Berlusconi aggredito e feritoMilano, un uomo ha colpito il premier al volto con un oggetto contundente, ferendolo. 13/12/2009
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, quest'oggi, domenica, al termine di un comizio in piazza Duomo, è stato colpito da un oggetto contundente (probabilmente da un souvenir) lanciato da un uomo di 42 anni, Massimo Tartaglia. La notizia ha destato forte scalpore sia in Italia che all'estero. Berlusconi, una volta colpito, si è accasciato al suolo sanguinante con vistose ferite al naso e alla bocca. Messo al riparo in auto da alcun agenti della scorta, è stato poi portato all'ospedale San Raffaele.
Vuoi collaborare con MILANOMAG.IT? mandaci un tuo articolo a redazione@milanomag.it e se ritenuto interessante verra' pubblicato Commenta l'Articolovienne - 18/12/2009 01:56:25beh, ormai credo che abbiamo esaminato ogni aspetto della questione ed è abbastanza chiaro su cosa siamo d'accordo e su cosa no. non so quanto possiamo ancora progredire da questo punto, mi permetto solo due piccole precisazioni: mi è chiarissimo che un conto è parlare di berlusconismo, un conto di Berlusconi che si è preso una sassata in faccia. ciò non toglie che: 1) attribuire un gesto individuale all'antiberlusconismo è una forzatura (faccio notare che i più zelanti annoverano anche fini tra i mandanti morali - e se prendiamo l'esempio di togliatti dovremmo dedurne che l'anticomunismo produceva violenza). 2) dire che non esiste antiberlusconismo senza Berlusconi non è esatto - resterebbe altrimenti da spiegare perché altre figure molto potenti e controverse come ad es. Andreotti non abbiano mai prodotto un "antiandreottismo" così viscerale. Posto che a mio parere la destra ha attaccato Prodi in modo altrettanto vile, violento e volgare di quel che è stato fatto con Berlusconi, non si può semplicemente dire che la sinistra invece di aver per nemica un’idea, si identifica questa idea con una persona. Bisogna anche interrogarsi sulle cause di questo fenomeno. E siccome mi sembra bizzaro pensare che milioni di persone siano improvvisamente incattivite, o che l'odio di classe (sic) sia sorto improvvisamente proprio alle soglie del duemila, o che Repubblica influenzi metà dell'Italia, io credo che per capire l'antiberlusconismo bisogni anche riflettere su cos'è il berlusconismo. effebì - 17/12/2009 20:16:50 Caro vienne, concordo con lei quasi su tutto ciò che ora scrive, anche sulle previsioni, ma ciò non significa che queste mi piacciano. Riguardo a Di Pietro devo ammettere che orami da tempo non lo ascolto più avendo avuto in passato molte difficoltà a comprenderlo. Per fortuna dispongo ancora di un telecomando anche se non è molto bipartisan. Riguardo alle categorie, con rispetto alle sue opinioni, dissento. Mi passi una battuta: lei ha certamente studiato Hagel ma evidentemente non le piaceva! Non può esistere un antiberlusconismo senza Berlusconi, in quanto, come ho già detto una persona è molto differente da un’idea, soprattutto quando le si lanciano addosso oggetti contundenti. vienne - 17/12/2009 19:04:17 caro effebì, se non esiste responsabilità penale, ma politica, sarà la politica (ergo gli elettori) a sanzionare la colpa. chissà perché, però, ho il sospetto che avranno successo tanto la presunta vittima (berlusconi) quanto il presunto carnefice (di pietro). ripeto che a mio parere non ha molto senso giudicare la questione con categorie morali, quando ivece il problema è di sistema. dire che "parlano solo di lui" è vero solo se riduciamo la politica ai talk show, dove, ad essere onesto, ho visto varie volte di pietro cercare di esporre il suo programma politico ma essere sempre ricondotto alla polemica personale. e del resto la personalizzazione della politica è un altro problema del sistema. non è che la destra sia immune dal vizio degli attacchi personali e violenti. solo che quelli della sinistra sono giocoforza diretti a chi da 15 anni monopolizza lo schieramento avversario. ma c'è un problema ancor più strutturale, e lei che di certo ha studiato hegel lo può ben capire: non può esistere un antiberlusconismo senza un berlusconismo, l'ossessione antiberlusconiana è l'altra faccia dell'ossesione berlusconiana, il moderno culto mediatico della persona tanto sfruttato da berlusconi non può non rovesciarsi nel suo contrario. ciò non significa giustificare alcun atto violento, ci mancherebbe, ma solo cercare di capire certe dinamiche senza moralismi. direi piuttosto che un paese dove il capo del governo non suscita rispetto, ma idolatria da un lato e disprezzo dall'altro, non è messo bene. e certo è triste che accadano episodi di violenza come questo effebì - 17/12/2009 17:17:06 Caro vienne. Non esiste a mio giudizio alcuna responsabilità penale, ma una certa responsabilità politica sì. Non mi riferisco Di Pietro (chissenefrega) quanto piuttosto all’antiberlusconismo come rifugio di una politica che da ogni parte è costretta a personalizzarsi per trovare delle idee. Diamine. ci troviamo a osservare il berlusconismo e l’antiberlusconismo, come se queste fossero idee politiche. Per fare ascolti le trasmissioni devono parlare di lui. Per me non esiste un nemico politico in senso democratico o meglio trovo sbagliato che esista. Qualora ammettessi che non siamo più in una democrazia allora le cose cambierebbero ma certo non istigherei qualcuno a fare quello che per codardia non sono capace di fare io. In una democrazia rappresentativa si può aver per nemica un’idea, ma questa idea non deve identificarsi con una persona. In sintesi: la personificazione della politica è comoda a destra e a sinistra perché permette di avere un posizione senza avere un’idea. Se avessero tirato un crocifisso a Zagrebelsky (anche se come esempio avrei preferito un tanga alla Bindi) avrei detto le stesse cose. Ma, ripeto non possiamo ignorare il fatto che non è andata così. Con una logica elementare direi che se accade un fatto la precedente istigazione a compierlo è più evidente. Che fare? Cercare di avere un’idea politica prima di avere un’opinione sul politico, ad esempio. vienne - 17/12/2009 16:22:43 Il punto debole del ragionamento, che tradisce una visione un po' peculiare della politica, è nell'automatismo con cui si cerca un istigatore cui attribuire la responsabilità del gesto. Poi, premesso che dal punto di vista giuridico l'istigazione e l'apologia di reato sono punibili a prescindere dagli effetti (bisogna aspettare che qualcuno tiri un crocifisso in testa a Zagrebleski per giudicare pericolose le frasi di La Russa - "possono morire"?), sono curiosissimo di vedere cosa imputeranno a Di Pietro. Dal punto di vista politico, invece, bisogna ammetterlo: Berlusconi è molto detestato. Certo è un problema politico quando un primo ministro prende una mattonata in faccia, quando ci sono 100mila persone che avrebbero voluto tirargliela e un milione che alla notizia si sono fatte una grassa risata. Ma quando parliamo di milioni di persone, che fare? Non è certo un problema di istigazione a delinquere. Approviamo una legge in cui l'amore per il premier vince sull'odio? Siamo seri. Con altrettanta simpatia effebì - 17/12/2009 14:01:49 Giusto! E infatti c'e' chi sta raccogliendo firme per una denuncia comune a Di Pietro per istigazione a delinquere. Comunque non possiamo parlare di cosa non è successo e ignorare ciò che è successo. E' successo che hanno tirato una mattonata a Berlusconi, non a Bersani. O sbaglio? Pertanto bisogna riflettere su chi istiga a tirare la mattonate a Berlusconi. O sbaglio? Con simpatia, effebì vienne - 17/12/2009 13:07:15 Non facciamo a non capirci. io citavo appunto un ministro che in prima serata incitava di fatto alla violenza. Questo passa per folklore, mentre il gesto di uno squilibrato passa per logica conseguenza di un "clima di odio" scientemente voluto da malvagi "mandanti morali", che del resto sono stati esplicitamente indicati: Repubblica, Annozero, Travaglio, Di Pietro. Ridicolo. E' un'argomentazione palesemente insostenibile. Poiché persino chi voglia sostenere (ah, il potere dell'autosuggestione) che Minzolini faccia bene il suo mestiere non può certo annoverarlo tra i fomentatori dell'odio antiberlusconiano, e poiché su giornali e Tv di Mediaset grava quantomeno l'ombra di un conflitto di interessi evidentissimo e grande come una casa, sempre su Repubblica e Annozero andiamo a parare. Un po' poco, davvero. Bisogna impedire a Repubblica e ad Annozero di attaccare Berlusconi perché qualche malato di mente potrebbe attentare al presidente? Ma stiamo scherzando? Esiste il reato di istigazione a delinquere e di apologia di reato, tutto il resto sono chiacchiere. Contro gli squilibrati e i malintenzionati ci sono le scorte, se non funzionano o se le si usano male non si può dare la colpa agli oppositori. effebì - 17/12/2009 01:15:57 Io questa proprio non la capisco. Se un giornalista è spudoratamente di sinistra (prego ripassarsi la "carta dei doveri del giornalista") allora è libero. Se è a destra (vale anche per loro) è asservito al potere. Si badi bene, un'opinione di destra non è possibile. (Non ricordo il perché ma anche quando non governava la destra era lo stesso ) Ma dai scherziamo? Sono stati definiti recentemente da un leader di centro-sinistra i milioni di elettori di Berlusconi "plagiati dalle sue televisioni". E' questo il rispetto per la democrazia? Se Riotta fa editoriali durante il Governo Prodi passi, ma per diavolo, se li fa Minzolini è inaccettabile! Perché? Perché uno ha delle idee non di sinistra. Ma possibile che in sette o otto anni di Governo D’Alema/Prodi nessuno si sia accorto di questo problema che si chiama Cencelli? Che nessuno abbia previsto che se avesse vinto il centro destra il controllo della RAI sarebbe passato dall’altra parte? E cosa significa nominare i direttori di rete e di tg … dare loro solo un bello stipendio o forse dargli la possibilità di decidere la linea editoriale? Che lungimiranza i nostri politici. Il problema non è da che parte stiano i giornalisti, che hanno la loro identità e fanno le loro scelte, quanto piuttosto quanto sia opportuno identificare l’idea che si vuole combattere con una persona da abbattere. Non c’è bisogno poi di tanta “potenza di fuoco” per esaltare qualche malato di mente ad attentare a un Primo Ministro (comunque Repubblica tira 600.000 copie al giorno) anzi, non c’e’ bisogno neanche di un giornale. Basta ad esempio un blog dove un cretinetti dica le parole che ho riportato più sotto. Saludos vienne - 16/12/2009 16:30:59 Qualche giorno fa ho visto un Ministro della Repubblica (e non un giornalista di Repubblica!) sbraitare in prima serata contro gli estensori della norma sul crocifisso urlando ripetutamente "possono morire, possono morire tutti". Esempi del genere ce ne sono a decine se non a centinaia. E invece i mass media asserviti fanno passare un quadro del tutto diverso. E poi dicono che il controllo dell'informazione non serve! Di fonte a una parte dell'informazione neutrale (se è neutrale il pseudo-terzismo di un Battista) e a una stragrande maggioranza filoberlusconiana (TG1, TG2, TG4, TG5, Studio Aperto, Porta a Porta, il grosso della stampa di evasione e dei giornali locali) con punte di faziosità spudorata che passano inspiegabilmente per folklore, ecco che il "clima d'odio" è riconducibile a un giornale (Repubblica) e a una trasmissione settimanale (Annozero - Travaglio ne è un'appendice). Incredibile, no? Nonostante il partito dell'amore abbia una potenza di fuoco riscontrabile solo in contesti dittatoriali, lo sparuto partito dell'odio contagia milioni di menti. Se fosse vero, ci sarebbe da dire quanto meno che il campione nazionale della comunicazione è molto, molto meno capace di comunicare di quel che sembra. No? valeriano - 16/12/2009 15:44:38 sig. effebì, è ovvio la mia è una provocazione, così come è una provocazione parlare di terrorismo e di mandanti morali. naturlamente il gesto in sé va condannato, e allora? sono i rischi di chi è potente e non vuole rinunciare ai bagni di folla: è inutile giudicare l'accaduto con categorie morali, la prima costatazione da fare è che la scorta non ha funzionato. effebì - 16/12/2009 12:33:01 Sempre rimanendo fuori tema: l'unico "omicidio" compiuto da una scora italiana credo sia avvenuto qualche anno fa a Roma quando un'auto di una scorta ha investito un passante ... pronti a uccidere? Mah! valeriano - 16/12/2009 11:54:47 il limite è il potere. odiare gli inermi è vile, odiare i potenti è ammissibile. effebì, mi spieghi perché i potenti girano sempre con una scorta armata (= pronta a uccidere)? effebì - 16/12/2009 11:30:18 Caro Valeriano, sono sicuro che tu non intendevi questo ma questa posizione, cioè essere responsabile di essersi attirato l'odio è esattamente la stessa di chi difendeva durante il nazismo (e il fascismo) l'odio verso gli ebrei. Sarai d'accordo con me che è un posizione pericolosa. Chi decide qual'è il limite? Credo che prima sia necessario ridurre il livello dello scontro, soprattutto se su chiave personale (Berlusconi, Di Pietro, Mastella ecc.) e poi ragionare sul livello di simpatia con gli oppositori. Forse sarà buonista, ma meno pericoloso. valeriano - 16/12/2009 10:13:31 Se vai in giro a dire che sei superman e sei fatto d'acciaio, prima o poi a qualcuno verrà voglia di vedere se è vero. Non è una spiegazione sufficiente? Allora diciamo così: Berlusconi ha moltissimo potere. Cioè, secondo me Berlusconi ha meno potere di quel che si crede, ha costruito la sua icona attorno all'idea di onnipotenza. Avere del potere significa decidere della vita degli altri; e quindi accettare che gli altri reagiscano. Significa accettare, se vogliamo dirla tutta che gli altri ti odino. Se c'è un risultato politico imperituro per cui sarà ricordato Berlusconi non saranno le riforme economiche né le leggi ad personam, ma la profonda divisione che ha lasciato nel paese. Io la penso esattamente al contrario della vulgata che sta cominiciando a circolare grazie ai Vespa e Minzolini di turno: imputare agli altri il "clima di odio" è una forma si sottrarsi alla responsabilità di averlo creato. Nemmeno Craxi o Andreotti erano riusciti a fomentare tanta ostilità. Se Berlusconi non ne è consapevole ed è convinto di essere adorato come la madonna pellegrina, è un suo grave e colpevole errore di valutazione. Quanta poca virilità nelle reazioni di tutti "all'attentato" (sic)!! Io invece di offendermi e sorpendermi tanto, licenzierei la mia scorta. effebì - 15/12/2009 23:34:36 Non credo sia né necessario né importante soffermarsi sul significato delle parole. Certo però che un "attentato" al Primo Ministro è di per sé un atto di "terrorismo", anche se chiaramente non si possono ignorare le proporzioni fra l'uso di una bomba, una pistola o un souvenir del Duomo. Se colpisci i vertici istituzionali e politici di un Paese compi un atto che, si dice, è volto a destabilizzare il sistema; un atto quindi di terrorismo. L'unica cosa che vorrei invece sottolineare è che la tesi del pazzo isolato è in realtà una bella scusa. Almeno da due punti di vista. Il primo che "naturalmente" solo un pazzo squilibrato può pensare di uccidere o per lo meno di colpire Berlusconi fra la folla. Non è certo l’opera di un killer da film americano. Ma il fatto che sia un pazzo a compierlo non esclude che il “pazzo” sia stato manipolato, spinto o almeno influenzato nel suo gesto. Del resto anche per lo stralunato e straparlante Ali Agka, Antonio Pallante (che sparò a Togliatti), chi uccise Lennon e in molti altri casi non erano certo persone lucide e razionali quelle che compivano tali gesti. Ma ciò non esclude a priori che dietro non vi fosse nessuno. La scusa però è anche una scusa di natura politica, per chi ha ispirato e sostenuto (non impedendo) un clima d’odio che inevitabilmente porta ad atti violenti, da una parte e dall’altra beninteso. Di chi ora dice “ma io non intendevo questo”, “ma io parlavo in senso politico” ecc. Certo, lo ripeto, da una parte e dall’altra. Ma in questo caso la parte lesa è Berlusconi e questo, con buona pace della Bindi, non può togliere a lui il ruolo di vittima. Ora, quante volte noi nel mondo reale non abbiamo sentito augura almeno una volta a Berlusconi che gli capitasse qualcosa. E per chi sente poco: vi ricordate il responsabile del circolo PD (per fortuna subito sospeso) che pochi mesi fa scriveva su un blog “possibile che nessuno riesca a mettergli un proiettile in testa”. Queste parole, probabilmente, influenzano un “pazzo” e bisogna essere più responsabili, soprattutto in ruoli e occasioni pubbliche, nell’utilizzo delle parole. Diciamo allora oggi che non è stato un attentato, che non è un atto di terrorismo. Va bene, però cerchiamo di essere prudenti anche domani nella scelta delle parole. Claudio - 15/12/2009 18:24:05 è ancora più ridicola la storia dell'invidia, doppiamente ridicola se pensiamo che è il gesto di uno psicolabile Andrea DV - 15/12/2009 18:21:08 ancora con sta menata del clima d'odio? e chi ha iniziato secondo te? si vede che la storia non insegna... ti ricordi di un certo attentato a un certo Togliatti? ripassa un po' la storia e poi vediamo se è il caso di fare tutto sto cinema per un souvenir!!! stefano - 14/12/2009 22:46:11 ok non sarà terrorismo comunque sti squilibrati sono in parte fomentati dal clima d'odio ma soprattutto dall'invidia e berlusconi secondo me sotto questo aspetto è un grande che continua imperterrito a scendere in piazza a prendersi gli applausi e a rischiare gesti di pazzi di questo tipo Claudio - 14/12/2009 18:54:05 ma non faccia la vittima, sento parlare di terrorismo ed è vergognoso, manteniamo le proporzioni bob23 - 14/12/2009 18:52:57 Il servizio d'ordine di Berlusconi non ha funzionato a dovere Pietro - 14/12/2009 00:49:26 Speriamo che i politici di tutte le parti non approfittino del gesto di uno squilibrato per avvelenare ulteriormente il clima del paese |
Finanziaria, mancano i soldi per i treni regionali Trasporti, per la Regione taglio di 314 milioni. Il Pirellone obbligato a ridurre i servizi o ad aumentare le tariffe. Regione, il Consiglio approva mozione sul rilancio di Malpensa La risoluzione del Consiglio regionale sollecita il completamento delle infrastrutture. Astenuto il Pd, contrari Italia dei Valori e Sel. Film e mostre gratis ad agosto Due iniziative dedicate agli appassionati di cinema: "Cinema d’agosto a Palazzo Morando" e "24+1 Cinema Chairs Project" a Palazzo Reale. Sigilli all'Hollywood e al The Club L'inchiesta della procura di Milano su un presunto giro di tangenti e droga ha provocato la chiusura dei due locali più rinomati della movida milanes Milano, fondi per le botteghe storiche Chi rimarrà aperto per due settimane consecutive durante il mese di agosto potrà accedere al bando comunale di 350mila euro. |


