18/12/2008L'Osservatorio di Milano lancia un'allarme: 60.000 persone sono costrette ad affrontare l'ondata di gelo dormendo in un rifugio di fortuna o all'aperto. L'Osservatorio con l'iniziativa "Aggiungi un posto a tavola" invita le famiglie italiane ad aprire le porte delle proprie case ai senzatetto in queste festività.
L'eccezionale ondata di freddo che in questi giorni imperversa nel nostro paese colpisce particolarmente le persone italiane e straniere che non hanno una fissa dimora e sono costrette a passare la notte in rifugi di fortuna o all'aperto. L'Osservatorio di Milano lancia un allarme sociale rivolto ai Comuni, alle Regioni e al Governo. L'Istituto di Ricerca milanese ha effettuato una approfondita indagine mettendosi in contatto con le Associazioni del Volontariato, le Comunità straniere e le Amministrazioni Comunali delle grandi città per esaminare questo grave fenomeno. Secondo l'Osservatorio sono 60.000 in Italia le persone che non hanno una fissa dimora e che sono costrette a passare la notte nelle stazioni ferroviarie, nei vagoni dei treni che sostano negli scali ferroviari, nelle auto abbandonate, nelle fabbriche, negli stabili, nelle cascine dimesse, sotto i porticati e sui marciapiedi dei centri storici, in baracche di fortuna e sotto i ponti nelle periferie delle grandi città o addirittura all'aperto dentro cartoni o avvolti da semplici coperte. Non si tratta solo di persone adulte, ma ci sono anche molti anziani e intere famiglie con bambini in tenera età. Per il 65 % si tratta di immigrati, quasi tutti senza i permessi di soggiorno. In particolare abbiamo slavi, albanesi, rumeni, ucraini, russi, tunisini, marocchini, egiziani, curdi, senegalesi, cinesi, pachistani, filippini.
Le città che registrano una maggiore presenza di senzatetto sono Roma con 4.000 presenze, Milano con 3.000, Napoli, Torino con 1.000 presenze per ciascuno dei due comuni. "E' una vergogna - ha affermato il direttore dell'Osservatorio Massimo Todisco - per un paese come il nostro che si definisce civile e democratico registrare un fenomeno come questo che vede migliaia e migliaia di persone, tante quante sono quelle che abitano in un medio capoluogo della provincia italiana, passare la notte all'aperto rischiando con questo freddo la vita".
"Siamo in grave ritardo - ha proseguito Todisco - sul piano dell'accoglienza e della solidarietà nei confronti di chi non ha una fissa dimora e alcun riparo, basti pensare che sono alcune centinaia i posti letto messi a disposizione dalle istituzioni in ciascuna delle grandi metropoli, posti letto che sono a disposizione quasi esclusivamente per italiani e stranieri con regolare permesso di soggiorno". "La Costituzione - ha dichiarato Todisco - recita che la dignità umana e le condizioni di vita e di salute devono essere rispettate per tutti, nessuno escluso".
L'Osservatorio di Milano promuove anche quest'anno l'iniziativa "Aggiungi un posto a tavola" a Natale a Roma e a Capodanno a Milano con la quale si chiede alle famiglie delle due città di ospitare a pranzo una persona sola, in difficoltà, senza una fissa dimora (per aderire telefonare allo 02/57301721). L'iniziativa che trova il costante incoraggiamento del Pontefice Giovanni Paolo II che ha pubblicamente invitato le famiglie ad aderirvi, e negli ultimi quattro anni ha avuto oltre 2.000 adesioni: nella quasi totalità dei casi è nata un'amicizia fra la famiglia e l'ospite, qualcuno ha anche trovato lavoro. "Invitiamo tutte le famiglie italiane ad entrare nello spirito di questa iniziativa, anche nelle città dove non è organizzata; basta infatti per chi vuole imboccare la strada della solidarietà aprire in queste festività la porta di casa a persone in difficoltà che non hanno una fissa dimora e nessuno con cui passare le feste".
"Un'adesione massiccia a questa iniziativa rappresenterebbe - ha concluso Todisco - un forte segnale nei confronti di Comuni, Regioni e Governo affinchè venga messa in atto una politica in grado di eliminare questo grave fenomeno dando a tutti, italiani e stranieri con e senza permesso di soggiorno, un ricovero e un'assistenza".
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