"Milano, le mani sulla città"La nuova legge urbanistica regionale scatena le polemiche. Un editoriale del comitato contro l'Expo 2015 punta il dito contro la speculazione immobiliare. 05/03/2009
La Legge Urbanistica approvata dalla Regione Lombardia ha dato il la alle polemiche. Non poteva essere altrimenti: la norma ad hoc per i comuni interessati dall'Expo 2015 è stata interpretata in modo quasi unanime, anche se con giudizi diversi, come un via libera ai progetti edilizi del Comune di Milano e segnatamente dell'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli, presente in aula al momento della votazione. Moltissime sono le voci critiche che, da tempo, si sono alzate contro l'aumento degli indici di edificabilità voluti da Masseroli, e la nuova legge regionale è destinata a rinfocolare le polemiche. Milano Mag segue con attenzione la delicata partita dello sviluppo urbano milanese e del PGT in particolare. Riteniamo che la polemica sterile e pregiudiziale non sia di alcuna utilità, ma al tempo stesso crediamo che Milano stia attraversando una fase cruciale dalla quale potrà uscire radicalmente trasformata: se in meglio o in peggio dipende anche dal livello e dall'estensione del dibattito che si sviluppa attorno alle scelte politiche. Quello che Milano Mag pubblica oggi è un editoriale del comitato No Expo (il cui nome non lascia adito a dubbi sulla posizione rispetto all'esposizione del 2015) molto duro nei confronti della legge regionale e delle poltiche urbanistiche del Comune di Milano. Le opinioni espresse nell'articolo riflettono esclusivamente le posizioni del comitato, ma riteniamo che sia importante dare voce a tutti coloro che hanno qualcosa da dire in merito allo sviluppo urbano della città. Ritorneremo ancora sull'argomento.
Milano. Le mani sulla città
di Comitato No Expo
La Legge Urbanistica approvata martedì dalla Regione Lombardia è il primo regalo che Berlusconi, tramite Formigoni, fa alla Moratti per aver mollato il controllo della SoGE, e un compenso gradito, per i tanti palazzinari e investitori immobiliari (Ligresti, Tronchetti e banchieri vari) interessati ai soldi di Expo e presenti anche nella vicenda Alitalia-Cai.
Con la nuova legge, con una legge a hoc e in nome di Expo, si darà la possibilità di costruire sulle aree libere dove i piani regolatori e particolareggiati non abbiamo già realizzato o avviato interventi di sistemazione. La possibilità vale anche per le aree verdi, a standard o destinate a servizi. Una norma antidemocratica, perché lascia alla Giunta il compito di decidere togliendo ogni ruolo al Consiglio Comunale, ossia ai rappresentanti eletti dai cittadini.
Cemento ovunque: scali ferroviari, ippodromi, aree interne al Parco Sud, verde di quartiere, spazi di respiro della città. Un grosso regalo per Ligresti e compagnia bella. Una sciagura per una città già inquinata e congestionata a livelli insopportabili. Un disastro ambientale per un territorio consumato e costruito oltre i limiti del buon senso. Ora le deliranti previsioni dell’Assessore Masseroli su una Milano dell’Expo con 2 milioni di abitanti (ma ancora non ha detto dove andrà a prendere i 700 e passa mila milanesi mancanti a questo obiettivo) potranno trovare spazio e ad andare a braccetto con chi, da qui al 2015, avrà come unico obiettivo far girare il totalizzatore dei propri depositi bancari (quasi sicuramente in qualche paradiso fiscale...per completare l’esproprio di beni comuni). Milano, grazie a o a conseguenza di, Expo si appresta a diventare un mostro, non lo spazio pubblico pensato e progettato per rispondere ai bisogni della comunità che la vive, ma territorio di conquista, macchina da profitto, vetrina usa e getta, dove l’interesse privato e gli affari contano più dei diritti e del bene comune. Fa niente se ogni persona di buon senso suggerirebbe altre ricette per rendere più sana e vivibile Milano. Arriva Expo bisogna far girare la slot machine!
Noi l’avevamo detto, potrebbe essere l’amara constatazione. Expo renderà peggiore la vita di noi tutti per soddisfare gli scopi e i guadagni di pochi. Expo 2015 è questo: miliardi di euro di soldi pubblici che finiranno in tasca ai privati, territori e città consumati e devastati, beni comuni privatizzati, diritti ridotti. Non è la favola buona con cui la Moratti ha incantato i milanesi, i democratici, gli ambientalisti del fare e l’associazionismo “embedded”. E non ci sono alternative all’Expo che ci stanno confezionando se non il NoExpo, non farlo e salvare Milano per salvare noi stessi. Parafrasando il titolo scelto per la rassegna “Nutrire le immobiliari - energia per la speculazione”.
Fonte: www.socialpress.it
Vuoi collaborare con MILANOMAG.IT? mandaci un tuo articolo a redazione@milanomag.it e se ritenuto interessante verra' pubblicato Commenta l'ArticoloLuca Colombo - 05/03/2009 11:59:55Io invece credo che l'expo sia una grande opportunità per Milano e non sono contro per principio, però certe preoccupazioni le condivido |
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