostanza, un altro la città e chi ci vive dentro. Si sieda in un parchetto di periferia un sabato pomeriggio; in una classe elementare, su un pianerottolo di una casa di ringhiera e poi torni in Consiglio a spiegare che il rispetto di regole comuni e la base della convivenza. Dalla spazzatura differenziata agli orari per batteri i tappeti; dall’entrata a scuola ai compiti a casa; dal pagamento degli affitti alle politiche per la casa, e così via. Certo adesso lei mi/ci potrebbe rispondere che non intendeva né offendere né giudicare i milanesi, ma lo ha fatto; che non dava un giudizio generale, ma circostanziato alle politiche del Comune, ma non lo ha fatto. Cito ancora “E' una deriva di intolleranza e provincialismo che ci fa chiudere su noi stessi e ci farà perdere tutte le sfide del futuro”. Credo che l’attenzione alle persone e, di fatto, la bravura di un politico si misuri nella capacità di rivolgersi a più persone cercando di offenderne il meno possibile. Non entro in questo campo che non è il mio campo, ma mi creda, in questo certo con le sue parole oggi non ci è riuscito
 
D.M. - 23/11/2009 14:44:20
è solo propaganda elettorale sulla pelle di qualche poveretto, spiegatemi voi che male facevano dentro un'area industriale abbandonata!!!
 
jimbo - 23/11/2009 11:07:37
se i campi sono abusivi vanno sgomberati poche chiacchiere
 
ada - 23/11/2009 11:01:32
casati ha ragione, ma la sinistra deve fare proposte precise sui campi rom: quanti, dove, con che regole, con che costi. ma soprattutto quale alternativa concreta sia alle baraccopoli sia agli sgomberi fascistoidi
 

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