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300mila euro a Cremona per indagine ambientale suTamoil

Ma il Comitato per la difesa del territorio diffida il sindaco.

29/10/2008

 

La Giunta della Regione Lombardia ha deciso di assegnare al Comune di Cremona un finanziamento di 300 mila euro affinché possa realizzare alcuni interventi urgenti, necessari al completamento delle indagini ambientali sulle aree esterne alla raffineria Tamoil.
In particolare, secondo quanto evidenziato dallo stesso Comune di Cremona, l'approfondimento delle indagini ambientali dovra' riguardare:il deposito Enel per la verifica dell'eventuale dismissione e per l'esecuzione di indagini nel suolo e nelle acque sotterranee; l'area C.A.C. per la verifica della tenuta dei serbatoi interrati e per l'esecuzione di indagini nel suolo e nelle acque sotterranee; la zona Cascina Lancone per lo studio dell'alveo ex Riglio (con presunto vecchio scarico della raffineria) e per la verifica sulla presenza dei gas interstiziali; la zona alveo ex Riglio per la verifica sulla presenza di gas interstiziali; l'effettuazione delle attivita' di monitoraggio dell'aria outdoor e indoor, con campionamenti passivi/attivi, dei gas interstiziali nei pozzetti e lungo le linee interrate, con sonde per sostanze volatili ed esplosivimetri e per procedere all'individuazione delle sorgenti di contaminazione a nord dell'area dello stabilimento Tamoil.

 

A Cremona la polemica sulla bonifica dell'area Tamoil è infuocata: in particolare, non è chiaro se la bonifica sarà pagata con fondi pubblici o se sarà a carico dell'impresa. Nei giorni scorsi un gruppo di cittadini aveva scritto al sindaco Corada una lettera in cui qualificavano come "inesistente" la bonifica e in cui minacciavano di alla magistratura in assenza di un provvedimento immediato.  Firmatari della lettera sono quaranta tra quaranta tra semplici cittadini, membri dell’Osservatorio Tamoil ed esponenti di associazioni come Legambiente, Italia Nostra, WWF; LIPU, ISDE, ASVEA, Gruppo di impegno Sociale, Coordinamento Comitati Ambientalisti, Associazione Ecologisti Democratici. I toni della lettera sono molto duri.  Gli estensori si rivolgono al sindaco di Cremona con l'intento di "stigmatizzare il suo comportamento che ci sembra omissivo e inadeguato alle Sue responsabilità di massima autorità sanitaria locale. La diffida fa seguito alla lettera aperta inviata, sempre al sindaco, lo scorso 6 agosto, quando cittadini e associazioni chiesero al Comune di attivare tutti i meccanismi necessari a tutelare la città a fronte dell’inquinamento, comprese le procedure per l’eventuale risarcimento dei costi della bonifica in caso di inottemperanza dell’azienda e surroga da parte dell’amministrazione."

In risposta a quella prima lettera, dichiarano nella diffida protocollata ieri, "Lei ha affermato, con il chiaro proposito di tranquillizzarci, che non eravamo bene informati: non solo la Tamoil avrebbe pagato tutte le spese di analisi e bonifica, ma aveva un piano di sviluppo delle produzioni, con relativo investimento di 900 milioni di Euro, che comporta la realizzazione di interventi di bonifica degli impianti . Non solo ma Lei affermava di avere in mano un preciso cronoprogramma di interventi di bonifica".

"La sua affermazione - si legge nella diffida - è esplicitamente contraddetta dalla risposta della Provincia di Cremona alla nostra richiesta di accesso agli atti che cosi recita: “Alla luce della più recente conferenza di servizi siamo in attesa di un cronoprogramma attualizzato“. In altre parole: il cronoprogramma non esiste!". Proseguono i firmatari: "ci stupisce molto che, dopo averci rassicurato sulla volontà di Tamoil di procedere alla caratterizzazione delle aree esterne all’azienda, Lei abbia chiesto alla Regione Lombardia un finanziamento di 300.000 Euro proprio allo scopo di caratterizzare quest’area tramite campagne di campionamento dell’aria e dei gas interstiziali".

 

La questione dell'utilizzo di fondi pubblici per le analisi dei suoli e per le opere di bonifica è scottante. I firmatari rimproverano alla maggioranza che governa il Comune un comportamento poco coerente, visto che un consigliere comunale avrebbe richiesto un finanziamento alla Regione un finanziamento di 5 milioni di euro come compartecipazione alla bonifica, quando il sindaco avrebbe invece assicurato che analisi e bonifica erano un obbligo di Tamoil. Sempre nella diffida si legge: "Lei, signor Sindaco, con il suo comportamento sta di fatto ritardando le opere di bonifica e rischia di accollare alla comunità spese che spettano al privato (Tamoil): ci sta danneggiando, sia omettendo di tutelare la nostra salute, sia cercando di favorire economicamente una azienda a scapito di tutta la comunità".



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