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'Ndrangheta a Desio, sciolto il consiglio

Infiltrazioni della 'ndrangheta a Desio. Undici consiglieri del centrosinistra e sei della Lega hanno si dimettono: comune commissariato.

27/11/2010

"La loro decisione ha infangato l'immagine della città e la nostra onorabilità". Questo il commento del sindaco di Desio, Giampiero Mariani di fronte alle dimissioni in massa dell'opposizione che, sommate a quelle dei sei consiglieri di maggioranza della Lega, ha causato la caduta della giunta e il commissariamento del Comune.

 

La causa delle dimissioni in massa dipendono dal coinvolgimento di alcuni esponenti della giunta, tra cui il presidente del consiglio comunale Nicola Mazzacuva, il consigliere Natale Marrone e l'ex assessore provinciale Rosario Perri (tutti del Pdl), nell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta. La notizia del commissariamento del Comune di Desio (a pochi chilometri da Milano ma appartenente alla Provincia di Monza e Brianza, tradizionale roccaforte leghista) avviene a pochi giorni dalle polemiche televisive che hanno coinvolto lo scrittore Roberto Saviano e il ministro Maroni.

 

Se l'opposizione del centrosinistra era scontata, il gesto decisivo è venuto dai consiglieri della Lega che, dopo mesi di pressing del Pdl per tenere insieme una giunta traballante per via delle inchieste, hanno fatto saltare il banco dimettendosi in blocco. "I sottoscritti consiglieri comunali - recita la nota del segretario comunale Luca Sparagna - preso atto delle difficoltà nel proseguimento dell’attuale amministrazione, allo scopo di salvaguardare l’interesse dei cittadini e l’immagine della città, con senso di responsabilità rassegnano le proprie dimissioni dal loro incarico, al fine di determinare lo scioglimento dal consiglio comunale".

 

"A luglio avevamo chiesto l'intervento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma qualche esponente leghista ci ha detto che esageravamo: oggi dovrà ricredersi - ha dichiarato il consigliere regionale pd Giuseppe Civati - C'è bisogno di persone nelle amministrazioni capaci di fare muro contro le infiltrazioni della criminalità nelle pubbliche amministrazioni e nell'economia. Criminalità che si infila negli appalti e che lucra sulle aggressioni al territorio. Oggi è un bel giorno per Desio, la Brianza e il Nord".

 

Respinge le accuse l'ormai ex sindaco Mariani, negando che esistano infiltrazioni di stampo mafioso: "Il consiglio comunale di Desio non viene sciolto da organi governativi per sospette infiltrazioni malavitose- ha detto - ma per una scelta di natura politica di alcuni consiglieri che si assumeranno la responsabilità di aver infangato l'onorabilità degli amministratori e l'immagine della città". Il sindaco, con i consiglieri del Pdl, quelli di Indipendenti per Desio-UDC e Lista Civica Desio 2000 ha preso atto "della grave e irresponsabile decisione dei consiglieri del Pd, Italia dei Valori, Desio viva, Movimento 5 Stelle e Lega Nord Padania in un momento in cui le istituzioni hanno il dovere di contrastare unite l'ndrangheta e di garantire la massima trasparenza nella confusione strumentalmente generata".



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